3 Dicembre 2021 13:00

Croste dei formaggi: quali sono quelle edibili?

La crosta del formaggio si può mangiare? C'è una regola precisa che vale per tutti i formaggi o solo per alcuni? Facciamo chiarezza e sfatiamo qualche mito sulle croste edibili e non.

A cura di Rossella Croce
40
Immagine

Alcuni non la hanno, per altri è un elemento essenziale non solo per la conservazione ma anche per la tenuta del sapore; parliamo delle croste dei formaggi, pronti a rispondere alla domanda: si possono mangiare? Tutte o solo alcune? La risposta, come spesso accade, è nel mezzo: non tutte le croste di formaggio sono edibili e alcune in particolare vanno scartate, altre invece possono essere gustate e anzi sarebbe un gran peccato non farlo. Perché in alcuni casi la crosta è parte integrante a tutti gli effetti del formaggio e in altri non compare? La crosta del brie va eliminata o possiamo assaporarla senza paura di fastidiosi mal di pancia? E con il gorgonzola allora, come la mettiamo? Dovrete continuare la lettura per scoprire la verità e sfatare qualche mito.

Crosta del formaggio: quali sono quelle edibili

La crosta del formaggio è la parte "esterna", quella a contatto con l'esterno (superfici, confezioni, coltelli o, semplicemente, le nostre mani), è quindi molto importante saper riconoscere quali sono le croste edibili e quali no, ma soprattutto i motivi che le differenziano. Le croste dei formaggi, infatti, possono essere naturali o artificiali, trattate con aromi, spezie o prodotti sintetici e, in base a questi elementi, possiamo distinguere quelle che possiamo mangiare senza remore e quelle che invece ci tocca scartare. Nello specifico:

  • Croste naturali: la crosta del Parmigiano Reggiano o del Grana Padano Dop, per intenderci, è una crosta naturale che può essere consumata e che sarebbe un gran peccato buttar via. Prima però di usarla per insaporire il vostro brodo o friggerla in olio bollente, ricordate che la crosta naturale va pulita per motivi squisitamente igienici;
  • crosta fiorita: chiamate anche croste brinate perché il sottile strato bianco ricorda uno strato di brina, sono quelle di formaggi come il brie o il camembert, frutto di una lavorazione che prevede l'utilizzo di muffe speciali, la buona notizia è che sì, si possono mangiare;
  • crosta artificiale: intuibile ma non scontato, sono croste lavorate o a base di cere sintetiche e paraffine e che non sono commestibili. Quali sono? Le croste dell'emmentaler, del gouda e di alcune varietà di fontina, per citarne alcuni;
  • croste lavate: quelle che durante la lavorazione vengono spazzolate e lavate per togliere le muffe che invece sono state necessarie nella prima parte della produzione. Parliamo di croste batteriologicamente "vive" e che quindi è preferibile non consumare. Dite addio alla crosta del taleggio ma anche a quella della fontina, in alcuni specifici casi;
  • gorgonzola: meritava un discorso a parte perché tutti nella vita ci siamo chiesti almeno una volta se la sua crosta sia edibile e, spiace dirlo ma la risposta è no, tanto che nel disciplinare del Gorgonzola Dop è riportata con chiarezza l'informazione.
Immagine

Formaggi stagionati: come conservarli

Parmigiano, pecorino, provola e mozzarella: l'Italia è senza dubbio tra i maggiori produttori di formaggio al mondo e, tra freschi e stagionati, abbiamo davvero solo l'imbarazzo della scelta, a patto che, una volta portato a casa il nostro bottino, facciamo attenzione a conservarlo nel modo corretto. Come fare a conservare i formaggi nel modo corretto? Evitare che i formaggi (in particolare quelli stagionati) facciano la muffa è molto più semplice di quello che crediamo e possiamo scegliere tra diverse opzioni:

  • Sacchetto di cotone: ottima quanto antica soluzione che vi permette di conservare i formaggi stagionati per lungo tempo. Assicuratevi che sia un sacchetto di puro cotone e che sia ben chiuso, quindi riponete il formaggio all'interno e tenetelo in frigo: in questo modo manterrà intatte le proprietà e il sapore fino a tre settimane;
  • sottovuoto: se avete a disposizione la macchinetta per il sottovuoto, non esitate a utilizzarla per conservare i formaggi stagionati, meglio se nel piano più basso del frigorifero. Tempo? Chiusi, i formaggi possono rimanere sottovuoto anche due o tre mesi;
  • carta per formaggi: di recente invenzione ma incredibilmente utile, la carta per formaggi vi permette di conservare i formaggi per una settimana, meglio se in piccole porzioni;
  • contenitori di alimenti: soluzione facile e indolore con cui poter conservare i formaggi fino a quattro settimane. Il nostro consiglio è di utilizzare dei contenitori con sistema anti-condensa, preferibilmente in vetro o plastica resistente. Dove riporli? Anche in questo caso nel ripiano meno freddo del frigorifero.
Immagine
40
Lascia un commento
Immagine
Quello che i piatti non dicono
Segui i canali social di Cookist
40