
Ci sono supermercati che sembrano musei, tanto sono precisi e ordinati, e in qualche caso accade anche il contrario: un museo che sembra un supermercato. È quello che sta succedendo al MoMA di New York, dove da pochi giorni è arrivato un pop-up che riproduce un vero e proprio market in cui, però, nulla è commestibile. Si chiama MoMA Mart e sarà in esposizione fino al 29 marzo: scaffali pieni di oggetti come pasta, biscotti, confezioni di latte, frutta e verdura, che non servono a placare la tua fame ma ad arredare il salotto di casa.
Cosa si trova al MoMA Mart
Gli scaffali ci sono, i prodotti pure e, a prima vista, potrebbe tranquillamente sembrare il supermercato sotto casa: bibite, snack, conserve, pizze, pane, burro e croissant. Peccato però che nulla di ciò che vedi può essere mangiato perché si tratta, in realtà, di oggetti domestici. È questo quello che si può trovare all'interno del MoMA Design Store di Soho e Midtown: uno spazio temporaneo – inaugurato lo scorso 7 gennaio – che mira a trasformare la spesa al supermercato in un'esperienza giocosa e divertente (disponibile anche online sul loro sito ufficiale).
Ciò vuol dire che un pomodoro diventa un tavolo, una pizza un orologio, un frutto un vaso e il burro un fermaglio per capelli: tutto per dare l'illusione di un giro in un market in cui cibo e arte si uniscono e si intrecciano, trasformando prodotti di uso quotidiano in veri e propri oggetti di design. Come spiega Emmanuel Plat, Direttore Merchandising del MoMA Design Store Retail, "non si tratta semplicemente di una collezione a tema; è un'esperienza di vendita al dettaglio immersiva che reinterpreta le forme del cibo come oggetti di design funzionali, invitando i visitatori a vivere il design attraverso una lente creativa e inaspettata".
La connessione tra cibo e arte nel XX secolo (e oltre)
Non è la prima volta che questi due mondi si incontrano e l'esperienza del MoMA Mart trae proprio ispirazione dalle opere di alcuni artisti, diventati dei veri simboli della Pop Art, come Claes Oldenburg e Ed Ruscha, presenti nella collezione del museo. Infatti, proprio gli esponenti di questa corrente artistica hanno reso il cibo protagonista delle loro opere, nel corso del Novecento: basti pensare, giusto per citare uno degli esempi più famosi, alla raffigurazione del Barattolo di zuppa Campbell's di Andy Warhol.

Il cibo diventa così mezzo espressivo, capace di veicolare pensieri e ideali, un modo per raccontare la realtà, arrivando alle masse in maniera immediata e diretta. "Il MoMA Mart trae ispirazione dal ruolo di lunga data del cibo nell'arte e nel design – afferma Plat – in particolare dal modo in cui gli artisti hanno utilizzato forme alimentari quotidiane per esplorare la cultura, la percezione e la vita di tutti i giorni. Il cibo è sempre stato una potente forza culturale e i designer lo stanno abbracciando in modi nuovi e creativi". Il risultato, in questo caso, è lo svuotamento del supermercato – una delle massime espressioni della nostra routine – dei suoi beni primari per riempirlo di significato estetico: si compra, è vero, ma non per nutrirsi, bensì per arredare e divertirsi.
