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30 Giugno 2023 11:31

L’aspartame è cancerogeno? Ecco cosa significa davvero l’inserimento nella lista Oms

La scelta dello Iarc, al vaglio delle organizzazioni sanitarie nazionali, classifica l'aspartame come sostanza cancerogena. Vediamo cosa significa davvero e perché dovremmo allarmarci meno di quanto stiamo facendo.

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Potrebbe arrivare a breve grosso scossone nel mondo delle bibite: l'aspartame potrebbe essere dichiarato "possibile cancerogeno" da parte dei più importanti organismi sanitari globali. Vediamo nei dettagli perché una sostanza così comune e ritenuta innocua per anni potrebbe essere dichiarata fuorilegge il 14 luglio. In realtà lo Iarc non è così "categorico" nelle sue scelte e si limita ad enunciare le valutazioni in senso assoluto, senza parlare di dosaggi, quindi il panico che sta generando questa notizia potrebbe essere ingiustificato.

L'aspartame è cancerogeno?

L'aspartame è utilizzato in moltissimi prodotti come sostituto dello zucchero. Lo troviamo in bibite dietetiche, in bevande gassate, nelle gomme da masticare, ma nei prossimi giorni quasi sicuramente verrà classificato come "possibile cancerogeno per l’uomo" dallo Iarc, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, una costola dell'Organizzazione mondiale della sanità. La maggior parte degli organismi sanitari nazionali potrebbero allinearsi alle direttive.

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A darne la notizia è Reuters ed è arrivata dopo diverse inchieste, tra cui una molto forte pubblicata sul Washington Post. L'agenzia britannica dice che sono state fatte due riunioni in Oms e che all'inizio di luglio ce ne sarà un altra con "lo scopo di valutare se qualcosa è un potenziale pericolo o meno, sulla base di tutte le prove pubblicate". Lo studio francese che ha allarmato l'organizzazione, pubblicato su Plos Medicine, ha coinvolto oltre 100.000 persone. Dalle analisi effettuate si evince un lieve aumento nel rischio di sviluppare determinati tipi di cancro, correlati soprattutto all'obesità come il cancro del colon-retto, dello stomaco, della prostata e tumori al seno. Il problema della ricerca, su cui sicuramente i produttori faranno leva, è che lo Iarc anche in passato ha emesso "sentenze" non univoche e che lo studio francese non è causale ma osservazionale: in pratica mette in correlazione la statistica di due variabili ma non può dimostrare la relazione causa-effetto. Lo studio, inoltre, ha incluso quasi solamente donne (79%), quasi tutte in forma, attive fisicamente, molto istruite, tutte caratteristiche troppo specifiche che rendono difficile una generalizzazione dei risultati all’intera popolazione. Potrebbe quindi esserci, da parte dell'Agenzia delle Nazioni Unite, una sorta di "via mediana" nella scelta delle indicazioni da dare ai produttori visti i risultati non conclusivi. L'Oms potrebbe quindi diffondere ulteriori linee guida sui sostituti dello zucchero, perché già oggi i dolcificanti non zuccherini hanno delle controindicazioni e che "non conferiscono alcun beneficio a lungo termine nella riduzione del grasso corporeo in adulti o bambini". Secondo l'organizzazione ci sono invece potenziali rischi per la salute se consumati regolarmente, tra cui un aumento del rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e morte prematura negli adulti.

L'importanza della "quantità sicura"

Ma perché lo Iarc ha avuto problemi di "credibilità" in passato? Perché il compito di questa costola dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è di stabilire se una sostanza sia (o potrebbe essere) cancerogena, sulla base di tutte le prove scientifiche disponibili ma lo fa in senso assoluto. Non indica però quale sia la quantità di prodotto che si può consumare senza correre rischi e questo è un passaggio importante. Inoltre, secondo molte persone, i gruppi cancerogeni emessi dallo Iarc confondono i consumatori. Recentemente abbiamo parlato della furosina nella pasta: in senso assoluto porta problemi di salute ma per avere problemi di salute bisogna assumerne una quantità disumana di prodotto, ovvero circa 1 kg di pasta di scarsa qualità al giorno, tutti i giorni per diversi anni. Va da sé che il pericolo è irrilevante e infatti l'Unione Europea, nel caso della pasta, non ha posto limiti a questa molecola glicata.

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Altro punto molto discusso sulle decisioni dello Iarc è il glifosato, un diserbante classificato come "probabile cancerogeno" e anche in questo caso diventa pericoloso mangiando enormi quantità di pasta, bastevoli per provocare altri tipi di problemi prima che sopraggiunga il glifosato. Nella stessa categoria del diserbante fanno parte anche il lavoro notturno e la carne rossa. L'aspartame potrebbe essere "possibile cancerogeno", quanto i campi elettromagnetici a radiofrequenza associati all’uso dei telefoni cellulari. La lista dello Iarc è discussa per tutte queste tematiche. Nel gruppo 1, quello degli "agenti cancerogeni umani certi" ci sono l'amianto, l'alcol etilico, il fumo, le radiazioni ultraviolette e il Papilloma virus tra gli altri ma troviamo anche prosciutto, würstel, carne in scatola e salame. Per lo Iarc l'amianto e il prosciutto crudo hanno gli stessi fattori di rischio. Ovviamente questi alimenti non sono pericolosi quanto una sigaretta o un tetto di amianto: fumare, ad esempio, è molto più dannoso per la salute che mangiare qualche insaccato ed è per questo che a nessuno è venuto in mente di vietare la vendita di salami e prosciutti. È importante limitare il consumo perché mangiarne tanti e spesso porta diversi rischi. Lo Iarc stabilisce soltanto se una sostanza è con ragionevole certezza un cancerogeno, mentre non paragona fra loro i cancerogeni per la loro potenza. Proprio per questi motivi è importante chiedersi quanto sia cancerogena una sostanza, a quali dosaggi possiamo resistere e quanto tempo a lungo dobbiamo essere esposti prima di avere problemi.

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