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6 Agosto 2026 13:00

Come coltivare la menta sul balcone: consigli e trucchi

Un ingrediente versatile che nelle ricette non passa inosservato per via del profumo inconfondibile e del verde brillante delle sue foglie. La menta è un'erba aromatica e ornamentale perfetta da tenere in vaso perché molto semplice da curare.

A cura di Federica Palladini
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Grazie al suo profumo intenso e inebriante, la menta è sia una delle piante aromatiche più riconoscibili anche dai meno esperti, sia una delle più amate. Il suo potere in cucina è indiscusso: riesce a dare un tocco di freschezza alle ricette più disparate, arricchendo carne, pesce, verdure, salse, frutta e diventando protagonista di piatti tradizionali, in particolare della tradizione gastronomica romana e siciliana, tra carciofi, abbacchio, frittate o polpette. Spazio agli infusi e agli sciroppi, da usare nei dolci, nei cocktail o in veste di tisane digestive, così come gli oli essenziali contenuti nelle foglie vengono impiegati anche in fitoterapia, cosmesi e in prodotti per l’igiene orale, basta pensare a dentifrici e collutori. Senza dimenticare l’effetto repellente sulle zanzare. Una pianta passepartout che, inoltre, ha il vantaggio di essere facilmente coltivabile sul proprio balcone, perché richiede pochissime cure: vediamo come si fa.

Cosa ti serve per coltivare la menta in vaso

Iniziamo subito con lo specificare che la menta è una pianta rustica e resistente, capace di adattarsi a diverse situazioni ambientali: regge bene il freddo, ma soprattutto il caldo, comprese le temperature altissime che sfiorano i 40 °C, ormai comuni anche alle nostre latitudini. Durante l’inverno va “in letargo”: le foglie rigogliose che hanno deliziato vista e olfatto durante l’estate cadono e rimangono solo i rami, per poi iniziare a tornare alla vita la primavera successiva. Sfrutta, quindi, un balcone o un terrazzo assolato, oppure una zona di penombra che sia comunque luminosa: i raggi diretti sono ben tollerati a patto che non si combinino con un clima eccessivamente afoso.

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La menta è una pianta che cresce in modo rapido e si espande in larghezza, considerata quasi infestante per la sua velocità di attecchire un po’ ovunque, tanto che la vediamo spuntare in modo spontaneo nei prati, nei giardini, lungo fossi, canali e fiumi, ai bordi dei campi coltivati: le responsabili di questa propagazione sono le sue radici, dette rizomi, fusti sotterranei che avanzano in orizzontale, colonizzando il suolo. Proprio per questo, scegli un vaso di grandi dimensioni, calcolando un diametro di almeno 40 cm: preferisci come materiale la terracotta, perché la menta apprezza l’umidità, ma non i ristagni idrici, che potrebbero essere favoriti da un vaso di plastica, soprattutto se quest’ultimo è privo di fori che eliminano l'acqua in eccesso. Uno dei pochi motivi per cui la piantina potrebbe morire è dovuto al marciume radicale causato da troppa acqua: innaffia solo quando senti il terreno secco, tastando con le dita. Per quanto riguarda il terriccio, invece, basta optare per uno universale di qualità, soffice e arioso, che consenta un buon drenaggio per evitare che l’acqua si accumuli sul fondo del vaso.

Positiva è, infine, la poca manutenzione: la menta non necessita di fertilizzanti – puoi concimare con un fertilizzante liquido universale in primavera o in estate, per velocizzare la “chioma” nell’essere rigogliosa – e nemmeno di potatura, con il solo suggerimento di togliere i fiori quando spuntano durante i mesi estivi, così che la pianta possa concentrarsi solo sulle foglie, l’obiettivo culinario per eccellenza.

Come si coltiva la menta

Conoscere le caratteristiche principali della menta e, di conseguenza, quali azione compiere è importante per coltivarla nel modo corretto. Da dove partire? Puoi procurarti dei semi da piantare nei rivenditori specializzati in giardinaggio oppure da una talea, ovvero un rametto della pianta che va fatto radicare: le radici si fanno crescere nel terreno o in acqua, semplicemente prendendo il rametto da un’altra piantina di menta, lasciando solo le foglioline apicali e immergendo il resto in un bicchiere d’acqua esposto in una zona luminosa del balcone, lontano dalla luce diretta. Dopo una decina di giorni (premurandoti di cambiare l'acqua) vedrai spuntare le radici, così la talea è pronta per essere invasata. Puoi iniziare la vita della tua piantina in un vaso piccolo (14-18 cm di diametro), per poi fare il travaso quando inizia a infoltirsi. Il periodo migliore per cominciare la coltivazione? Tra aprile e maggio, quando le temperature si stabilizzano, assicurandoti più raccolte per molti mesi.

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Menta: non ne esiste solo una varietà

Quelle che abbiamo appena illustrato sono le modalità generali per poter coltivare la menta in vaso sul proprio balcone, ma è utile sapere che quando si parla di menta si fa riferimento a un genere (Mentha) a cui appartengono molteplici specie, ciascuna con profumi, aromi e caratteristiche estetiche differenti, come forma, colore, dimensioni delle foglie e dei fiori. Tra le più popolari ci sono la menta piperita (Mentha x piperita), dall’aroma penetrante, star di cocktail, bevande e preparazioni dolciarie, la menta verde, conosciuta anche come mentastro verde o menta spicata (Mentha spicata), dal profumo fresco, intenso, avvolgente di cui fa parte la sottovarietà Mentha spicata var. crispa Moroccan, detta menta marocchina, celebre per essere l’ingrediente principale del tipico tè.

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Nelle ricette laziali è facile trovare la menta romana: a quale tipologia ci si riferisce? Con questo termine possono venire indicate la menta verde appena citata, ma anche la mentuccia o nepitella che, in realtà, non è una vera e propria menta: si tratta del Clinopodium nepeta che, come si evince dal nome, appartiene a un altro genere botanico, ma assolve gli stessi compiti. Si fa confusione anche con la Mentha pulegium: compare sotto la denominazione comune di menta romana o poleggio, ma, seppur usata in cucina, è una pianta potenzialmente pericolosa. Il motivo? A essere attenzionate, con ricerche ancora in fase di approfondimento, non sono le sue foglie, considerate sicure per condire, ma il suo olio essenziale in quanto contiene concentrazioni molto alte di pulegone, un composto organico naturale tossico per fegato e sistema nervoso: come citato in un recente studio, “è noto che ingerire una piccola dose (<10 mL) di olio essenziale di M. pulegium può causare nausea, vomito, dolore addominale e vertigini, mentre l'ingestione di una dose maggiore può provocare un'insufficienza multiorgano, potenzialmente letale”.

Quando si tratta di vegetali (erbe, piante, funghi) che arrivano in tavola, osservare il termine scientifico dei semi o della piantina che si vuole acquistare è una pratica molto utile per preservare la propria salute, che spesso, purtroppo, viene sottovalutata.

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Quello che i piatti non dicono
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