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8 Marzo 2022 11:00

Mimosa: tutti benefici della pianta simbolo della donna e come sfruttarli al meglio

La mimosa è un simbolo della Festa delle donne: un fiore luminoso, delicato ma resistente, legato anche al ritorno della primavera. Ma la mimosa è anche un'ottima pianta dalle notevoli proprietà curative: ecco come usarla al meglio.

A cura di Redazione Cucina
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Quante volte abbiamo usato una mimosa per omaggiare una donna senza sapere che forse quella mimosa sarebbe stata più utile come prodotto curativo? Sì perché la mimosa ha notevoli proprietà benefiche e viene usata da sempre come pianta curativa. Coltivata in Italia soprattutto al Sud, perché vuole climi miti e molta luce, è un fiore molto particolare, simbolo dell'8 marzo. Oggi, però, vogliamo parlare di quanto sia utile la mimosa come pianta curativa e come fare a usarla in caso di infiammazioni, per migliorare la salute della pelle o anche "solo" l'umore.

Mimosa: una pianta curativa

L'Acacia Dealbata, nome originario della pianta appartenente alla famiglia delle Mimosacee, è una pianta sempreverde che produce fiori profumati e coloratissimi, della tipica tonalità gialla. Gli usi tradizionali di questa pianta si perdono nel tempo: pare fosse già utilizzata dai Maya, sia a scopi sia curativi sia rituali. È una pianta originaria della Tasmania, che prese piede in Europa dal XIX secolo in poi come pianta ornamentale, dove ancora prospera quasi spontanea. In Italia è presente soprattutto lungo in Toscana, lungo la Riviera ligure, in Sicilia, e in tutto il meridione ma, in alcuni casi, anche sulle coste dei laghi del Nord Italia. È una pianta molto delicata che preferisce terreni freschi e ben drenati, cresce preferibilmente in aree con clima temperato e resiste poco alle basse temperature.

Ma quali sono le sue proprietà? Iniziamo col dire che la mimosa è chiamata anche "albero della pelle" e questo è già indicativo: un nome che si è guadagnata grazie ai grandi benefici che assicura all'epidermide. Inoltre la mimosa è utile a

  • ridurre e prevenire le infiammazioni, grazie ai molti antiossidanti che contiene ed ha un'effetto benefico sulla cute e sull'epidermide in generale, a cui dona nuova vitalità;
  • l'effetto antinfiammatorio, inoltre, è in grado di calmare i dolori di stomaco e i crampi addominali;
  • contrastare la ritenzione idrica e allontana gli inestetismi della cellulite, grazie alle sue capacità drenanti;
  • grazie alla presenza elevata nella sua corteccia di tannini, polifenoli con proprietà cicatrizzanti, antinfiammatorie, lenitive e rigeneranti per la cute, è ideale per stimolare la cicatrizzazione delle ferite;
  • aiuta a tenere sotto controllo i livelli di stress perché, sotto forma di olio essenziale o tisana, favorisce il rilassamento muscolare, a beneficio di una piacevole sensazione di benessere psicofisico;
  • la bevanda, inoltre, è utile a contrastare stati di irritazione e stanchezza mentale, concilia il sonno notturno e favorisce la digestione;
  • ricca di minerali come rame, ferro, zinco, magnesio e manganese, la mimosa aiuterebbe anche a mantenere il sistema immunitario sano e forte.
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Come fare tisana e impacchi alla mimosa

Ogni parte della mimosa ha una specifica attività curativa: ad esempio la corteccia è indicata per la sua azione benefica su cute e infiammazioni, mentre la radice contiene elementi drenanti e rilassanti. Ma come fare a preparare un'ottima tisana, o un decotto, alla mimosa?

Se hai a disposizione della corteccia prelevata naturalmente, dopo averla lavata bene puoi mescolare 5 grammi di corteccia in 300 ml di acqua bollente, facendo riposare la bevanda per 10 minuti; subito dopo puoi filtrare il liquido e berlo. In alternativa in erboristeria trovi la mimosa essiccata, con cui potrai preparare una tisana da bere anche 3 volte al giorno.

In alternativa, se il problema è esterno, quindi ferite o piccoli tagli da cicatrizzare, puoi procedere con l'impacco: prepara un decotto mescolando 20 grammi di corteccia in 1 litro di acqua fredda, da portare a ebollizione a fiamma moderata; dopo un riposo di 20 minuti, puoi usare il decotto per fare degli impacchi lenitivi, mettendo il tutto in un sacchetto o panno di cotone.

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Perché la mimosa è il simbolo della festa della donna

La mimosa non è da sempre il simbolo dell'8 marzo e non lo è in tutti i paesi: le origini di questa celebrazione sono infatti tutt'altro che gioiose. La ricorrenza è legata all'incendio di una fabbrica di camicie Cotton avvenuto nel 1908 a New York, durante il quale persero la vita moltissime operaie. La leggenda narra che, accanto alla fabbrica ormai distrutta, ci fosse proprio un albero di mimose e sarebbe questo il motivo per cui la pianta diventa poi un simbolo della giornata dedicata alle donne.

La vulgata italiana però è diversa: a istituire questa associazione fra la festa e il fiore fu infatti la parlamentare comunista ed ex partigiana Teresa Mattei che, con la sua collega Rita Montagna (ex partigiana anche lei), sosteneva da anni l'iniziativa. A partire dal 1946 l’UDI, l’Unione Donne Italiane, decretò che questo fiore – delicato ma al tempo stesso vitale, gioioso e resistente – diventasse il simbolo di tutte le donne e dei diritti connessi alla condizione femminile.

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