Melannurca Igp: proprietà e benefici dell’eccellenza rossa campana

Immagine
Storia millenaria, sapore inconfondibile e una tecnica di maturazione unica al mondo: andiamo alla scoperta della Melannurca Igp, fiore all’occhiello del territorio campano. Ricca di acqua, fibre e benefici preziosi, ecco tutti i motivi per cui non dovresti fartela sfuggire.
Intervista a Dott. Simone Gabrielli
Biologo e nutrizionista

Definita la "Regina delle mele", la Melannurca Campana Igp è un piccolo prodigio della natura, tra i prodotti ortofrutticoli più pregiati e antichi d'Italia. Piccola, tonda e leggermente schiacciata ai poli, si caratterizza per la buccia liscia, di colore rosso acceso e finemente striata, e la polpa candida e compatta che regala al morso un'inconfondibile croccantezza e succosità. Il sapore, infine, è la sintesi perfetta tra dolcezza aromatica e un piacevole e fresco retrogusto acidulo.

Dalla storia millenaria, la sua presenza sul territorio campano è documentata già nei dipinti parietali degli scavi di Pompei ed Ercolano. Il nome stesso racchiude una fascinazione d'altri tempi: deriva dal latino Mala Orcula, in riferimento all'antico mito che ne colloca la coltivazione attorno alle acque del Lago d'Averno, luogo tradizionalmente associato all'Oltretomba; nel corso dei secoli quella denominazione si è evoluta in Annorca e poi Nannurca, fino ad arrivare all'odierna Annurca.

Coltivata prevalentemente nelle campagne delle province di Caserta, Napoli, Benevento, Avellino e Salerno, la Melannurca deve la sua unicità a una particolare tecnica di maturazione: i frutti vengono raccolti tra settembre e ottobre quando ancora verdi e acerbi, disposti a terra sui tipici melai – letti di paglia, trucioli o aghi di pino -, quindi esposti al sole e girati periodicamente a mano dai frutticoltori per circa due settimane. Questo processo artigianale regala loro la caratteristica tonalità, intensificandone ulteriormente il profumo.

Dal punto di vista nutrizionale, questo gioiellino è un vero concentrato di salute: ricca di acqua, fibre, vitamine e sali minerali, è saziante, a basso carico glicemico e svolge un'importante azione antiossidante. Ma è vero che può essere utile per l'alopecia o contrastare la caduta dei capelli? Quali sono le quantità consigliate e e gli abbinamenti funzionali più efficaci? Approfondiamo questi aspetti, sfatando anche qualche falso mito, con l'aiuto del nostro esperto di fiducia, il biologo e nutrizionista Simone Gabrielli.

Immagine

Caratteristiche organolettiche della Melannurca Campana Igp

Di dimensioni medio-piccole e dalla forma tondeggiante, ma leggermente appiattita ai poli, la Melannurca si distingue immediatamente dalle altre varietà di mele presenti sul mercato. La buccia è liscia, cerosa e di colore giallo-verde con striature rosse che aumentano man mano che la fase di maturazione nei melai procede.

Il disciplinare Igp comprende due ecotipi principali: la Annurca classica, più piccola, aromatica e di colore rosso sfumato, e la Rossa del Sud, diretta discendente di quella originale, dalla nuance più uniforme e brillante.

La polpa bianca, compatta, croccante e particolarmente succosa, si caratterizza per il sapore dolce, con un piacevole retrogusto acidulo, e per il profilo aromatico intenso e persistente.

Per essere certi di acquistare la vera Melannurca Campana Igp, occorre verificare la presenza del bollino o dell'etichetta con il logo ufficiale di certificazione comunitaria Igp (Indicazione geografica protetta) e la dicitura del Consorzio di Tutela. Disponibile da ottobre fino a primavera inoltrata, è reperibile nei mercati rionali e presso i fruttivendoli del territorio campano, oltre che nei supermercati della grande distribuzione organizzata (GDO) su tutto il territorio nazionale.

