
È uno dei massimi protagonisti della nostra letteratura ed è colui che, per molti, ha contribuito in maniera decisiva alla formazione della lingua italiana. Stiamo parlando di Dante Alighieri, il Sommo Poeta autore di opere immortali, tra cui la Divina Commedia, capolavoro che ha legato la sua figura all'idea di un viaggio ultraterreno capace di affascinare milioni di lettori in tutto il mondo e di ogni epoca.
Intorno alla sua figura circolano molte storie, alcune reali, altre più fantasiose, e questa è legata al suo rapporto con il cibo. Immaginare cosa si mangiasse ai tempi di Dante non è semplice e ancora più difficile è pensare cosa potesse finire sulla tavola di un personaggio del suo calibro. Ebbene, secondo un simpatico aneddoto, pare che uno dei suoi piatti preferiti fosse semplicissimo: un uovo condito solo con il sale.
Un uovo e un'incredibile memoria: l'aneddoto
È sempre così affascinante scoprire delle storie legate al passato, a personaggi illustri o meno, che raccontano molto, non solo sulla persona, ma anche su un periodo storico ben preciso. Come spesso accade però, più una storia è lontana nel tempo, più è difficile verificarne la veridicità: anche in questo caso, è molto probabile che si tratti di un aneddoto fantasioso, ma che confermerebbe alcuni tratti associati alla figura di Dante, come la sua straordinaria memoria e il suo essere abitudinario.
Si narra, infatti, che un giorno, mentre Dante era seduto su un masso vicino alla sua casa fiorentina – come era solito fare – gli si avvicinò un signore, curioso di sapere quale fosse per lui il piatto più delizioso. A questa domanda, Dante rispose senza esitazione: "L'uovo". Trascorso all'incirca un anno, l'uomo passò davanti allo stesso masso e, probabilmente per mettere alla prova la memoria del poeta, chiese: "O Dante, e con che?". La risposta, secca e immediata, fu: "Con il sale".

La cucina nel Medioevo
Non è dato sapere se si tratti di una storia reale, né tantomeno se Dante si riferisse a un uovo sodo o crudo, ma questo aneddoto apre una curiosa parentesi su cosa si mangiasse durante quel periodo. Ovviamente non è facile rintracciare delle fonti ufficiali, ma alcuni documenti sulla cucina del XIV secolo suggeriscono che la dieta dell'epoca comprendesse carne di maiale e di ovino, spesso accompagnata da salse e da cereali come orzo, avena, farro e miglio, e il tradizionale pane senza sale tipico della Toscana.
Si tratta di alimenti che caratterizzavano la cucina medievale in generale, come testimoniano i primi ricettari nati in quel periodo. Tra questi, il Libro della Cocina dell'Anonimo Toscano, databile ai primi anni del XIV secolo – più o meno quando Dante cominciò a lavorare alla Divina Commedia -, raccoglie alcune ricette tipiche dell'epoca: verdure cotte e condite con spezie, carni e pollame preparati alla brace, minestre e zuppe di legumi, ma anche dolci con frutta secca e miele. Un vero e proprio ricettario che illustra gli ingredienti e i piatti consumati all'epoca, offrendo un quadro della cucina medievale contemporanea a Dante.