
Le Olimpiadi, tradizionalmente associate a un massiccio dispiegamento di risorse, sono oggi sotto crescente osservazione per quanto riguarda la loro sostenibilità. Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, in particolare, si preparano a lanciare un messaggio forte contro lo spreco alimentare, con l’obiettivo di non solo promuovere l’efficienza, ma anche di restituire qualcosa alla comunità locale. L’accordo firmato tra Fondazione Milano-Cortina 2026 e Banco Alimentare è il cuore pulsante della strategia contro lo spreco: ogni giorno, le strutture di ristorazione dei Giochi produrranno quantità enormi di cibo per soddisfare le esigenze di atleti e visitatori. La sfida è quella di assicurarsi che le eccedenze non finiscano nella spazzatura, ma che vengano, invece, recuperate e distribuite a chi ha bisogno.
La logistica del recupero alimentare
Durante ogni edizione dei Giochi olimpici, i pasti serviti agli atleti, agli ospiti, ai membri dei media e al personale coinvolto raggiungono numeri impressionanti. Milano-Cortina 2026, tuttavia, si distingue per l’impegno che ha assunto nella gestione delle eccedenze alimentari. In un contesto di crescente consapevolezza sui temi ambientali e sociali, l’evento si pone come un laboratorio di sperimentazione per ridurre gli sprechi e dare una seconda vita al cibo non consumato.
In questo senso, Milano-Cortina 2026 segue l’esempio di altre città che hanno cercato di affrontare il problema in modo proattivo: la logistica dietro al recupero del cibo, infatti, è complessa ma decisiva. Grazie alla collaborazione con organizzazioni locali, come TrentinoSolidale, il cibo non consumato verrà redistribuito alle persone in difficoltà, riducendo così l'impatto sociale di un evento che, altrimenti, potrebbe essere percepito come eccessivo in termini di risorse utilizzate. La strategia di recupero alimentare prevede un coordinamento tra enti locali, associazioni e volontari, tutti impegnati nel garantire che ogni singola porzione possa essere utilizzata al meglio.

Non si tratta solo di un'iniziativa isolata, ma di un tassello di una visione più ampia di sostenibilità che Milano-Cortina 2026 intende lasciare come legato a lungo termine. La gestione delle risorse alimentari è parte integrante della strategia complessiva che mira a ridurre l’impronta ecologica dei Giochi. L’adozione di pratiche come il recupero del cibo e la gestione delle risorse è in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che sollecitano la riduzione degli sprechi alimentari come una priorità globale.
Le esperienze passate: Parigi 2024
Il modello di Milano-Cortina non è un unicum. Parigi 2024 ha già tracciato una strada simile, impegnandosi a raccogliere tutto il cibo non consumato durante l’evento olimpico per redistribuirlo alle organizzazioni benefiche: durante i Giochi di Parigi, sono stati coinvolti i principali attori del settore alimentare e della solidarietà sociale, creando una rete efficiente in grado di gestire le eccedenze in modo tempestivo e sicuro. I numeri parlano chiaro: le stime indicano che 60 tonnellate di cibo siano state recuperate e destinate alle persone bisognose. Questo dimostra come sia possibile organizzare un evento internazionale di grande portata senza compromettere il benessere delle comunità locali.
Le sfide del recupero alimentare
Tuttavia, non bisogna sottovalutare le difficoltà logistiche che si celano dietro queste iniziative. La normativa sanitaria è un ostacolo naturale: i cibi avanzati devono essere gestiti secondo precise regolazioni igienico-sanitarie, il che richiede una grande attenzione al dettaglio. Inoltre, la tempistica gioca un ruolo cruciale: il cibo deve essere recuperato e distribuito in tempi stretti, senza compromettere la qualità o la sicurezza alimentare. Tuttavia, grazie alla collaborazione tra diverse organizzazioni, e con il supporto di volontari e esperti, è possibile affrontare queste sfide in modo efficace.