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9 Gennaio 2026 0:05

MasterChef Italia 15: cottura in argilla e salsiccia di Bra per la quinta serata

L'episodio comincia con una Mystery box che avrà come protagonista una tecnica di cottura molto particolare, per poi passare a una più tradizionale nell'Invention test. Le Langhe faranno da sfondo alla prova in esterna, che porterà alcuni aspiranti chef ad affrontare il temuto Pressure test. Scopriamo cosa è successo e chi è l'eliminato di questo appuntamento.

A cura di Arianna Ramaglia
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Sono sedici i concorrenti arrivati alla quinta puntata di MasterChef Italia 15, il cooking show più famoso della tv, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW. In questo nuovo appuntamento, gli aspiranti chef si sono cimentati con alcune tecniche particolarmente curiose e interessanti, come la cottura in argilla per la Mystery Box e la marinatura nell'Invention test. La prova in esterna, invece, ci ha portato nelle Langhe per scoprire una delle eccellenze della nostra cultura gastronomica: la salsiccia di Bra. Al termine della sfida, i componenti della squadra perdente si sono sfidati nel temuto Pressure test, dove uno di loro è stato eliminato, costretto a lasciare per sempre la cucina di MasterChef. Scopri tutto quello che è successo nella quinta serata di MasterChef Italia.

Cottura in argilla: la protagonista della Mystery box

La puntata inizia con la consueta Mystery box. Sotto la scatola, salta subito all'occhio un componente inusuale – almeno per le nostre cucine: parliamo dell'argilla. Oltre a questo, i concorrenti trovano alcuni deliziosi ingredienti come salmone norvegese, foglie di senape selvatica, quaglia, funghi cardoncelli, sedano rapa, ciliegie, pancetta tesa, caffè, salsa hoisin – una sorta di barbecue orientale – e poi, appunto, l'argilla, sia in panetto che in polvere. Quest'ultima diventa proprio il metodo di cottura per la prima prova di questa serata: gli aspiranti chef, infatti, dovranno preparare un piatto il cui protagonista deve essere cotto proprio in crosta di argilla in forno. La preoccupazione dei concorrenti è visibile già dai primi istanti, anticipando quella che sarà una prova davvero impegnativa. Lo chef Barbieri precisa la cura e l'attenzione che serve per questo tipo di preparazione, precisando quali sono i passaggi che servono per ottenere una cottura perfetta, come stendere l'argilla con il mattarello e fare molta attenzione allo spessore che si vuole ottenere. Il risultato dovrà essere un cibo fragrante fuori e morbido all'interno.

I concorrenti hanno a disposizione un'ora di tempo per affrontare questa interessante sfida, in cui l'elemento particolarmente difficile, sottolinea Barbieri, è capire il giusto spessore da dare all'argilla. C'è chi, preoccupato, comincia a porsi molti interrogativi sulla prova, mentre altri, come Niccolò e Gaetano sono abbastanza rilassati: per quest'ultimo, infatti, la cottura in argilla non è una novità. Trascorsi i 60 minuti e dopo aver dato un rapido sguardo tra i diversi piatti pronti, i tre giudici sono pronti a chiamare i migliori tre di questa Mystery Box. La prima è Vittoria, con il suo "Crosta al contrario", un piatto che ha saputo far dialogare elementi di terra e di mare, con una quaglia farcita di salmone, ciliegie alla salsa hoisin e fungo in padella. La sua ricetta convince i tre giudici, che hanno valutato il piatto molto delicato, in un abbinamento rischioso ma ben riuscito.

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Il secondo piatto è quello di Niccolò, che lo ha nominato "Piccolo lord" come piccolo omaggio a sua nonna da cui veniva chiamato proprio in questo modo: la protagonista è ancora una volta la quaglia, ma questa volta ripiena di funghi e pancetta accompagnata da una salsa alle ciliegie, crema di sedano rapa e funghi. Cottura e abbinamenti hanno conquistato, all'assaggio, gli chef Cannavacciuolo e Barbieri. Terzo e ultimo piatto è quello di Matteo C. (Teo) con il suo "Studio di casa" – una dedica a quando giocava con l'argilla nello studio del suo papà – che ha per protagonista involtini di petto di quaglia e pancetta, cardoncello marinato in salsa hoisin adagiati su una salsa di ciliegie. Un piatto molto ben equilibrato per Locatelli, mentre Cannavacciuolo ne apprezza particolarmente la cottura. A vincere la Mystery Box, però, può esserne solo uno e per i giudici si tratta di Teo, aggiudicandosi così la Golden Pin e avendo a disposizione più di un vantaggio nell'Invention test.

