
Nella notte tra l’11 e il 12 ottobre un attacco informatico ha colpito i sistemi di refrigerazione di centinaia di supermercati francesi. Questa volta i pirati informatici non hanno puntato al furto di dati, come spesso accade, ma hanno manipolato a distanza i termostati dei frigoriferi, causando enormi perdite di cibo. Tra le insegne coinvolte figurano Intermarché, Coopérative U ed E. Leclerc, che hanno confermato l’accaduto all’agenzia Afp. Secondo il sito specializzato jebosseengrandedistribution.fr sarebbero state toccate anche Carrefour Market e Monoprix. Il bersaglio sarebbe il software del produttore danese Danfoss, usato per gestire gran parte della refrigerazione della grande distribuzione francese; nel frattempo, la Procura di Parigi ha risposto all'accaduto aprendo un'indagine.
L’attacco informatico nella notte: come hanno fatto a riscaldare i frigoriferi
I primi malfunzionamenti sono comparsi nella notte di domenica, quando i negozi erano chiusi e i corridoi vuoti. Su X, Dominique Schelcher, direttore esecutivo di Coopérative U, ha parlato di un attacco “estremamente grave e senza precedenti”, definendolo anche “inaccettabile”. Per capire cosa sia successo bisogna partire da una funzione molto comune: secondo quanto riporta Bfmtv, gli autori dell’attacco sono riusciti ad attivare da remoto lo scongelamento dei sistemi di refrigerazione, il cosiddetto sbrinamento forzato, utilizzato di solito per eliminare il ghiaccio dagli impianti. Spingendo all'eccesso questa modalità, le temperature di banchi frigo e congelatori sarebbero salite fino a 50 gradi. Un meccanismo pensato per la manutenzione si è trasformato così in uno strumento di sabotaggio.
Ma come sono riusciti a entrare nel sistema? Antoine Hautin, della società di consulenza Almond, ha spiegato come molti impianti industriali – un tempo isolati da internet – siano oggi collegati alla rete tramite sensori e sistemi di monitoraggio a distanza. Colpire centinaia di unità nello stesso momento dimostra, a suo giudizio, “un certo livello di ingegno”. In questo caso il punto debole sarebbe stato proprio il software Danfoss, con una vulnerabilità già nota secondo fonti locali. Ad agosto la società di sicurezza informatica Team82 aveva segnalato all’azienda alcune falle nei sistemi di gestione della refrigerazione a distanza, e Danfoss aveva rilasciato un aggiornamento pensato per tutti i clienti. Alla luce di quanto accaduto, però, alcuni supermercati potrebbero non aver mai applicato la correzione, soprattutto nel caso degli impianti più datati, indicati come i più colpiti.

Intanto un’agenzia per la sicurezza informatica ha individuato la vulnerabilità, avviando i contatti anche con le controparti europee per l’eventualità di un coinvolgimento di altri Paesi. Il caso non poteva non attirare l’attenzione dell’Unione europea: il commissario per l’agricoltura e l’alimentazione, Christophe Hansen, ha scritto su X come la sicurezza alimentare richieda più attenzione a ogni livello, ammettendo inoltre che i sistemi alimentari sono ormai un bersaglio reale per questo tipo di attacchi. Al momento, comunque, nessuna fonte attribuisce l’attacco a un responsabile preciso.
I danni ai supermercati: perdite per milioni di euro
Lunedì mattina i dipendenti dei supermercati si sono trovati davanti scaffali ridotti a paludi: gelati sciolti, carne rovinata e latticini da buttare. Secondo quanto riportato da BFMTV, gli autori dell'attacco sarebbero riusciti ad attivare da remoto lo sbrinamento forzato, una funzione utilizzata normalmente per eliminare il ghiaccio che si accumula sugli evaporatori degli impianti di refrigerazione. In alcuni negozi la situazione ha avuto anche un risvolto più pericoloso, perché gli impianti, sovraccaricati dal calore, hanno provocato piccoli incendi.
Il numero dei supermercati colpiti varia a seconda delle fonti. Secondo Le Monde, l'attacco avrebbe interessato circa 300 punti vendita tra Intermarché e Netto, quasi 100 negozi Coopérative U, oltre a diversi supermercati Carrefour, E.Leclerc e Monoprix. Il gruppo Les Mousquetaires ha invece confermato a Reuters il coinvolgimento di circa 150 negozi Intermarché.
E. Leclerc ha spiegato come l’attacco abbia colpito uno dei suoi fornitori di sistemi di refrigerazione, con ripercussioni sul funzionamento di diversi negozi, e tutte le catene interessate hanno dichiarato di aver eliminato i prodotti conservati negli impianti danneggiati. Più incerta resta la stima economica dei danni. Il Groupement Mousquetaires, casa madre di Intermarché, parla di perdite per “diversi milioni di euro”, mentre altre ricostruzioni salgono fino a decine di milioni. Le cifre ufficiali arriveranno soltanto a verifiche concluse, quando sarà possibile sommare merce persa, interventi sugli impianti e giorni di attività ridotta.