
Hai mai guardato quella strana sequenza di lettere e numeri stampata sulla confezione dei legumi? Probabilmente l'hai ignorata, pensando che fosse un semplice codice del produttore. In realtà, può darci alcune informazioni sulla confezione e, soprattutto, permette di risalire al lotto di produzione.
Ma come si legge? E cosa significano le prime tre cifre? Sono Simone Gabrielli, biologo nutrizionista, e ti spiego come interpretare questo codice e perché non bisogna confonderlo con la data di raccolta del legume.
Come è composto il codice e cosa indica
Quando guardiamo una confezione di legumi in scatola possiamo trovare una sequenza composta da lettere e numeri. Non si tratta della data di scadenza, che deve essere invece riportata separatamente sulla confezione con la relativa dicitura.
In questo caso ci interessa soprattutto capire cosa ci racconta il codice di produzione. La lettera che segue la L identifica l'anno, mentre le cifre successive indicano il periodo di produzione secondo il sistema utilizzato dall'azienda. Per esempio, nel codice utilizzato da alcune confezioni, la lettera R corrisponde al 2025, mentre la lettera K identifica il 2026.
E le prime tre cifre? Rappresentano un numero progressivo collegato al periodo dell'anno in cui è stata realizzata quella specifica produzione. Seguendo la stagionalità dei legumi, possiamo trovare intervalli indicativi diversi a seconda del prodotto:
- piselli: da 121 a 200, corrispondenti indicativamente al periodo tra maggio e luglio;
- fagioli borlotti e cannellini: da 182 a 260, tra luglio e settembre;
- ceci: da 182 a 243, tra luglio e agosto;
- lenticchie: da 152 a 212, tra giugno e luglio.
Ma attenzione: questo non significa necessariamente che il legume sia stato raccolto in quel periodo: ed è proprio qui che il codice può trarre in inganno.
I piselli, per esempio, vengono generalmente lavorati e confezionati poco dopo la raccolta. Per molti altri legumi, invece, il percorso è diverso: vengono raccolti, essiccati e conservati nei silos; successivamente vengono prelevati durante l'anno, reidratati e infine confezionati.
Ecco perché potresti trovare, per esempio, un codice con cifre che sembrano non coincidere con il periodo di raccolta del legume. Il codice fa riferimento alla produzione della confezione e non ci dice necessariamente quando quel legume è stato raccolto.
A cosa serve leggere il codice sull'etichetta dei legumi?
Quindi dobbiamo evitare un barattolo se scopriamo che è stato confezionato qualche anno fa? No: stiamo parlando di conserve progettate per mantenere a lungo le proprie caratteristiche.
La funzione principale di questa sequenza è infatti la tracciabilità del prodotto. Se un determinato lotto dovesse presentare un problema, il codice permette di identificare le confezioni interessate e risalire alla specifica produzione, senza dover ritirare dal mercato tutti i legumi dello stesso tipo.
Per il consumatore può essere utile soprattutto per gestire la dispensa: se un barattolo è stato prodotto da qualche anno, può avere senso consumarlo prima di altri prodotti acquistati più recentemente.
In ogni caso, per sapere fino a quando il produttore garantisce le caratteristiche del prodotto, bisogna guardare la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”. Superata questa data, infatti, il produttore non garantisce più il mantenimento ottimale delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali, come sapore, consistenza e qualità.
Insomma, quel codice apparentemente incomprensibile non serve a dirci se i ceci sono stati raccolti ieri o due anni fa: serve soprattutto a sapere da quale produzione proviene quella confezione. E per capire quanto a lungo possiamo conservarla, la data da controllare rimane quella indicata in etichetta.