
Sapevamo che prima o poi sarebbe arrivata una nuova ossessione in stile matcha e pare che, questa volta, si chiami ube: un tubero filippino dal vibrante colore viola. Si tratta di una pianta che, proprio come il suo "cugino" verde amato da tutti, arriva dall'Oriente, precisamente dalle Filippine, e che sta diventando la nuova protagonista di latte, caffè e dolci. Ecco tutto quello che devi saper sull'ube.
Cos'è davvero l'ube
Ti sarà capitato, in qualche caffetteria, di imbatterti in una nuova bevanda dal particolare colore lilla: sappi che non si tratta di nessun artificio o colorante alimentare, ma dell'ube, un tubero tropicale che sembra stia conquistando tutti. Appartenente alla famiglia degli ignami, il suo nome scientifico è Dioscorea alata ed è coltivato da secoli nel Sud-Est asiatico, in particolare nelle Filippine.
A prima vista non appare particolarmente invitante, ma una volta tagliato rivela la sua caratteristica più distintiva: una polpa naturalmente viola che mantiene la sua intensità anche dopo la cottura. Dall'esterno può essere confuso con la più comune patata viola o con il taro, ma in realtà l'ube è un ingrediente unico, con caratteristiche molto differenti. Il suo sapore è delicato, dolce ma non stucchevole, con note che ricordano la vaniglia, la nocciola e il cocco: tutte qualità che lo rendono particolarmente adatto alla pasticceria e alle bevande dolci.

Dalla tradizione filippina al successo globale
Nonostante il suo nome sia legato a un territorio specifico, l'ube che sembra avere radici ancora più antiche e sarebbe stato coltivato anche in zone limitrofe, prima di diffondersi nelle Filippine. È qui, però, che ha trovato la sua massima espressione, entrando a far parte di numerosi piatti della cucina locale, come l'ube halaya: una crema con una consistenza molto densa, simile a una polenta, preparata con tubero, latte condensato e latte di cocco. Solitamente l'ube halaya viene utilizzato come farcia per torte e crostate oppure come ingrediente dell'halo halo, un dessert a base di ghiaccio tritato e latte condensato a cui vengono aggiunti numerosi ingredienti come gel di ananas e cocco, fagioli rossi dolci, riso soffiato e frutta fresca o sciroppata.

Non si sa perché l'ube stia riscuotendo tutto questo successo – e non lo si può ancora paragonare del tutto al matcha – ma è probabile che condivida con quest'ultimo alcune caratteristiche decisive. Innanzitutto il colore che lo rende immediatamente riconoscibile, accattivante e soprattutto molto "instagrammabile": una qualità decisamente fondamentale negli ultimi anni per trasformare un alimento in trend. A questo si aggiunge la crescente curiosità verso i prodotti esotici e, in particolare, verso le cucine asiatiche. O, infine, più semplicemente è il suo gusto delicato a conquistare il palato di tutti, portandolo a entrare nelle pasticcerie e nelle caffetterie di tutto il mondo.