Proprietà della Melannurca

La Melannurca è prima di tutto un ottimo frutto: saziante e fonte eccellente di acqua e di fibre, apporta – proprio come tutta la frutta in generale – grandi benefici per la salute. Dal punto di vista dell'apporto energetico, si tratta di un alimento decisamente leggero e ipocalorico: 100 g forniscono appena 40-45 kcal e, considerata la porzione standard di riferimento consigliata dalle linee guida nutrizionali, pari a 150 g (un frutto di medie dimensioni), l'apporto calorico totale si attesta sulle 60 kcal.

La componente dominante di questo frutto è l'acqua, che rappresenta l'84,3% del peso totale, conferendogli spiccate proprietà dissetanti e idratanti. I carboidrati disponibili sono costituiti interamente da zuccheri solubili (circa 10 g per 100 g), mentre il contenuto proteico e quello lipidico sono pressoché trascurabili.

Un valore particolarmente prezioso è rappresentato dalla fibra alimentare totale, pari a 2,2 g ogni 100 g: ricca di pectina solubile, è fondamentale per rallentare l'assorbimento degli zuccheri e del colesterolo nel tratto digerente e per favorire il senso di sazietà e la regolarità intestinale.

Ricca di vitamina C, vitamine del gruppo B, potassio e polifenoli antiossidanti, è un vero e proprio concentrato di micronutrienti preziosi, utili per il sostegno del metabolismo energetico, l'equilibrio elettrolitico e le difese immunitarie.

Immagine

Benefici (veri e presunti)

Grazie all'interessante profilo nutritivo della Melannurca, sono numerosi i benefici legati a un suo consumo regolare all'interno di una dieta equilibrata, varia e sana. Dalla gestione della glicemia fino al benessere dei capelli, scopriamo tutto nei dettagli e sfatiamo anche qualche falso mito.

  • Idratazione e controllo del peso: composta per oltre l'80% da acqua, questo frutto aiuta a soddisfare il fabbisogno idrico quotidiano e fornisce circa 40-45 kcal per 100 g, rendendola un ottimo spuntino o spezza-fame per la gestione del peso;
  • ricchezza di fibre per l'intestino e la sazietà: contiene sia fibra insolubile (nella buccia) sia fibra solubile come la pectina (nella polpa). Le fibre aumentano il volume del pasto nello stomaco e rallentano lo svuotamento gastrico, prolungando il senso di sazietà e nutrendo i batteri "buoni" dell'intestino (azione prebiotica);
  • gestione della glicemia: nonostante contenga zuccheri semplici (principalmente fruttosio), la presenza contestuale delle fibre fa sì che il rilascio degli zuccheri nel sangue avvenga in modo più dolce e graduale, evitando picchi glicemici bruschi (a patto di mangiarla masticandola, meglio ancora se con tutta la buccia, e non frullata);
  • scorta di vitamine e minerali: apporta vitamina C, potassio e vitamine del gruppo B in forma naturale, utili per il sostegno del metabolismo energetico, l'equilibrio elettrolitico e le difese immunitarie;
  • azione antiossidante complessiva: contiene un elevato numero di composti fenolici e flavonoidi ad azione antiossidante che aiutano l'organismo a contrastare i radicali liberi e lo stress ossidativo molecolare, un fattore protettivo per la salute cardiovascolare a lungo termine.

Riguardo alle particolari proprietà spesso attribuite alla Melannurca – come il controllo del colesterolo e la prevenzione dell'alopecia -, è bene fare chiarezza. "I benefici sui capelli legati all'alimentazione derivano in primis dall'apporto di micronutrienti essenziali, come le vitamine del gruppo B e minerali come ferro e zinco, la cui carenza marcata può portare a un indebolimento del fusto e alla caduta dei capelli" chiarisce Gabrielli.

