
Buone notizie per il Made in Italy e per uno dei suoi simboli più riconoscibili: la pasta. Dopo una lunga battaglia diplomatica, gli Stati Uniti hanno deciso di ridurre in modo significativo i dazi antidumping ipotizzati sui produttori italiani, segnando una vittoria politica ed economica per l’Italia. Un risultato che arriva prima ancora della chiusura ufficiale dell’indagine e che, secondo il governo, dimostra l’efficacia del lavoro diplomatico e del gioco di squadra europeo.
Dazi drasticamente ridotti sulla pasta italiana
L’analisi post-preliminare condotta dalle autorità statunitensi ha ridimensionato in modo netto le tariffe annunciate lo scorso settembre. I dazi, che potevano arrivare fino al 91,74%, scendono ora al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per gli altri produttori italiani coinvolti, tra cui Barilla. Le nuove aliquote sono state comunicate in anticipo rispetto alla conclusione formale dell’indagine, attesa per l’11 marzo.
Secondo la Farnesina, la revisione al ribasso è un chiaro segnale del riconoscimento, da parte degli Stati Uniti, della collaborazione attiva delle aziende italiane. A incidere sul risultato hanno contribuito anche l’azione diplomatica del governo italiano e il supporto della Commissione europea, che ha presentato memorie difensive a tutela delle imprese del settore. L’indagine antidumping resta tecnicamente aperta, ma il cambio di rotta appare significativo.

Le reazioni dei produttori
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha parlato di una conferma della strategia adottata: seguire la vicenda senza allarmismi e con un dialogo costante. Anche Coldiretti e Filiera Italia hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto, ricordando come nel 2024 l’export di pasta italiana verso gli Stati Uniti abbia raggiunto circa 671 milioni di euro, rendendo il mercato americano uno dei più strategici per il comparto.
Non solo pasta: rinviati anche i dazi sui mobili
Nel frattempo, Washington ha annunciato anche il rinvio di un anno, al 2027, dell’aumento dei dazi su mobili imbottiti, cucine e arredi da bagno. Le nuove tariffe, che avrebbero potuto arrivare fino al 50%, sono state congelate per favorire negoziati con i partner commerciali. Una mossa che alleggerisce le tensioni su un altro fronte importante per l’export italiano.
La riduzione dei dazi sulla pasta rappresenta una vittoria concreta per il Made in Italy e rafforza la posizione dell’Italia nei rapporti commerciali con gli Stati Uniti. In attesa delle conclusioni definitive dell’indagine, il segnale politico è chiaro: il dialogo e il coordinamento tra istituzioni e imprese possono fare la differenza.