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13 Gennaio 2026
9:00

La nuova piramide alimentare americana è davvero così rivoluzionaria? Lo abbiamo chiesto al nostro esperto

Tra titoli sensazionalistici e interpretazioni estreme e confuse, cerchiamo di fare chiarezza e capire cosa dicono realmente le nuove linee guida americane. Con il contributo del nostro esperto di fiducia.

A cura di Emanuela Bianconi
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Intervista a Dott. Simone Gabrielli
Biologo e nutrizionista
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Al motto di Eat real food, ovvero "Mangia cibo vero", l'amministrazione Trump ha presentato mercoledì 7 gennaio le nuove Linee guida alimentari che, almeno graficamente, sembrerebbero voler ribaltare la piramide alimentare e dare maggiore enfasi a carni rosse, formaggi stagionati e latte intero. Ma le cose stanno davvero così oppure, a una lettura più attenta e approfondita, ci si rende conto che l'inversione è solo apparente?

Anche solo leggendo le parole del ministro della Salute, Robert F. Kennedy Jr., si capisce che qualcosa non torna. "Le famiglie americane – ha dichiarato il ministro – devono dare priorità a diete basate su alimenti integrali e nutrienti: proteine, latticini, verdure, frutta, grassi sani e cereali integrali. Abbinato a una drastica riduzione degli alimenti altamente lavorati, carichi di carboidrati raffinati, zuccheri aggiunti, sodio in eccesso, grassi non salutari e additivi chimici, questo approccio può cambiare la traiettoria della salute per tanti americani".

Abbiamo esposto questi dubbi al nostro esperto di fiducia, il dottor Simone Gabrielli, che ci ha aiutato a fare chiarezza in merito, spiegandoci quali sono effettivamente le novità introdotte dalle nuove Linee guida e quali i punti di contatto con il modello italiano. Vediamo tutto nel dettaglio.

Le novità della nuova piramide americana

Sono uscite le nuove linee guida alimentari degli Stati Uniti, ma, se lette con attenzione, non si discostano in modo radicale dalle indicazioni nutrizionali europee e italiane. Il punto critico è che testo e immagine trasmettono due messaggi completamente diversi. La piramide rovesciata che circola sui social fornisce un'indicazione molto semplice, ovvero di consumare liberamente, anche ogni giorno, carne, uova, formaggi, burro e grassi animali.

Ma le cose stanno davvero così? La risposta è no. Il testo afferma cose diverse e la situazione è "molto meno rivoluzionaria" di come viene raccontata. Partiamo innanzitutto dal contesto, fondamentale per capire il senso di queste raccomandazioni. "Negli Stati Uniti oltre il 70% degli adulti è in sovrappeso o obeso, con un aumento importante del rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e alcune forme di tumore – ci spiega Gabrielli – Uno dei motivi principali è una dieta storicamente ricca di cibi ultra-processati e zuccherati, che favoriscono un eccesso calorico cronico".

In una situazione del genere, dunque, l’obiettivo principale delle nuove linee guida è quello di convincere la popolazione a mangiare meno prodotti industriali e più alimenti semplici, cucinati a partire da ingredienti di base veri.

Tra le novità principali e più dibattute vi è l’aumento dell’apporto proteico, che viene suggerito intorno a 1,2-1,6 grammi per chilo di peso corporeo. Per avere un confronto, le nostre linee guida italiane indicano in media circa 0,9 g/kg, con aumenti in situazioni specifiche come anziani o sportivi. "Il messaggio non è ‘mangiate più carne': le linee guida americane insistono molto sull’importanza di distribuire le proteine nei vari pasti e di variare le fonti, includendo sia quelle animali come uova, pollame, frutti di mare e anche carne rossa, sia quelle vegetali come legumi, frutta secca e semi", puntualizza il nostro esperto.

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Passi avanti

Nel testo emergono anche elementi interessanti e in parte condivisibili: un forte richiamo al consumo di cibo vero, poco o per nulla processato, e una chiara indicazione a ridurre zuccheri e carboidrati raffinati, bevande zuccherate e dolcificate, alimenti altamente trasformati e ricchi di sale, e alcol.

