
La ghisa è un materiale molto antico, già utilizzato in Cina molti secoli prima che diventasse popolare in Europa, ma solo tra fine ‘800 e inizio ‘900 è diventata materiale per le pentole: è in questo periodo che le pentole in ghisa iniziano a diffondersi nelle cucine domestiche occidentali e subito vengono apprezzate per la capacità di trattenere e distribuire il calore in modo uniforme, ma anche per la loro lunga durata. Oggi la ghisa è un materiale comune per realizzare pentole e padelle, apprezzate ancora proprio perché versatili, capaci di gestire il calore, robuste e longeve.
Ma la ghisa, a fronte dei suoi tantissimi pregi, è un materiale molto particolare che richiede una cura specifica e una manutenzione costante. Pentole e padelle in ghisa non devono solo essere lavate, ma è necessario pulirle nel modo giusto e sapere esattamente come trattarle: solo così possono durare davvero nel tempo e mantenere intatte tutte le loro preziose capacità. Scopriamo insieme tutto quello che devi fare (e che non devi fare) per pulire, scrostare e conservare pentole e padelle in ghisa, al fine di mantenerle a lungo impeccabili ed efficienti.
Perché le pentole in ghisa richiedono una pulizia diversa
Per quale motivo la ghisa richiede tutte queste accortezze specifiche? Per prima cosa la ghisa è un materiale micro- poroso, il che vuol dire è sensibile all’umidità e può arrugginirsi facilmente se lasciata in ammollo o non asciugata dopo l’utilizzo: l’umidità rimane nei pori della ghisa e porta a un rapido deterioramento del materiale.
La ghisa non è un materiale che si graffia facilmente, ma può rompersi se subisce urti violenti o shock termici, per questo si deve lavare a mano e mai in lavastoviglie. Inoltre, a differenza delle padelle antiaderenti tradizionali, le stoviglie in ghisa sviluppano naturalmente una superficie antiaderente con un processo noto come stagionatura: si tratta di un procedimento che prevede di cuocere un sottile strato di olio polimerizzato sulla superficie della padella per creare un sottile film protettivo in grado di rendere la superficie più resistente, ma anche per impedire alla ruggine di formarsi.

Proprio per questo è importante lavare pentole e padelle in ghisa in modo corretto, perché un lavaggio aggressivo o con prodotti non adatti potrebbe danneggiare lo strato protettivo antiaderente. Più la ghisa si usa, più la patina si rafforza: dopo avere eseguito il procedimento prima del primo utilizzo, quindi, è bene svolgere la stagionatura quando la superficie protettiva è danneggiata o inefficace.
Come pulire correttamente la ghisa dopo l’uso e cosa evitare
La pulizia delle padelle in ghisa richiede dunque attenzione per preservarne la patina naturale e prevenire danni. Così come avviene con la pulizia dei fornelli in ghisa, non vanno utilizzati detergenti aggressivi che possano comprometterne la superficie, ma questo non vuol dire che non si possano usare a prescindere i saponi.
Le regole fondamentali per lavare la ghisa sono due: lavare sempre a mano le pentole e padelle realizzate con questo materiale, evitando del tutto la lavastoviglie, perché è un lavaggio troppo aggressivo e un macchinario troppo umido che contrasta con le necessità della ghisa; mai lasciarle in ammollo nel lavandino, nemmeno se le stoviglie sono particolarmente sporche, proprio per evitare che il materiale assorba troppa acqua.

Per evitare che i residui alimentari si incrostino è bene lavare subito pentole e padelle, ma attenzione che non siano ancora bollenti: la ghisa soffre gli sbalzi termici e si potrebbero formare microfratture o danni alla superficie. Quando la stoviglia è tiepida, per pulirla, devi usare semplicemente acqua calda e una spazzola a setole morbide o una spugna non abrasiva per non incorrere nel rischio di graffi; solitamente questo è sufficiente per rimuovere lo sporco, ma all’occorrenza puoi aggiungere pochissime gocce di sapone delicato per sgrassarla. Non usare mai detergenti aggressivi o molto sgrassanti, perché rischi di danneggiare la patina antiaderente.
Rimedi per rimuovere incrostazioni e residui senza danneggiare la superficie
Cosa fare se lo sporco è particolarmente aggressivo o non hai lavato subito le stoviglie e si sono formate incrostazioni più ostinate? In questo caso versa dell’acqua calda sulla padella scaldata a sua volta, lascia riposare appena qualche minuto (non di più, come ti abbiamo spiegato devi evitare l’ammollo prolungato) o fai sobbollire direttamente a fuoco basso, utilizzando un raschietto in gomma per eliminare i residui che saranno più morbidi proprio grazie all’acqua calda. Nel caso i residui dovessero essere molto ostinati e nemmeno l’acqua calda riesce ad ammorbidirli, può essere utile cospargere la superficie della padella in ghisa con del sale grosso, prodotto che funge da abrasivo delicato e assorbe grasso e sporco, ma senza rovinare la patina; lascia agire qualche minuto poi passa un panno o una spugna per rimuovere sia il sale sia i residui.
Come asciugare, ungere e conservare la ghisa
Anche la fase di asciugatura è fondamentale per far durare la ghisa il più a lungo possibile in condizioni ottimali. Come ti abbiamo spiegato l’umidità è il nemico numero uno della ghisa: le pentole e le padelle non vanno mai lasciate umide o bagnate e, una volta lavate, le devi asciugare immediatamente e con molta cura. Usa un panno morbido e, se è particolarmente impregnata di acqua, puoi anche passarla per un minuto sul fornello a fuoco basso per assicurarti che tutta l’acqua evapori. Non preoccuparti se noti un alone sul panno che usi per asciugare la ghisa, è solo la prova che la stagionatura è ancora presente.
Prima del primo utilizzo di pentole e padelle in ghisa è necessario eseguire la stagionatura, processo che crea una superficie antiaderente e antiruggine polimerizzando un sottile strato d'olio: si esegue applicando un velo di olio di semi, di lino o di arachidi all’interno o all’esterno e lasciando poi la padella “cuocere” in forno a 200-250°C per 1 ora, capovolta. Non devi eseguire la stagionatura ogni volta che lavi pentole e padelle in ghisa, ma per mantenerla e “rinnovarla” puoi passare un leggero velo di olio di semi sulla superficie dopo averla asciugata: ne bastano poche gocce (va bene anche un olio spray per dosare meglio la quantità), da distribuire con della carta assorbente su tutta la superficie interna ed esterna della stoviglia da trattare.

Se invece noti la comparsa di macchie di ruggine o al tatto la ghisa ti sembra essere appiccicosa, è il momento di ripetere da capo la stagionatura dopo aver lavato con acqua e sapone la stoviglia per rimuovere ogni eventuale segno di usura. Una volta pulita, asciugata e oliata, la padella o la pentola in ghisa può essere riposta. Il consiglio migliore? Tenerla in un luogo asciutto, priva di coperchio e mantenerla il più possibile separata dalle altre pentole. Se per ragioni di spazio sei costretto ad impilarla, sistema un foglio di carta da cucina tra una padella e l’altra in modo da ridurre il rischio di graffi e per proteggere la patina.