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I social network hanno una cosa in comune con tutte le invenzioni della storia dell'umanità: messi in mani sbagliate sono altamente distruttivi. Pensiamo alla scoperta del fuoco, il primo grande passo verso la civiltà; lo stesso fuoco che i nostri antenati hanno utilizzato per scaldarsi e mangiare può rivelarsi un'arma terribile tra le mani di una persona malvagia. Il fuoco in questa storia l'ha avuto in mano uno streamer di Twitch, di cui non faremo il nome. La vittima? Il Crazy cat cafè, un bar con i gatti di Milano protagonista anche di una puntata di 4 Ristoranti di Alessandro Borghese, che da qualche giorno è vittima di cyberbullismo.

Cos'è successo al Crazy Cat cafè

Andiamo per ordine: cos'è uno streamer? Si tratta di un personaggio che trasmette la propria vita in diretta social. Molte persone hanno creato un nuovo lavoro postando i propri momenti di libertà su internet, alcuni di questi però lo hanno fatto sulle spalle di poveri malcapitati. Lo streamer protagonista dell'incresciosa vicenda è uno di quelli che non rispettano le normali norme di convivenza ad esempio.

Stando a quanto scritto sulla pagina del locale, il 16 giugno "uno streamer, di cui non faremo il nome per non alimentare la visibilità, è venuto nel nostro locale, in diretta Twitch. La popolarità di questo personaggio deriva dal fatto che entra nei locali o negozi e comportandosi in modo molesto, alla fine, si fa cacciare, il tutto condito dal supporto del suo pubblico in live, che lo incita in chat. Come da copione, il suo comportamento sopra le righe ha infastidito diversi clienti ed esausti dalle iniziative dei suoi sostenitori (che hanno iniziato incessantemente a telefonare al locale, con scherzi, battute oscene e altro) abbiamo chiesto allo streamer di uscire, e cortesemente di non tornare".

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Normalmente in questi casi la questione finisce qui e invece "da quel momento stiamo ricevendo una ‘shitstorm' su tutti i nostri social, ma la cosa peggiore sono le recensioni da 1 stella non veritiere che stanno intasando la nostra pagina Google. Dopo mesi di lockdown, gestire nella terza settimana di apertura una situazione così spiacevole, ci sta mettendo a dura prova".

Il Crazy cat cafè ha chiesto agli affezionati clienti di rispondere a queste persone con l'indifferenza (tipica felina!) e di aiutarli a gestire questa situazione scrivendo delle recensioni positive che "riequilibrino" il caos creato dall'oscuro personaggio. Fortunatamente l'appello è stato accolto volentieri e tanti sostenitori del locale stanno aiutando il bar a contrastare le recensioni negative con quelle positive.

Nel frattempo il canale dello streamer è stato oscurato (non si sa per quanto) perché secondo il regolamento di Twitch il comportamento dei seguaci è una responsabilità di chi conduce la diretta e quello tenuto dai follower "è idoneo a suscitare odio e molestie". Sostanzialmente omettere una condanna pubblica per gli insulti delle persone durante proprie dirette, secondo il social di Amazon, è un comportamento da condannare. La stessa regola vige in televisione con le dirette tra i giornalisti e il pubblico: se una persona insulta un personaggio a telefono, il giornalista è obbligato a dissociarsi, altrimenti per la legge avalla quelle opinioni infamanti.

Purtroppo, nonostante il ban, il video è ancora disponibile sulle altre piattaforme streaming e potrebbe tornare online nel momento in cui scadesse l'esilio. Stando a quanto si può dedurre dal post Facebook del locale c'è anche un chiaro problema con il regolamento generale sulla protezione dei dati e la di volti e tratti distintivi di soggetti non consenzienti. Sta ai titolari del Crazy cat cafè decidere cosa fare.

Il problema delle recensioni online

Lo streamer pare si sia accorto dell'errore perché è tornato al Crazy cat cafè dopo qualche giorno per un confronto e la proprietà del bar ha detto che "è giusto dire che si è dimostrato molto dispiaciuto". Il problema del potere che hanno le piattaforme online è però enorme. Tutt'oggi la maggior parte delle persone sceglie i ristoranti affidandosi alle recensioni che trova su Tripadvisor, Facebook e Google. Da anni si discute di quale peso dare alle recensioni: pensate che uno dei primi e più importanti studi sul tema risale addirittura al 2007, riguarda Amazon, una piattaforma praticamente sconosciuta al di fuori degli Stati Uniti, ma che si stava facendo già un nome.

Un esempio pregnante sul tema lo troviamo nel cinema e nelle serie tv. Secondo FiveThirtyEight, un sito di news americano che si occupa di statistica, le recensioni tendono ad avere voti più bassi della media se i film sono rivolti a un pubblico femminile. Il caso tipo degli statistici americani è Sex and the City, forse la più famosa serie televisiva scritta e girata per un pubblico più femminile. Il voto da parte degli utenti è di 7, inferiore rispetto alle valutazioni medie di una serie molto popolare. Eppure Sex and the City è molto popolare: cos'è successo allora? Andando più a fondo, si scopre che le utenti donne hanno assegnato alla serie mediamente più di 8 punti, gli utenti maschi, circa il 40% dei "recensori", una valutazione inferiore alla sufficienza.

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Questo ci porta al tema delle competenze e dell'esperienza reale: a meno che non scriva cose offensive, chiunque può commentare un ristorante, un film, un prodotto di qualsiasi genere. Se "Tizio Incognito" vive a Borgo a Buggiano e vuole recensire (ad esempio) il Mirazur di Mauro Colagreco può farlo anche senza esserci mai stato. Alcuni dei migliori ristoranti al mondo hanno delle recensioni quasi comiche per i giudizi dati dagli utenti occasionali. Tecnicamente non si dovrebbe fare ma a conti fatti è possibile e anzi, ha creato un vero e proprio business. Amazon ad esempio, che da quel 2007 di strada ne ha fatta, qualche anno fa ha denunciato alla procura federale più di mille utenti che hanno preso soldi per postare recensioni false, e ha fatto causa a tre rivenditori che hanno pagato dei commentatori per postare recensioni false.

Quindi ci possiamo fidare delle recensioni online? Secondo uno studio del New York Times, no: "un utente vede un numero, 4,6 stelline su 5 ad esempio, e si fida molto di più di quanto dovrebbe". Stando a quanto rilevato dai giornalisti newyorkesi le persone non leggono affatto le recensioni e c'è una discrepanza tra la scrittura e il voto effettivo perché è molto più facile cliccare sulle stelline che digitare materialmente delle parole.

Ciò che è successo al Crazy cat cafè dovrebbe essere di insegnamento per tutti noi: internet è un mezzo potente, i social sono un mezzo potente e "da grandi poteri derivano grandi responsabilità". Ognuno di noi, ogni singola persona, ha la possibilità di incidere sul mondo circostante perché in un secondo potrebbe essere collegato con Napoli, Verona, Firenze, New York, Buenos Aires o Kuala Lumpur. Sta a noi decidere in che modo utilizzare questi poteri.