
Fra pochi giorni, allo stadio San Siro, la cerimonia di apertura darà ufficialmente il via ai Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio. Prima di sintonizzarci sulle gare delle varie discipline sportive e sperare che l'Italia porti a casa un bel bottino ricco di medaglie, gli organizzatori hanno lavorato molto sull'alimentazione dei partecipanti. Per un atleta, infatti, il piatto non è solo nutrimento ma carburante calibrato alla perfezione per un equilibrio tra nutrizione, energia e performance fisica. In quest'ottica, ai giochi invernali italiani ci saranno scelte alimentari mirate per gli atleti di ogni paese, compreso un progetto come quello che arriva dal Giappone. La delegazione del Paese nipponico ha fatto sapere che porterà con sé 20 professionisti tra chef e nutrizionisti che seguiranno quotidianamente gli atleti.
Victory Project: il progetto giapponese che lega performance e sapore
Se ti stai chiedendo cosa mangeranno gli atleti giapponesi a Milano-Cortina, la risposta è nel Victory Project di Ajinomoto. Parliamo di un programma di supporto nutrizionale, attivo da oltre vent'anni, che accompagna le delegazioni sportive nipponiche nelle grandi competizioni internazionali. Il progetto nasce dall'esperienza nella ricerca sugli aminoacidi ed è stato sviluppato in stretta collaborazione con il Comitato Olimpico Giapponese. Si tratta di una rete di sostegno che porta piatti bilanciati, snack e menu pensati per far stare gli atleti nelle migliori condizioni possibili.

La base culinaria si chiamerà G-Road Station, dove gli atleti potranno ritrovare sapori familiari, tipici delle loro tradizioni gastronomiche e nutrienti. Esclusivamente per i Giochi olimpici di Milano-Cortina, Ajinomoto ha creato una ricetta ad hoc: il Power Gyoza Don, presentata alla Bentoteca, locale milanese di Yoji Tokuyoshi, cuoco giapponese con quasi un decennio di esperienza come sous chef all'Osteria Francescana di Massimo Bottura. Un piatto creato proprio insieme a Tokuyoshi a base di riso (donburi) come fonte energetica, gyoza Ajinomoto di maiale per le proteine e verdure di stagione, principalmente italiane, per l'apporto di micronutrienti e fibre. In aggiunta, una piccola quantità di glutammato alimentare che conferisce gusto umami senza appesantire il piatto. Questa cura nel dettaglio riflette alcuni principi della cultura alimentare giapponese: “Hara hachi bu”, l’abitudine di mangiare fino all’80% della sazietà per favorire una digestione più rapida, e “shokuiku”, ovvero l’educazione alimentare che lega nutrizione, movimento e benessere mentale fin dall’infanzia. Qui il cibo non è un mezzo per assumere calorie, ma un rituale che sostiene energia, recupero e stato d’animo dell’atleta.
Il porridge "obbligatorio" degli atleti britannici
Nel villaggio olimpico di Milano-Cortina, dove migliaia di atleti di tutto il mondo si incontreranno ogni giorno prima e dopo le gare per i pasti, il cibo diventa anche un crocevia di esigenze nutrizionali. Le mense saranno aperte 24 ore su 24 e progettate per offrire piatti bilanciati che rispondono alle diverse abitudini alimentari e alle esigenze delle varie discipline sportive. Sebbene i Giochi si svolgeranno in Italia e la maggior parte delle ricette e delle materie prime saranno italiane, ogni delegazione porterà con sé abitudini e piccoli rituali alimentari. È il caso della squadra britannica che arriverà a Cortina con grandi quantità di porridge d'avena scozzese per le colazioni. Un modo semplice e ricco di nutrienti per affrontare le lunghe giornate di allenamento e gara, con una routine alimentare familiare anche lontano da casa.

Allo stesso modo, molte nazionali richiedono piatti tipici della propria cultura o versioni adattate alle loro esigenze nutrizionali. Ogni piatto, dalla pasta al semplice riso, diventerà un ponte tra tradizioni culturali del proprio Paese e il contesto olimpico. In questa cornice, programmi come il Victory Project giapponese o semplici scelte di comfort food internazionale non sono dettagli accessori, ma protagonisti invisibili nelle storie di performance e fatica che presto vedremo a Milano-Cortina.