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14 Dicembre 2022
13:00

Come aprire una bottiglia di vino senza cavatappi: si può anche usare una piuma

Come possiamo aprire un vino senza avere a disposizione un cavatappi? Come stappare una bottiglia utilizzando metodi alternativi? Ci può bastare una chiave, un accendino ma anche una semplice piuma.

A cura di Alessandro Creta
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Stappare una bottiglia di vino senza essere provvisti di cavatappi. Si può fare? Certo, non sarà semplice come utilizzare l'apribottiglie, e in certi casi servirà tanta manualità, pazienza e attenzione. Però sì, effettivamente è una missione che pur con le dovute attenzioni potrebbe essere portata a compimento. Per alcuni potrebbe bastare appena una piuma (ma pure una pinza arroventata), anche se esistono alternative ben più alla portata di tutti.

Quante volte ci è capitato di avere tra le mani una bella bottiglia di vino che non vediamo l'ora di berci ma non riuscire, allo stesso tempo, a trovare il cavatappi. Niente, lo strumento proprio non lo recuperiamo: apriamo ogni cassetto presente in cucina ma nada, è come volatilizzato. Che fare? Innanzi tutto non bisogna scoraggiarsi, una soluzione la si trova sempre e pure in questo caso possiamo risolvere il disagio. Basta avere a disposizione degli utensili di uso comune, che tutti noi abbiamo a casa.

I metodi alternativi per aprire il vino

Potrebbe bastare, per esempio, una semplice chiave per aprire la nostra bottiglia. Nello specifico una chiave seghettata, da inserire inclinata nel tappo di sughero. Quando almeno la metà della chiave è stata infilata iniziamo a ruotarla, vedremo come il tappo ruoterà assieme a lei proprio come se stessimo usando un classico apribottiglie. Potrebbe risultare un'operazione un po' più estrema ma in alternativa potremmo usare dei chiodi: ne bastano tre o quattro, da infilare nel tappo formando un triangolo oppure un rettangolo (attenzione a non usare troppa forza, rischiamo di rompere il collo della bottiglia) e una volta inseriti usiamo un martello (deve avere un'estremità biforcuta), facendo leva inclinandolo ad arco. In questa maniera dovrebbe venir via pure il tappo.

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Altro strumento che (quasi) tutti abbiamo a disposizione e che potremmo utilizzare in caso di emergenza è un semplice accendino. Con le dovute accortezze basterà infatti scaldare il collo della bottiglia con la fiamma: dovrebbe bastare un minuto prima che l'aria contenuta all'interno inizi a espandersi per effetto del calore e, così facendo, spingerà il tappo verso l'esterno. Prestare particolarmente attenzione nel caso in cui volessimo usare un coltello. Ne servirà uno dalla lama lunga e affilata, con il quale infilzare il tappo fino a quando la punta non uscirà dall'altra estremità. A questo punto occorre far roteare velocemente la bottiglia e, quasi per magia, il tappo uscirà da solo.

Se siamo in cerca di un metodo ancor più fantasioso potremmo utilizzare anche una pompa per biciclette. Sembra strano però effettivamente è uno strumento potenzialmente utile nel caso in cui non avessimo a disposizione un cavatappi. Come fare? Infiliamo l'ago all'interno del tappo, trapassiamolo e iniziamo a pompare aria. A causa della pressione sempre più crescente (un po' come nel metodo dell'accendino) il tappo verrà gettato fuori dalla spinta dell'aria. E la nostra bottiglia sarà pronta per essere bevuta.

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Avevamo detto all'inizio come potrebbe essere sufficiente anche una piuma per stappare il vino. Si tratta, come intuibile, di una metodologia a dir poco particolare e curiosa. Più nello specifico questo trucchetto l'ha effettuato Mario Pojer (importante produttore ed enologo trentino) che, basandosi su una vecchia tecnica portoghese, in alcuni video presenti anche su YouTube mostra come usare una semplice piuma per aprire la bottiglia. Come fare? Tutto avviene grazie a uno shock termico: bisogna prima scaldare il collo della bottiglia per una quarantina di secondi (lui usa una pinza arroventata), poi sfiorarlo delicatamente con una piuma (ma basterebbe anche un fazzoletto, purché lasciati prima nel ghiaccio abbassando così la temperatura) per vedere il collo stesso staccarsi di netto e in un colpo solo dal restante corpo in vetro.

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A cura di
Alessandro Creta
Laureato in Scienze della Comunicazione prima, Pubblicità e Marketing poi. Giornalista gastronomico per professione e mangiatore seriale per passione, mi piace navigare tra le pieghe del cibo, perché il food non è solamente cucina, ristoranti e chef. Appassionato di olio evo ma anche di viaggi, sono particolarmente incuriosito da cibi strani e sconosciuti. Mi fate felice con un Verdicchio. Mi trovate su Instagram: @cretalex
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