18 Dicembre 2019 15:00

Capodanno da Carlo Cracco: quanto costa il cenone, tra tradizione e abbinamenti coraggiosi

Grande tradizione con cotechino e lenticchie o azzardi con cappone ed ostriche. Il menu di Cracco, e le relative polemiche, sono ormai un appuntamento fisso nelle discussioni natalizie. Due proposte diverse in Galleria ed al bistrot, con un leggero aumento di prezzo rispetto allo scorso anno: 400 euro per il menu del ristorante gourmet (escluse bevande) e 150 per quello del bistrot.

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Il cenone di Capodanno da Carlo Cracco è diventato una tradizione per i milanesi più facoltosi, in particolare da quando ha aperto in Galleria.  Rispetto allo scorso anno c’è stato un aumento di prezzo, da 350 a 400€ a persona, bevande escluse. C’è anche la versione “light” al Cafè Cracco, con un menu da 150€.

Quando si tratta di ristoranti gourmet la scelta di lasciar fuori le bevande è dovuta generalmente dall’importanza della cantina: da Cracco sono circa le 2000 le etichette disponibili ed avendo a cena anche famiglie con bambini potrebbe essere un’imposizione ingiusta. L’abbinamento con il vino è comunque disponibile, con 200€ in più: ogni piatto un calice accuratamente scelto dal sommelier del Ristorante Cracco nella Galleria Vittorio Emanuele II di Milano.

Cosa si mangia da Cracco in Galleria al cenone di Capodanno?

Il menu presenta prodotti della tradizione meneghina abbinati a materie prime di altissimo livello. Da Carlo Cracco non può mancare la tecnica e tutto ciò giustifica il prezzo nonostante le immancabili polemiche social.

Si comincia con un calice di benvenuto prima di accomodarsi al tavolo: ampio antipasto con un canestrello farcito; l’insalata tiepida al miso dolce, code di scampi dorate, alghe, funghi e salsa rosa. Fin qui grande spazio alla tradizione, miso e alghe a parte, ma la mano dello chef veneto la si avverte col terzo antipasto perché troviamo lenticchie e castagne affumicate, con nuvola di latte e caviale siberiano: accostamento interessante di un prodotto povero come la lenticchia abbinato ad un prodotto pregiato come il caviale. Il quarto antipasto è un piatto storico di Cracco, il tuorlo fritto; nello specifico abbinato con crema di mandorle e tartufo nero, cavolfiore e lamponi.

Arrivati al primo, vediamo di nuovo fondersi la tradizione con abbinamenti azzardati: ravioli di cappone, ostrica, uova di salmone e cardo gobbo (un vegetale dal sapore simile al carciofo). Per il secondo, invece tradizione pura con il filetto in crosta, torta di patate, lardo e fontina, prima di terminare la cena con una meringa leggera, marroni canditi e vaniglia e piccola pasticceria.

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Passiamo al Cafè Cracco

Nel bistrot il menu è di 150€ bevande escluse e comincia con un cocktail di benvenuto e un amuse bouche. La proposta è molto più tradizionale e non sono presenti grandi vette negli abbinamenti come per la Galleria infatti il secondo antipasto è un’astice alla catalana. Si passa poi al primo con un gioiello di casa Cracco: il risotto, proposto con scorzonera, canestrelli e bisque alle erbe. Il secondo è un reale di manzo con cavolfiore, lenticchie e mandarino cinese per terminare poi con un panettone con zabaione al marsala ed il classico cotechino e lenticchie.

Ristorante Cracco
Corso Vittorio Emanuele II, Milano
tel. 02 87 67 74
ristorantecracco.it

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Quello che i piatti non dicono
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