Esistono effettivamente studi legati a questo frutto e ai suoi benefici sulla chioma, ma si riferiscono a estratti nutraceutici altamente concentrati in laboratorio (procianidine B2) e non al semplice consumo del frutto fresco a tavola.

Anche sul fronte del potere antiossidante, è bene mantenere una visione d'insieme: la Melannurca contiene un elevato numero di composti fenolici e flavonoidi ad azione antiossidante. Tuttavia, anche se presenti in concentrazioni molto elevate, questi esplicano reali benefici protettivi per l'organismo esclusivamente all'interno di una dieta sana, equilibrata e ricca di cibi vegetali. Come sempre conta molto di più lo stile di vita nel suo complesso piuttosto che l'assunzione isolata di un singolo alimento considerato "miracoloso".

Immagine

Possibili controindicazioni ed effetti da consumo eccessivo

Per la stragrande maggioranza della popolazione mangiare questo frutto non presenta controindicazioni. Le linee guida per una sana alimentazione raccomandano di inserire la frutta fresca quotidianamente nella propria dieta; la quota ideale è di 2 o 3 porzioni al giorno, distribuite tra colazione, spuntini o a fine pasto. Questo apporto assicura il giusto equilibrio di idratazione, fibre, vitamine e antiossidanti senza eccedere con la quota complessiva di zuccheri semplici.

Difficile che si abbiamo effetti collaterali legati al consumo di mele. Tuttavia, un quantitativo davvero smodato, pari per esempio a circa 5-6 mele al giorno, può portare a:

  • leggeri fastidi intestinali; gonfiore, pancia tesa o feci morbide, dovuti all'eccesso di fibra fermentabile (FODMAP) e fruttosio;
  • un apporto di zuccheri non calcolato: anche se si tratta degli zuccheri naturali del frutto, eccedere sistematicamente con le dosi aumenta il carico glicemico globale della giornata.
Immagine

Come usare la Melannurca in cucina (senza vanificarne i benefici)

Per cucinare o consumare la Melannurca mantenendone intatte le proprietà nutrizionali, la regola principale è mangiarla fresca, intera e con la buccia, dopo averla lavata accuratamente.

Per beneficiare al massimo delle sue virtù, è preferibile evitare di frullarla o centrifugarla, poiché la triturazione meccanica rompe la struttura della fibra e libera gli zuccheri complessi, trasformando il frutto in un liquido ad assorbimento rapido che sazia meno e fa salire la glicemia più velocemente.

La Melannurca si presta benissimo sia come fine pasto leggero sia come spezza-fame di metà mattina o metà pomeriggio. Per chi ha problemi con la gestione della glicemia o per chi desidera uno spuntino che ci regali maggiore sazietà ed energia, il suggerimento è di accompagnarlo a una fonte di grassi e/o proteica. Qualche esempio? Si può tagliare a spicchi e guarnirla con un cucchiaino di crema di nocciole, qualche mandorla, un quadratino di cioccolato fondente, uno yogurt greco al naturale oppure un cubetto di parmigiano se si è amanti del salato.

Per chi soffre di irregolarità intestinale, invece, si consiglia di consumarla cotta, al forno o al microonde con un pizzico di cannella, in abbinamento a un porridge di avena o una bowl di yogurt senza zuccheri aggiunti, cereali in fiocchi e semi oleosi al mattino a colazione.

Grazie alla sua polpa soda, croccante e al perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità, è ideale anche in cucina: tagliata a fettine sottili per arricchire insalate con radicchio, noci e scaglie di parmigiano; sfruttata nei primi piatti per mantecare cremosi risotti autunnali; oppure cotta al forno in abbinamento ad arrosti di carne di maiale o tacchino, dove la sua piacevole nota acidula sgrassa e bilancia la componente lipidica del piatto.

Immagine
Resta aggiornato

Ogni giorno nuove Ricette tutte da gustare

News
Immagine
Quello che i piatti non dicono
Segui i canali social di Cookist
api url views