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Una marinatura per l'Invention test

Per questo invention test, al termine del quale ci sarà la prima eliminazione della puntata, l'oggetto della prova è una tecnica a cui uno degli chef è particolarmente affezionato: si tratta di Bruno Barbieri e della famosissima marinatura. Una tecnica che, come spiega lo stesso chef, serve ad aromatizzare il cibo e ammorbidire le fibre. A questo punto, vengono svelati i due ingredienti da dover marinare: il pollo da un lato e il controfiletto di capriolo dall'altro. Per questo Invention test, però, c'è una novità: considerati il tempo che ci vuole per questo tipo di tecnica, l'ingrediente protagonista del piatto resterà nella sua marinatura per tutta la notte.

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A questo punto Teo, grazie alla sua vittoria nella sfida precedente, può decidere chi cucinerà il pollo e chi il capriolo. Per sé stesso ha scelto il controfiletto, così come per Iolanda, Alessandro, Matteo Lee, Carlotta, Franco, Niccolò e Jonny, mentre a tutti gli altri è toccato il pollo. Ma per Teo i vantaggi non sono finiti qui: infatti, potrà dire ai giudici due concorrenti da mettere in difficoltà durante la cucinata del giorno dopo. Il tempo a disposizione degli aspiranti chef per realizzare una perfetta e originale marinatura è di 30 minuti al massimo: man mano che i concorrenti terminano la loro preparazione, lasciano la classe, aspettando di ritornare la mattina seguente.

Al rientro nella masterclass, il giorno dopo, c'è una sorpresa ad attenderli: per due concorrenti, Iolanda e Alessandro, le cucine sono sparite. Sono proprio loro i due sfidanti che Teo ha deciso di mettere in difficoltà. Per cucinare, quindi, i due aspiranti chef devono chiedere ospitalità agli altri concorrenti che possono, però, anche rifiutarsi: gli ospiti, inoltre, possono stare soltanto 10 minuti da ognuno di loro. Una volta recuperati i propri ingredienti marinati, i concorrenti hanno 60 minuti per realizzare il proprio piatto. Alessandro trova subito ospitalità da Dounia, mentre Georgina, con troppa roba sulla propria postazione, si rifiuta di condividere la sua cucina con Iolanda che, alla fine, viene accolta da Niccolò. Per i successivi "traslochi" Alessandro e Iolanda non trovano alcuna resistenza da parte degli altri concorrenti: anche Georgina, nell'ultimo spostamento, quando ormai bisogna soltanto impiattare, decide di ospitare Iolanda.

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Terminata l'ora a disposizione, si passa agli assaggi che iniziano proprio da Teo, che decide di non giocarsi la sua Golden pin: "Fo' geneer gh'è scià febreer" questo il nome del suo piatto che si traduce con "Fu gennaio c'è già febbraio”, dedicato a una festività del suo Paese. Si tratta del controfiletto di capriolo marinato al vin brulé, con crema di castagne e buccia d'arancia candita: il piatto non convince moltissimo Barbieri che trova la crema di accompagnamento un po' troppo salata. Si prosegue con Gaetano e "Il pollo della nonna Gaetana" in cui l'elemento protagonista viene marinato con la menta, aglio, peperoncino e birra e servito con carote spadellate. Il piatto, però, presenta un piccolo problema con la salsa: lo stesso Gaetano ammette che non è riuscito a tirarla come avrebbe voluto, perché Iolanda ha spento (non volutamente) il fornello su cui stava cuocendo e, per questo motivo, non ha ottenuto il risultato sperato. In ogni caso, il piatto non convince i tre giudici, che Barbieri definisce addirittura "orribile".

L'assaggio successivo è della prima "svantaggiata", Iolanda, che con il suo "Astro in capriolo" presenta una tartare di controfiletto, non giudicata malissimo da Locatelli che, però, la definisce un po' amarognola. E il momento poi di Vittoria, che dedica la creazione al suo papà, chiamandola "Per Turo" – che, in calabrese, è l'abbreviazione di Salvatore – di cui viene particolarmente apprezzata la purea e l'insalata di accompagnamento mentre il pollo risulta leggermente asciutto. Il secondo sfortunato della sfida, Alessandro, è pronto a far assaggiare il suo piatto, con un nome che descrive la sua esperienza durante questa prova: "Capriole" che sono proprio quelle fatte durante questo Invention test. Il protagonista è il controfiletto di capriolo marinato nel miele, yogurt e salsa di soia con un impiattamento così bello che Barbieri lo definisce uno dei piatti "più belli visti in 15 anni di MasterChef", apprezzandone anche la cottura perfetta.

Irene, invece, presenta il suo "Pollo in doppia veste" realizzato con due marinature: una con birra, miele e peperoncino e l'altra con gli agrumi. Idea apprezzata, ma per Cannavacciuolo è da migliorare l'impiattamento. Arriva il turno poi di Jonny e "Il capriolo di Willy Wonka", in cui la marinatura con gin, aceto di lamponi e ginepro risulta particolarmente adatta alla carne protagonista. Carlotta va all'assaggio con il suo "Bosco di casa" in cui il controfiletto di capriolo è stato marinato con latte, bacche di ginepro, anice, abete, chiodi di garofano e porto: il piatto risulta buono anche se con qualche difetto.

