Nulla stuzzica l’appetito quanto la foto dei nostri piatti preferiti, soprattutto quando stiamo per ordinare dal divano di casa e restiamo ipnotizzati da un ricco smashed burger cotto alla perfezione o da una pizza capace di far venire l’acquolina in bocca. Le app di consegna sanno bene quanto le immagini pesino sulle scelte dei clienti: un piatto accompagnato da una foto viene ordinato molto più spesso di uno privo di scatto. Partendo proprio da questo dato, Just Eat ha avviato nel Regno Unito una sperimentazione basata sull’intelligenza artificiale, pensata per creare in automatico le immagini delle pietanze senza una foto reale. Sulla carta l’idea era ragionevole, ma nella pratica si è rivelata un piccolo disastro: il sistema ha iniziato a proporre accostamenti surreali, e gli utenti, tra incredulità e risate, li hanno condivisi online fino a trasformare il caso in un fenomeno virale.
Il sistema basato sull'IA fa cilecca: ecco cosa è successo
Lo strumento era rivolto ai locali che non avevano mai fotografato i propri piatti. Quando nel menu mancava un’immagine, la piattaforma ne generava una con l’IA e la accompagnava con un’etichetta apposita, così da segnalare chiaramente l’assenza di una fotografia autentica. In molti casi il risultato è stato accettabile: le colazioni all’inglese complete e i curry dall’aspetto generico sono venuti piuttosto bene. Quando però il sistema sbagliava, lo faceva in grande stile, e nel giro di pochi giorni sui social hanno iniziato a rimbalzare segnalazioni dai tratti grotteschi, come ha raccontato la BBC.
Secondo quanto riportato dall’Independent, a far scattare la sospensione dello strumento sono state proprio le lamentele dei clienti, sorpresi da immagini tanto strane e imprecise. Un portavoce della piattaforma, interpellato dalla BBC, ha spiegato la posizione dell’azienda, sottolineando l’impegno verso i piccoli ristoratori: “Collaboriamo con decine di migliaia di piccoli ristoranti per la realizzazione delle immagini dei loro piatti, finanziando anche fotografi professionisti locali”. Ha poi aggiunto, con una buona dose di realismo: “Abbiamo effettuato dei test con immagini migliorate dall’intelligenza artificiale e, come per ogni nuova tecnologia, il risultato non è sempre perfetto al primo tentativo”. Just Eat sta ora eliminando le foto sbagliate e non ne produrrà di nuove finché lo strumento non sarà stato perfezionato.

Va detto, comunque, come la tendenza a usare l’IA sia entrata con decisione nel mondo delle consegne. Nel 2025, per esempio, Uber Eats ha annunciato l’intenzione di impiegare questa tecnologia per migliorare le foto di bassa qualità, correggendo luce, inquadratura e perfino la disposizione del cibo nel piatto. Non mancano però app che hanno scelto la strada opposta, come Zomato, la principale piattaforma indiana, che ha vietato le immagini generate con l’IA perché i piatti illustrati in quel modo ricevevano più reclami, più richieste di rimborso e valutazioni basse.
Gli errori più clamorosi
L’esempio più celebre arriva da Belfast, dove un caffè proponeva il soda bread, il tradizionale pane irlandese lievitato con il bicarbonato, servito con pancetta e uova. L’intelligenza artificiale ha preso alla lettera la parola “soda” e ha immaginato un bicchiere di cola frizzante con dentro, a mollo, la pancetta e l’uovo, come in una colazione sommersa. Una sorte analoga è toccata a un altro locale nordirlandese: al posto dei panini per la colazione irlandese sono comparse salsicce, bacon e uova fritte a galleggiare in pinte di bibita gassata.

Il repertorio, però, non si ferma qui. Tra le immagini finite sotto accusa ci sono un minuscolo hamburger comparso all'interno di un contenitore per salsa, involtini di sushi ripieni di formaggio e calici di vino con dentro pezzetti di anguria, per non parlare delle patatine fritte spuntate dai muffin. Anche le patatine al sale e pepe, un classico dei take away cinesi di solito preparato con cipolle fritte, peperoncino e peperoni, sono state ridotte a semplici snack di patate piuttosto anonimi.