Quando parliamo di Giappone il pensiero va immediatamente al sushi, ai manga, all’incredibile fioritura dei ciliegi e ai paesaggi alberati: ma c’è di più. Avete mai sentito parlare del villaggio di Inakadate? Un posto incredibile in cui ogni anno, in primavera, si assiste a qualcosa di magnifico: l’Arte Tanbo.

Conosciuta anche come "L’Arte delle Risaie" è una particolare forma artistica ideata dall’ufficio del turismo locale negli anni ‘90 per rendere la produzione di riso una vera attrazione turistica. Praticamente sono dei mosaici creati dai risicoltori in maniera del tutto naturale, senza l’utilizzo di tinture, inchiostri o artifizi. La colorazione diversa che vedete nelle foto è dovuta esclusivamente al pigmento naturale delle diverse tipologie di piantine di riso.

La storia dell’Arte Tanbo

Durante gli scavi archeologici sull’isola di Honshū, l’appezzamento che ospita il villaggio di Inakadate, sono stati rinvenuti dei reperti che testimoniano la vocazione della zona per la risicoltura fin dal I secolo d.C.
La scoperta è avvenuta negli anni ‘80 e la zona in quel periodo ha cominciato a perdere l’autosufficienza economica a causa dell'innalzamento dell’età media.

Questo è un problema comune in molti territori rurali del Giappone: ci sono più persone anziane che giovani, più persone in pensione che lavoratori. Sono le meraviglie della dieta washoku, patrimonio immateriale dell’umanità come quella mediterranea, in grado di allungare sensibilmente l’età media delle persone: ma ci sono delle conseguenze negative. A volte, infatti, l’età è allungata così tanto da creare dei problemi al sostentamento cittadino: nel villaggio di Inakadate il vuoto economico è stato risolto da Koichi Hanada.

L’uomo, un impiegato del comune, nel 1991 ha pensato di sfruttare la storia dell’isola di Honshū e installato all’interno del municipio una serie di piantine che, viste da lontano, raffiguravano il Monte Iwaki.
La cosa ha avuto successo con centinaia di visitatori, così è stata ripetuta l’anno successivo con tanto di tour nelle risaie. Ma per Hanada non bastava: ha riunito alcuni contadini che hanno reso le loro terre da 15.000 metri quadri delle vere tele. Leggende, miti, personaggi illustri, divi del cinema, quadri famosi.

Dalla raffigurazione del Monte Iwaki se n’è fatta di strada. Le risaie hanno ospitato la Monna Lisa, Marilyn Monroe, Napoleone Bonaparte, i personaggi di Star Wars e molte altre opere. Questa land art viene effettuata seguendo percorsi già tracciati, ma è meticolosa la pazienza e l’attenzione che gli artisti-contadini mettono per creare anche le più piccole sfumature d’ombra.

Il risultato straordinario è visibile solo dall’alto e per questo sono organizzati dei tour in elicottero; inoltre, nei pressi del municipio che ospitò la prima opera, è stata costruita una torre alta 22 metri per permettere alle persone di godersi questo spettacolo mozzafiato.

Le opere d’arte sono a tema e proprio ad aprile gli abitanti del villaggio fanno una sorta di assemblea pubblica in cui decidono cosa si disegnerà l’anno successivo prima di passare alla fase di semina.

Dalle poche decine di ospiti al municipio attirati dall’idea di Hanada si è passati alle migliaia, fino al successo odierno: ogni anno dal 2016 ad oggi sono registrati oltre 200 mila visitatori nel piccolo villaggio popolato da 8 mila persone.

L’arte delle risaie all’estero

L’idea di Hanada ha avuto un tale successo che tanti altri villaggi giapponesi, nelle medesime situazioni di crisi economica e abitativa, hanno deciso di seguire l’onda dell’Arte Tanbo. Girare per le isole dell’arcipelago nipponico può regalare scorci magnifici e c’è il serio "pericolo" di imbattersi in enormi risaie trasformate in opere d’arte. La fama della land art ha attraversato il Mar del Giappone ed è approdata in Corea del Sud prima, poi in Cina, Vietnam, Taiwan, Taipei, Filippine e c’è stato un tentativo di imitazione anche in Francia.