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Dorella arriva davanti ai giudici e il nome del suo piatto scatena una risata da parte di tutti: "Conosco i miei polli". Barbieri ne apprezza subito l'impiattamento ma anche il suo sapore. A lei segue Dounia con "Chicco di riso", in cui il pollo è stato realizzato con una tecnica giudicata positivamente da parte dei giudici. Matteo R., invece, si presenta con "I believe I can fly" con protagonista sempre il pollo, che però, nonostante la marinatura, risulta un po' asciutto. Franco porta "Rosso di sera, capriolo si spera" che non convince del tutto Cannavacciuolo. Si passa poi a Matteo Lee con "Rosso capriolo" con un piccolo problema sulla cottura, ma con un giudizio complessivo non del tutto negativo. Segue Antonio con il suo "Los pollos marinatos" che non si guadagna un giudizio positivo, in quanto il suo piatto risulta poco ragionato, considerato soprattutto il tempo avuto a disposizione. Georgina valorizza, invece, il suo lato cipriota con "Mezè gourmet" lodato per il suo essere verace e per aver raccontato un territorio. Gli assaggi terminano con Niccolò e "Il giaciglio nel sottobosco" con una marinatura al al vino, sciroppo d'acero e aghi di abete che non ha però convinto i giudici.

Al termine degli assaggi, il vincitore dell'Invention test risulta un piatto che ha surclassato tutti gli altri: è quello di Alessandro, che sarà il capitano della prova in esterna. I due peggiori risultano, invece, Gaetano e Antonio e i giudici hanno deciso, nonostante i notevoli difetti di entrambi, di salvare quello considerato almeno "mangiabile". A lasciare per sempre la cucina di MasterChef è Gaetano che torna a casa tra gli auguri dei tre chef e le lacrime di alcuni concorrenti. Sorpresa per Antonio, però, a cui viene dato il grembiule nero, saltando quindi la prova in esterna e andando direttamente al Pressure test.

Puntata dieci: la prova in esterna a Bra

Il decimo appuntamento inizia con la seconda prova in esterna di questa edizione di MasterChef Italia. Se la scorsa puntata ci aveva portati a Parma, questa volta siamo a Bra, alle porte delle Langhe: un paesino piemontese che ha visto la nascita del movimento Slow Food e di un piccolo gioiello della nostra storia gastronomica, la famosa salsiccia di Bra. Proprio questo ingrediente, insieme alla carne di razza piemontese, rende così famose le macellerie del paesino, considerate delle vere e proprie istituzioni. I concorrenti hanno potuto subito assaggiare questa nota salsiccia: oggi è composta da carni magre di bovino e pancetta di suino, ma tradizionalmente veniva prodotta solo con carne di bovino e destinata alla comunità ebraica della vicina Cherasco. Gli aspiranti chef conoscono Domenico Scaglia, storico rappresentante delle note macellerie di Bra, che spiega loro come viene preparata la famosa salsiccia – tenendo però per sé qualche piccolo segreto.

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Per questa prova, i concorrenti dovranno convincere i 30 macellai e macellaie di Bra, con delle proposte che avranno come protagonista propria la splendida salsiccia. Per la brigata rossa, il menu sarà composto da antipasto creativo con salsiccia di Bra cruda e tajarin con ragù di salsiccia di Bra, quello della brigata blu, invece, prevede lo stesso antipasto e, come secondo, un carré di coniglio farcito con salsiccia di Bra e contorno di bagna cauda e peperoni. Alessandro, vincitore dell'Invention test, sceglie il menu blu per la propria squadra e nomina Matteo Lee come capitano della brigata avversaria. Alessandro chiama nel proprio team Niccolò, Dorella, Matteo R., Dounia, Franco, Teo, mentre la squadra di Matteo Lee è composta da Vittoria, Carlotta, Irene, Georgina, Jonny, Iolanda. Così come nella scorsa puntata, anche qui i giudici possono decidere di salvare un concorrente che per loro ha lavorato particolarmente bene, anche se appartenente alla squadra perdente.

Le due brigate, con un'ora di tempo a disposizione per la preparazione della prima portata, cominciano subito a delineare i ruoli di ognuno. Nel frattempo, chef Barbieri, portato da Domenico Scaglia al cospetto di una delle pioniere delle spezie di Bra, viene sottoposto a un quiz per indovinare, solo attraverso l'olfatto, tutte quelle che compongono la salsiccia. Insieme a Domenico, poi, scopre tutti i segreti che riguardano la sua preparazione e ne compone una versione con un suo personalissimo tocco: l'aggiunta del ginepro.

