video suggerito
video suggerito
8 Gennaio 2026 13:00

Nel Regno Unito sono state vietate le pubblicità di cibo spazzatura prima delle 21

Il divieto riguarda gli spot televisivi fino alle 21 e la pubblicità online in qualsiasi momento: una misura entrata in vigore pochi giorni fa e che ha l'obiettivo di contrastare l'aumento dell'obesità, in particolare tra i più piccoli.

A cura di Arianna Ramaglia
0
Immagine

Non si ferma la lotta contro i cibi ultra processati, soprattutto nel Regno Unito, dove pochi giorni fa è stato introdotto il divieto di trasmettere pubblicità relative a questi alimenti, prima delle 21 in televisione e online in qualsiasi momento. La misura, di cui si parlava già da tempo, mira a contrastare il consumo di questi cibi, in particolare da parte dei bambini.

Meno pubblicità, più salute: la nuova misura britannica

Un ulteriore passo in avanti per contrastare un fenomeno che appare in costante crescita: l'aumento dell'obesità: una condizione particolarmente preoccupante soprattutto per i più giovani. Si stima infatti che, in Inghilterra, il 22% dei bambini che inizia la scuola primaria è obeso o sovrappeso: percentuale che arriva addirittura al 35,8% quando raggiungono i 10-11 anni. Il governo britannico ha quindi deciso di vietare tutti gli spot che promuovono cibi ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale. Il divieto si applica fino alle 21 per la pubblicità televisiva, mentre online vale in qualsiasi fascia oraria. Secondo Anna Taylor, direttrice della Food Foundation, la misura rappresenta una "pietra miliare di portata mondiale" in grado di ridurre il rischio di contrarre alcune gravi patologie, come l'obesità. Le aziende che non rispetteranno le nuove norme, rischieranno di essere sanzionate dall'Advertising Standards Authority (ASA).

Quali sono i prodotti banditi?

Nella lista degli alimenti soggetti a queste restrizioni rientrano cibi quali merendine, torte, succhi di frutta, gelati, patatine e vari snack e bevande confezionate, ma anche altri alimenti considerati più "salutari", come avena o porridge, ma solo se presentano aggiunte di zuccheri, cioccolato o sciroppi. Il divieto, tuttavia, riguarda specifici prodotti e non le aziende nel loro complesso: questo vuol dire che le grandi multinazionali possono ancora trasmettere pubblicità con il proprio logo, ma senza che venga mostrato il prodotto specifico. Come riportato dalla BBC, Josh Tilley, direttore della strategia del marchio presso l'agenzia di marketing Initials CX, ha dichiarato che non saranno vietate pubblicità che mostrano elementi "come il logo della PepsiCo o gli archi di McDonald's".

Immagine

Come si stabilisce quale cibo è "meno salutare"

Per decidere quali alimenti rientrano nel divieto pubblicitario e quali no, il governo britannico ha definito delle linee guide basate sul Nutrient Profiling Model (NPM). Secondo questo sistema, gli alimenti vengono valutati in base a due nutrienti: quelli A, considerati "negativi", che includono energia, grassi saturi, zuccheri e sodio, e quelli C, ossia quelli "positivi" che comprendono il contenuto di frutta, verdura e legumi, fibre e proteine. Per ottenere la valutazione finale, si sottraggono i punti negativi da quelli positivi: se un alimento raggiunge un punteggio uguale o superiore a 4, viene considerato less healthy, ovvero "meno salutare".

Funzionerà davvero?

Sarà necessario attendere alcuni mesi per valutare se la misura restrittiva produrrà gli effetti desiderati. In ogni caso, uno studio dell'Università di Liverpool ha già dimostrato che le pubblicità di junk food aumentano il consumo di calorie nei bambini: secondo i ricercatori, basterebbero solo cinque minuti di questi spot per portare a un'assunzione di circa 131 kcal in più al giorno.

Immagine

Per questo motivo è essenziale adottare misure sempre più incisive e restrittive contro questa tipologia di alimenti. Nel Regno Unito, interventi di questo tipo non sono una novità: qualche mese fa è entrato in vigore, ad esempio, il divieto dell'offerta "prendi due, paghi uno" sui prodotti considerati spazzatura, perché incentiverebbe il loro acquisto. Anche l'Europa sta muovendo i primi passi in questa direzione, introducendo, ad esempio, una nuova una tassa sui cibi ultra processati e sugli alcopops, ossia bevande a basso contenuto alcolico.

Immagine
Resta aggiornato

Ogni giorno nuove Ricette tutte da gustare

News
Immagine
Quello che i piatti non dicono
Segui i canali social di Cookist
api url views