Un altro esempio della distanza tra immagine e contenuto riguarda i cereali integrali: dalla piramide sembrerebbe che vadano consumati in quantità minime o marginali, ma nel testo si parla esplicitamente di due-quattro porzioni al giorno. I carboidrati non vengono affatto eliminati: si dà priorità ai cereali integrali, ricchi di fibre, e si consiglia una riduzione di quelli raffinati come pane e prodotti a base di farina bianca. "Non perché i cereali raffinati facciano ‘male' di per sé, ma perché scegliere quelli integrali aiuta a coprire meglio il fabbisogno di fibre. La distinzione vera è tra zuccheri liberi e carboidrati complessi, non tra carboidrati sì e carboidrati no", puntualizza Gabrielli.

Per quanto riguarda frutta e verdura, vengono consigliate tre porzioni di verdura e due di frutta al giorno, esattamente come nelle nostre linee guida. Si raccomanda poi il consumo di latticini interi senza zuccheri aggiunti, circa tre porzioni al giorno in una dieta da 2.000 kcal, e per i grassi si parla di quelli presenti in alimenti come uova, latticini, carne, noci, olive e avocado.

"Per cucinare viene dato spazio all’olio d’oliva, ma sono ammessi anche burro e grassi animali. Il punto chiave, però, è che i grassi saturi non dovrebbero superare il 10% delle calorie giornaliere, quindi alimenti come carni rosse e grassi animali vanno comunque consumati con moderazione", prosegue l'esperto.

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I limiti della piramide "ribaltata"

Come dicevamo, il problema sta nella distanza tra testo e immagine. "Così com’è disegnata, infatti, la piramide rovesciata sembra una provocazione comunicativa più che uno strumento educativo", ci dice il nutrizionista. La discrepanza tra infografica e contenuto ha alimentato confusione, titoli sensazionalistici e interpretazioni estreme, dando l’impressione di una rivoluzione che, nei fatti, non c’è.

In base a ciò che è scritto nelle linee guida, non c’è alcun motivo per collocare i cereali nella fascia degli alimenti da limitare. Al contrario, in quella zona andrebbero inseriti soprattutto carne rossa, formaggi più grassi e fonti di grassi animali, perché sono gli alimenti che contribuiscono maggiormente all’apporto di grassi saturi, che le stesse linee guida raccomandano di non superare.

Se guardiamo quindi al contenuto reale del documento, l’impostazione non è così diversa da quella a cui siamo abituati. La vera differenza riguarda soprattutto le proteine, e anche qui va ricordato il contesto: una popolazione con un problema serio di eccesso di massa grassa. Alzare le proteine in modo ragionato può aiutare ad aumentare la sazietà, rendere più stabili i livelli di glicemia nel sangue, ridurre l’introito calorico totale e preservare la massa muscolare. "È una strategia che può avere senso in soggetti obesi o a rischio, se ben contestualizzata, e non ha nulla a che vedere con diete estreme o approcci rigidi", prosegue Gabrielli.

Più che un cambio di paradigma, si tratta di un adattamento delle raccomandazioni a un contesto sanitario critico, raccontato, però, con una grafica che ha fatto molto più rumore della sostanza.

In conclusione, l’idea che “la nuova piramide ribalti tutto” è semplicemente fuorviante. L’immagine che sta circolando non rappresenta fedelmente ciò che è scritto nelle linee guida, indicazioni pensate per una popolazione, quella americana, con problemi di salute molto seri. Questo non significa che in Italia possiamo stare tranquilli: anche da noi sovrappeso e obesità sono in aumento. Proprio per questo, continuare a seguire le nostre linee guida e il modello della dieta mediterranea resta, ad oggi, la scelta più sensata.

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A cura di
Emanuela Bianconi
Giornalista professionista dal 2013, ho una Laurea specialistica in Editoria e Giornalismo e un Master in Gestione della produzione cinematografica e televisiva. Sono una grande appassionata di tematiche legate al benessere e promotrice di un'alimentazione sana, naturale e "consapevole”, argomenti di cui scrivo su Cookist.
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