
Sono i meloni il simbolo del cambio di stagione nei mercati agroalimentari italiani. Secondo “La Borsa della Spesa”, il monitoraggio settimanale realizzato da Bmti e Italmercati in collaborazione con Consumerismo No Profit, i meloni retati hanno registrato un calo del 7,2% rispetto alla scorsa settimana, con quotazioni all’ingrosso che in generale non superano i 3 euro al chilogrammo.
A favorire il ribasso sono soprattutto la buona disponibilità del prodotto e le condizioni climatiche favorevoli, che stanno accelerando il passaggio verso i consumi primaverili. La produzione siciliana, già in piena attività, garantisce infatti una qualità elevata e un’offerta abbondante, spingendo sempre più consumatori a preferire piatti freschi e leggeri.
Anche il comparto delle fragole vive una fase di transizione. Le produzioni del Sud Italia stanno lasciando spazio a quelle delle regioni settentrionali, con il Veneto che si conferma tra i territori più attivi della nuova campagna. Le quotazioni si attestano tra i 3,50 e i 4,50 euro al chilogrammo per un prodotto interamente italiano che continua a mantenere livelli di domanda elevati.

Gli ortaggi in arrivo, dalle melanzane ai fagiolini
Con l’arrivo della bella stagione aumentano le disponibilità di ortaggi coltivati in pieno campo: sui mercati iniziano infatti a comparire con maggiore continuità melanzane, zucchine e fagiolini.
Buoni i prezzi degli asparagi verdi, in calo del 4,7% rispetto alla settimana precedente, con quotazioni comprese tra i 4 e i 5 euro al chilogrammo.
Bene inoltre i cetrioli, sempre più richiesti dai consumatori, con prezzi particolarmente convenienti tra 0,80 e 1 euro al chilogrammo. Restano stabili gli agretti attorno ai 2 euro al chilogrammo, mentre i piselli continuano a mantenersi su una media di 3,50 euro al chilogrammo.

Tra i prodotti più convenienti figurano anche i carciofini, che registrano una flessione dell’8,4% in sette giorni, attestandosi tra 1,50 e 1,80 euro al chilogrammo.
Pesce: telline, seppie e tombarello tra i protagonisti
Al ribasso anche alcune specie di molluschi e pesci, sostenuti dalle condizioni meteorologiche favorevoli. La riapertura della pesca delle telline ha contribuito a normalizzare i prezzi, oggi intorno ai 7,50 euro al chilogrammo. Buona disponibilità anche per le seppie, soprattutto quelle provenienti dall’Adriatico, vendute tra gli 8 e i 9 euro al chilogrammo, mentre le cozze italiane restano stabili tra i 3 e i 3,50 euro al chilogrammo.

Il tombarello si conferma invece un’alternativa economica particolarmente apprezzata, con quotazioni inferiori ai 6 euro al chilogrammo. Restano elevate le quotazioni del pesce San Pietro, in particolare per il prodotto toscano di pregio, che raggiunge i 31 euro al chilogrammo. In calo invece la domanda delle razze, meno richieste in questa fase del mercato.