Una partenza carica per entrambe le squadre – con due capitani decisi e rispettati da tutti i componenti – che, dopo qualche brevissimo momento di tensione, arriva al momento di presentare l'antipasto. Comincia la squadra rossa che porta in tavola delle polpette di salsiccia, con all'interno nocciole tostate, adagiate su una salsa di aglio sbollentato cinque volte nel latte e unita a una crema inglese, tutto completato da taccole saltate con dell’olio di sesamo.

Nonostante alcune piccole rimostranze sull'impiattamento da parte di Cannavacciuolo, arriva al servizio degli assaggiatori anche l'antipasto della squadra blu. Il piatto, spiegato da Alessandro, si compone di una quenelle realizzata con la salsiccia, accompagnata da un crumble di nocciole e amaretto, una gastrique, per dare una piacevole nota acida e una purea di nespole – preparata all'ultimo secondo da Dounia.

A seguire viene servito il primo piatto della brigata rossa, ovvero tajarin conditi con un ragù bianco. I commensali, nonostante qualche piccolo difetto sulla pasta fresca, hanno particolarmente apprezzato il ragù. Il secondo della squadra blu, invece, prevede un carré di coniglio farcito con salsiccia di Bra e contorno di bagna cauda e peperoni, ottenendo parere positivi da parte degli assaggiatori.

Una prova in esterna serena e rilassata, in cui le due brigate sono riuscite a lavorare in armonia e dove ognuno di loro ha contribuito con le proprie forze al risultato finale. Ma, nonostante i vari apprezzamenti, una delle due squadre è risultata vincitrice, in modo anche abbastanza netto, con 23 voti a 7: a vincere è stata la squadra rossa, capitanata da Matteo Lee. Il loro primo piatto ha davvero conquistato il cuore e il palato dei macellai e delle macellaie, soprattutto per il ragù bianco di salsiccia. La brigata blu deve quindi affrontare il pressure test.

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Un Pressure test dal gusto messicano

Come sempre, al termine della prova in esterna, la squadra perdente è attesa al temutissimo Pressure test. Dopo aver analizzato il lavoro svolto dalla brigata blu e soprattutto quello del proprio capitano i giudici decidono di salvare Dorella, in quanto uno dei maggiori apprezzamenti per il secondo piatto è stato per il peperone, impiattato seguendo una sua idea (apprezzata).

A unirsi ai concorrenti con il grembiule nero è Antonio, il secondo peggiore della Mystery box. Protagonisti della prova sono i tacos, tortillas messicane farcite e piegate su loro stesse, considerati da Barbieri "veri e propri scrigni di felicità". I concorrenti dovranno prepararne tre, tutti con la stessa ricetta, seguendo il proprio gusto e la propria ispirazione e dimostrando la loro creatività in cucina.

Il primo ad andare agli assaggi è Alessandro che decide di non usare la sua Golden pin e presenta "Mi tacos es su tacos": nonostante la farcia riesca a convincere, i suoi tacos si rompono tra le mani dei giudici, non pienamente soddisfatti della sua prova. Matteo R. porta "Tacos sotto pressione": una proposta che, nonostante qualche piccolo difetto sulla carne, gli fa guadagnare subito la balconata. A seguire, Niccolò propone "Viva l’amore": anche il suo involucro, però, come quello di Alessandro, si rompe tra le mani dello chef Barbieri, ma Cannavacciuolo trova comunque la farcia ben fatta.

"La prima volta", invece, è il piatto proposta da Teo che decide, pericolosamente, di non sfruttare la Golden pin: i suoi tacos, però, risultano crudi e il ripieno non convince lo chef Cannavacciuolo. Dounia arriva con un piatto intitolato "Al sapore di pesca": i tre giudici ne apprezzano la forma, la cottura e il profumo di mais che solo un tacos fatto come si deve riesce a sprigionare. Anche lo spessore e il ripieno hanno conquistato i giudici che decidono di mandarla dritto in balconata.

È il turno di Antonio che arriva con una spiacevole sorpresa per gli chef: i tacos presentati sono due invece di tre. "Corto muso", nonostante la farcia gradita, non viene apprezzato dai giudici, che lo ritengono incompleto. L'ultimo assaggio è di Franco con "Frank's tacos": tre tortillas in cui l'impasto viene criticato, sia per spessore che per cottura, e neanche la farcia riesce a conquistare il loro palato.

Cinque sono i concorrenti che devono affrontare il temuto giudizio di Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli. Tutti loro hanno sbagliato completamente gli impasti, ma uno risulta il peggiore tra di loro: è Antonio a dover lasciare per sempre la cucina di MasterChef. Alessandro, Niccolò, Franco e Teo sono salvi, anche se per i giudici nessuno di loro ha fatto un buon lavoro.

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