
Tra gli alimenti versatili per eccellenza si annoverano le uova: sode, all’occhio di bue, strapazzate, in camicia, ma anche preparate in veste di frittate e di omelette. Si impiegano in antipasti, insalate, secondi piatti, oltre a essere ingredienti per salse, impasti dolci e salati, facili da abbinare a formaggi, carne, pesce, legumi e ortaggi. Sono nutrienti, ottima fonte di proteine, comparendo spesso anche a colazione o nei brunch. Nel modo di dire comune, “non saper cucinare neppure un uovo” significa essere privi di ogni predisposizione ai fornelli, ma in realtà per portare in tavola questo cibo così popolare ci vuole una certa abilità, perché gli sbagli sono dietro l’angolo. Abbiamo selezionato 10 errori tra i più comuni: ecco quali sono e come evitarli.
1. Non sapere l’origine delle uova che si usano

Partiamo dal principio: conoscere la provenienza delle uova che si consumano è utile per sapere il metodo di allevamento delle galline, come vivono e vengono nutrite, caratteristiche che influiscono sia sul benessere animale, sia sulla qualità del prodotto che si acquista. Per questo, è fondamentale saper leggere il codice che presentano sul guscio, dove con numeri e lettere ne è stampata praticamente la carta di identità. La prima cifra della sequenza, che va da 0 a 3, indica la tipologia di allevamento. Preferisci le uova che vedono lo zero iniziale, in quanto coincide con il biologico: gli animali dispongono di spazi all’aperto e di mangimi naturali.
2. Utilizzare uova non fresche

La struttura proteica delle uova tende a degradare con il passare del tempo, ed è per questo che nelle preparazioni di impasti, quando si devono montare, o per un perfetto occhio di bue, il riferimento nelle ricette è sempre quello di impiegare le uova quando sono freschissime, in modo tale che la coagulazione sia ottimale (gli albumi saranno densi e leggeri) e che il tuorlo si mantenga saldo nella parte centrale.
3. Usare uova fredde

Sempre la composizione a base di proteine e grassi rende le uova particolarmente sofferenti agli shock termici. L’errore più comune, quindi, è di utilizzarle quando sono fredde, invece che a temperatura ambiente: vanno tolte dal frigorifero e lasciate acclimatare prima di cucinarle.
4. Rompere le uova nella ciotola in cui si lavorano

Può sembrare una scorciatoia, ma è uno sbaglio che rischia di rivelarsi uno spreco di cibo. Il motivo è semplice: se l’uovo dovesse essere alterato, saresti costretto a buttare via tutta la preparazione. Lo stesso vale per eventuali pezzetti di guscio: recuperarli dal composto è molto più difficile. La soluzione più sicura è rompere sempre un uovo alla volta in una ciotolina a parte, così da verificarne le condizioni.
5. Sbattere eccessivamente le uova

Quando si sbattono le uova con una forchetta non serve lavorarle con troppa forza o troppo a lungo: l'obiettivo principale è romperne la struttura e amalgamare albume e tuorlo. Incorporare l'aria con movimenti fluidi aiuta a mantenere la preparazione morbida, evitando però di creare troppa schiuma che renderebbe la frittata spugnosa e secca in cottura.
6. Mettere alimenti caldi nelle uova crude

Capita soprattutto con le frittate, quando al composto si uniscono alimenti precedentemente cotti che lo arricchiscono di gusto, dai funghi alle zucchine, passando per gamberetti e salsiccia. In questi casi, il suggerimento è far intiepidire questi cibi, altrimenti le uova sbattute a contatto con il calore si rapprendono dando al composto una consistenza grumosa che porta a una cottura irregolare.
7. Separare male il tuorlo dagli albumi

Quando hai la necessità di dividere le parti dell’uovo, fai attenzione alle contaminazioni tra le due: per esempio, del tuorlo che cade nella ciotola degli albumi rischia di creare difficoltà al momento di montare quest’ultimi, per via della componente lipidica che conferisce pesantezza.
8. Sbagliare le cotture

La fase della cottura è una delle più critiche, in quanto la riuscita di molti piatti che vedono protagoniste le uova gioca proprio sulle consistenze. Le uova sode necessitano di 8-9 minuti in acqua bollente, mentre per realizzare il tuorlo scioglievole dell’uovo alla coque ne bastano 3 e mezzo. Le uova all’occhio di bue vogliono un rosso morbido e un bianco ben rassodato: prima di cuocerle sciogli un noce di burro (o un velo d'olio) a fuoco dolce, versando l'uovo senza farlo soffriggere a temperature eccessive, così che l'albume coaguli dolcemente senza arricciarsi o bruciare sui bordi. Per dare cremosità alle scrambled eggs non serve aggiungere latte o panna, ma il segreto è una cottura veloce a fiamma bassa, mentre per le sfidanti uova in camicia non dimenticare mai di mettere un po’ di aceto nell’acqua, in quanto l’acidifica e permette all'albume di “solidificarsi” meglio attorno al tuorlo, e di tenere l’ebollizione tenue, mai violenta, per non disfarle.
9. Sgusciare le uova sode da calde

Togliere il guscio delle uova sode è un momento delicato (nonché sottovalutato): se l’azione si compie nel momento sbagliato può rovinare l’estetica, strappando l’albume che resta attaccato all’involucro, con tanto di parte edibile persa. Lo spreco alimentare va di pari passo a una resa poco armoniosa ed elegante di un piatto di uova ripiene, magari da presentare come antipasto per un pranzo o una cena con ospiti. Come procedere? Immergi immediatamente l'uovo in acqua e ghiaccio per provocare uno shock termico: l'uovo si contrarrà staccandosi dalla membrana interna per una sgusciatura perfetta, eviterai di scottarti le dita e bloccherai la cottura, impedendo la formazione di quell'antiestetico bordino verde-nero attorno al tuorlo (dovuto alla reazione tra ferro e zolfo).
10. Conservarle fuori dal frigorifero

Spesso la conservazione delle uova crea un po' di confusione. Il posto migliore per preservare quelle che arrivano dal supermercato è il frigorifero, ed è una informazione che si trova scritta anche sulle confezioni. Nelle catene commerciali le uova non vengono refrigerate per evitare sbalzi termici che formerebbero condensa sul guscio, distruggendo la cuticola protettiva e favorendo l'ingresso della Salmonella. A casa, invece, vanno conservate subito in frigorifero (sui ripiani interni e non nello sportello) per stabilizzarne la temperatura, rallentarne l'invecchiamento e bloccare la proliferazione batterica.