
A chi non è capitato di voler colorare un dolce, una crema o una bevanda? L’uso dei coloranti alimentari è molto diffuso nel mondo della pasticceria, e se è vero per l’ambito casalingo questo vale ancora di più a livello industriale. I coloranti, infatti, sono degli additivi alimentari che vengono aggiunti agli alimenti (dolci, ma non solo), per diverse motivazioni: servono ad accentuare i colori naturali, ad aggiungere colore ad alimenti che ne sono privi rendendoli così più appetibili, ma anche per compensare perdite di colore dovute ad esposizione a luce, aria, umidità e variazioni di temperatura.
Si tratta di additivi del tutto privi di qualunque valore nutritivo, il loro scopo è solo dare un determinato colore agli alimenti o esaltare il colore originale, ma questo non vuol dire che non possano essere pericolosi. Esistono due tipi di coloranti alimentari: i coloranti naturali sono estratti da specie vegetali, per esempio la curcumina, il caramello e il carbone vegetale, mentre i coloranti artificiali derivano esclusivamente da processi chimici, e proprio qui si annida il rischio perché alcune sostanze utilizzate potrebbero risultare tossiche per l’organismo umano.

Proprio per questo ogni colorante alimentare artificiale necessita di un’autorizzazione per l’impiego da parte dell’Unione Europea, dopo essere stato soggetto a una rigorosa valutazione di sicurezza da parte dell’Efsa (European food safety authority), l’agenzia europea per la sicurezza alimentare. L’ente è incaricato di indagare sulle sostanze sicure e quelle pericolose all’interno dei coloranti alimentari e di stilare due liste, una dei coloranti artificiali sicuri per il consumo alimentare e una relativa ai coloranti artificiali vietati perché nocivi. Non solo: periodicamente l’Efsa revisiona i coloranti approvati e può capitare che, in seguito a nuovi test, li sposti sulla “lista nera”; è successo recentemente, per esempio, con l’E171, ovvero il biossido di titanio, giudicato tossico dopo anni di utilizzo e non più usata nell'industria alimentare (mentre nella cosmetica è ancora presente).
Le sigle di tutti i coloranti vietati per legge
Nell'UE, così come stabilito per tutti gli additivi alimentari, la presenza di coloranti alimentari (naturali o artificiali che siano) deve essere riportata sull'etichetta con il loro nome o con una sigla, composta dalla lettera E e da una serie di numeri identificativi che vanno da 100 a 199. Dal 2010 la normativa comunitaria impone di aggiungere altre indicazioni per alcuni coloranti, in particolare quelli che non sono tossici, ma che possono esercitare un’influenza negativa sulla capacità di concentrazione e attenzione dei bambini.
Ricorda che non tutti i paesi seguono la stessa normativa: può capitare che coloranti alimentari legali nella UE siano vietati in altri luoghi, per esempio negli Stati Uniti, e che viceversa coloranti da noi ritenuti illegali siano ritenuti utilizzabili dall’industria alimentare di altri luoghi. L’esempio più recente è quello del colorante E127, l’eritrosina, un colorante alimentare sintetico rosso/ciliegia, derivato dal petrolio e contenente iodio. Gli USA lo hanno vietato proprio quest’anno per alimenti e farmaci mentre l’Efsa, che già lo aveva riesaminato nel 2011, ha confermato che considera il colorante sicuro per il consumo secondo i parametri UE vigenti, seppure con alcune limitazioni quantitative e per usi specifici in conserve di frutta, come ciliegie candite e cocktail di frutta.

È dunque importante tenersi aggiornati nel campo dei coloranti alimentari, perché l’elenco degli additivi legali e vietati è in costante aggiornamento. A prescindere da questo, ecco la lista di coloranti alimentari attualmente vietati dall’Efsa e la sigla con cui sono identificati:
- crisoina resorcinolo (E103)
- il giallo rapido AB (E105)
- la riboflavina 5 fosfato (E106)
- il giallo 2G (E107)
- l'arancio GGN (E111)
- l'orceina (E121)
- lo scarlatto GN (E125)
- il ponceau SR (E126)
- il rosso 2G (E128)
- il blu antrachinone (E130)
- il nero 7984 (E152)
- biossido di titanio (E171)
- l'acido tannico (E181)