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7 Febbraio 2026 11:00

Cos’è il pranzo del purgatorio di Gradoli: una tradizione secolare nel segno della solidarietà

Nel piccolo paese in provincia di Viterbo l'appuntamento più atteso del Mercoledì delle Ceneri è il grande banchetto solidale che viene organizzato da 500 anni, con un menu di magro a base di fagioli e pesce destinato a più di 1500 persone.

A cura di Federica Palladini
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Foto dal profilo Instagram della Fratellanza del Purgatorio

Di frequente si racconta di pranzi e cene che vengono organizzati per beneficenza, con l’obiettivo di raccogliere fondi per una causa solidale. Ecco, il pranzo del Purgatorio di Gradoli si inserisce all’interno di questi eventi gastronomici a sfondo sociale con una storia e un’atmosfera che rendono davvero unica l’iniziativa del piccolo paese in provincia di Viterbo, poco distante dal Lago di Bolsena, che si ripete – solo con qualche breve interruzione – da cinque secoli nel giorno del Mercoledì delle Ceneri. Qui, a essere contemporaneamente protagonisti sono i piatti poveri della tradizione e il prendersi cura delle persone in difficoltà, all’interno di un banchetto che coinvolge più di 1500 commensali che arrivano da tutta Italia (e anche dall'estero), con la particolarità di doversi portare stoviglie, pane e vino da casa. Vediamo perché.

Che cos’è il pranzo del Purgatorio

Come anticipato, le radici del pranzo sono molto antiche e si collocano tra il XVI e il XVII secolo. In origine, l’iniziativa era promossa da una confraternita chiamata Opera Pia per il Suffragio delle Anime del Purgatorio, quella che è oggi la Fratellanza del Purgatorio, con l’obiettivo di raccogliere offerte per celebrare messe, aiutare le famiglie più povere e suffragare le anime purganti. Tutto è rimasto pressoché identico con il passare del tempo: si inizia il Giovedì Grasso, con i membri della fratellanza che vestiti con il loro saio marrone, mantella viola e cappuccio passano per le vie del paese facendo la questua, ottenendo beni e prodotti di diversa natura che il sabato successivo vengono messi all’asta, con il fine di raccogliere la somma necessaria per finanziare il grande banchetto del Mercoledì delle Ceneri. In passato si trattava di un pasto destinato ai meno abbienti, che potevano rifocillarsi nel giorno di inizio del digiuno della Quaresima: ora al pranzo si partecipa comprando un biglietto, con il ricavato che va in beneficenza, ed è organizzato all’interno della Cantina sociale di Gradoli, che dopo il Covid può accogliere circa 1500 persone (in precedenza si arrivava a 2000). Un evento sempre “sold out” e straordinario nella sua affluenza: basti pensare che Gradoli di abitanti ne ha poco più di 1200.

Qual è il menu del pranzo?

Prima di parlare del cibo, sorge spontanea una domanda. Chi cucina per tutti questi commensali? L’onere (ma anche l’onore) spetta alla Fratellanza del Purgatorio, con suoi 80-90 uomini che già alle 3 di notte si occupano di accendere il grande braciere di legno che servirà ad alimentare i diversi punti destinati alla cottura dei piatti. Anche il menu è rimasto sostanzialmente invariato nel tempo, servendo pietanze rigorosamente di magro a base di pesce e legumi. Si inizia con i fagioli del Purgatorio, tipici della Tuscia piccoli e bianchi, simili ai cannellini per il gusto delicato, che vengono semplicemente conditi con olio, sale e pepe. Poi spazio alla minestra di riso e pesce, con il brodo solitamente realizzato con pesci di lago come la tinca; seguono il luccio in umido, il nasello fritto (entrato per ultimo a fare parte del menu) e il baccalà lessato con olio, prezzemolo e aglio. A concludere, una mela. Il cibo viene porzionato all’interno di grandi piatti da mettere in condivisione (uno ogni quattro persone) ed è per questo che i partecipanti si portano da casa tutto il necessario per mangiare, ma anche per brindare, compresi vino e pane. Un pranzo che inizia alle 13 e che tutti a Gradoli attendono sempre con grande entusiasmo.

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Quello che i piatti non dicono
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