Il prezzo all'origine dell'olio extravergine di oliva, nelle piazze pugliesi, è crollato a 4 euro al chilo, meno della metà rispetto a un anno fa. Sugli scaffali del supermercato, però, una bottiglia costa tanto (tantissimo) quanto prima, dato che nel tragitto tra frantoio e supermercato si inseriscono voci di costo come imbottigliamento, trasporto e margini commerciali. Il listino aggiornato al 21 ottobre fotografa un mercato in cui gli olivicoltori vendono sottocosto, mentre i consumatori continuano a comprare a prezzo pieno.
Quanto costa l'olio extravergine all'origine
Le quotazioni le ha rilevate l'Ismea, l'istituto pubblico che monitora i mercati agroalimentari, con riferimento alle contrattazioni fra produttori, mediatori e grossisti, un ragionamento lontano dai prezzi al dettaglio insomma. Nell'ultimo listino, relativo alle rilevazioni dal 12 al 19 ottobre, l'extravergine segue questi flussi:
- Brindisi, Lecce e Taranto, 4 euro al chilo -4,8%
- Bari, 4,30 euro al chilo, stabile
- Foggia, 4,65 euro al chilo, +16,3%
- Palermo e Trapani, 6,70 euro al chilo, invariato
- Pescara, 12 euro al chilo, invariato
- Ragusa, 12,50 euro al chilo +8,7%
La forbice fra i 4 euro di Brindisi e i 12,50 di Ragusa dipende dalle quantità e dalle cultivar locali. Le piazze siciliane e abruzzesi trattano partite piccole e oli a denominazione, mentre la Puglia produce la metà dell'olio italiano e detta il prezzo di riferimento per l'intero settore. Un anno fa, nel novembre 2025, l'extravergine costava 9,20 euro al chilo.
Gli oli a denominazione se la passano meglio e il listino non registra variazioni. Il Brisighella Dop del Ravennate rimane il più caro a 20 euro al chilo, seguito dal Garda Dop a 14 e dalla Riviera Ligure Dop a 13,50, e il Terra di Bari Dop si ferma a 4,45 euro.

Perché i prezzi dell'olio sono crollati
La ragione principale è questa: la Spagna, dopo due annate di siccità, prevede una produzione di circa 1,6 milioni di tonnellate, quasi il 29% in più della stagione scorsa. L'olio spagnolo viaggia intorno ai 3,50 euro al chilo e quello tunisino poco sopra i 4, quindi chi imbottiglia compra a buon mercato fuori dai confini e tratta al ribasso con i frantoi italiani.

Il paradosso riguarda proprio la nostra produzione, visto che quest'anno gli olivicoltori italiani raccolgono meno: le stime indicano 260mila tonnellate, con un calo del 25 per cento che al Sud pesa di più, con Puglia e Sicilia a meno 30 per cento e la Calabria a meno 40. Il raccolto italiano si riduce e i prezzi scendono lo stesso.
Quanto costa l'olio al supermercato
L‘extravergine italiano al dettaglio costa fra i 9,90 e i 15 euro al chilo, contro i 4,50-9 euro di quello ricavato da olive dell'Unione europea. Il confronto con i 4 euro guadagnati dal produttore pugliese spiega la rabbia di chi coltiva, visto che al supermercato il prezzo si moltiplica fino a quasi quattro volte.

A far crescere i costi ci pensano la selezione delle partite delle olive, il confezionamento, la logistica, la pubblicità e il margine della distribuzione, senza contare che i listini al dettaglio si adeguano con mesi di ritardo alle contrattazioni all'ingrosso.
La protesta degli olivicoltori
Il 12 ottobre circa 2.000 olivicoltori si sono radunati davanti alla prefettura di Bari per chiedere controlli sulle importazioni agevolate e sulle vendite sottocosto. Secondo Tommaso Loiodice, presidente dell'associazione dei produttori olivicoli Unapol, con le quotazioni attuali le aziende non coprono nemmeno i costi, considerato che la soglia di sostenibilità si colloca intorno ai 7 euro al chilo.
La conseguenza più concreta riguarda la raccolta: diverse aziende stanno valutando di lasciare le olive sugli alberi, con il rischio di abbandonare gli uliveti nelle prossime annate. Chi acquista una bottiglia a pochi euro, intanto, dovrebbe farsi delle domande, visto che il prezzo di un extravergine di qualità parte da costi che il mercato di oggi non riconosce.
Il crollo delle quotazioni, insomma, premia chi imbottiglia e punisce chi coltiva, mentre al consumatore resta giusto la soddisfazione di sapere che l'olio, da qualche parte, costa meno.