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19 Gennaio 2026 18:00

Coloranti alimentari vietati: quali sono?

Per rendere più bello e invitante un prodotto alimentare spesso di ricorre all’uso di coloranti, additivi che possono essere naturali o artificiali. Proprio a questi ultimi bisogna prestare attenzione, perché non tutti possono essere utilizzati: quali sono vietati per legge? Ecco come individuare le delle sostanze tossiche per la salute umana.

A cura di Martina De Angelis
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A chi non è capitato di voler colorare un dolce, una crema o una bevanda? L’uso dei coloranti alimentari è molto diffuso nel mondo della pasticceria, e se è vero per l’ambito casalingo questo vale ancora di più a livello industriale. I coloranti, infatti, sono degli additivi alimentari che vengono aggiunti agli alimenti (dolci, ma non solo), per diverse motivazioni: servono ad accentuare i colori naturali, ad aggiungere colore ad alimenti che ne sono privi rendendoli così più appetibili, ma anche per compensare perdite di colore dovute ad esposizione a luce, aria, umidità e variazioni di temperatura.

Si tratta di additivi del tutto privi di qualunque valore nutritivo, il loro scopo è solo dare un determinato colore agli alimenti o esaltare il colore originale, ma questo non vuol dire che non possano essere pericolosi. Esistono due tipi di coloranti alimentari: i coloranti naturali sono estratti da specie vegetali, per esempio la curcumina, il caramello e il carbone vegetale, mentre i coloranti artificiali derivano esclusivamente da processi chimici, e proprio qui si annida il rischio perché alcune sostanze utilizzate potrebbero risultare tossiche per l’organismo umano.

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Proprio per questo ogni colorante alimentare artificiale necessita di un’autorizzazione per l’impiego da parte dell’Unione Europea, dopo essere stato soggetto a una rigorosa valutazione di sicurezza da parte dell’Efsa (European food safety authority), l’agenzia europea per la sicurezza alimentare. L’ente è incaricato di indagare sulle sostanze sicure e quelle pericolose all’interno dei coloranti alimentari e di stilare due liste, una dei coloranti artificiali sicuri per il consumo alimentare e una relativa ai coloranti artificiali vietati perché nocivi. Non solo: periodicamente l’Efsa revisiona i coloranti approvati e può capitare che, in seguito a nuovi test, li sposti sulla “lista nera”; è successo recentemente, per esempio, con l’E171, ovvero il biossido di titanio, giudicato tossico dopo anni di utilizzo e non più usata nell'industria alimentare (mentre nella cosmetica è ancora presente).

Le sigle di tutti i coloranti vietati per legge

Nell'UE, così come stabilito per tutti gli additivi alimentari, la presenza di coloranti alimentari (naturali o artificiali che siano) deve essere riportata sull'etichetta con il loro nome o con una sigla, composta dalla lettera E e da una serie di numeri identificativi che vanno da 100 a 199. Dal 2010 la normativa comunitaria impone di aggiungere altre indicazioni per alcuni coloranti, in particolare quelli che non sono tossici, ma che possono esercitare un’influenza negativa sulla capacità di concentrazione e attenzione dei bambini.

Ricorda che non tutti i paesi seguono la stessa normativa: può capitare che coloranti alimentari legali nella UE siano vietati in altri luoghi, per esempio negli Stati Uniti, e che viceversa coloranti da noi ritenuti illegali siano ritenuti utilizzabili dall’industria alimentare di altri luoghi. L’esempio più recente è quello del colorante E127, l’eritrosina, un colorante alimentare sintetico rosso/ciliegia, derivato dal petrolio e contenente iodio. Gli USA lo hanno vietato proprio quest’anno per alimenti e farmaci mentre l’Efsa, che già lo aveva riesaminato nel 2011, ha confermato che considera il colorante sicuro per il consumo secondo i parametri UE vigenti, seppure con alcune limitazioni quantitative e per usi specifici in conserve di frutta, come ciliegie candite e cocktail di frutta.

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È dunque importante tenersi aggiornati nel campo dei coloranti alimentari, perché l’elenco degli additivi legali e vietati è in costante aggiornamento. A prescindere da questo, ecco la lista di coloranti alimentari attualmente vietati dall’Efsa e la sigla con cui sono identificati:

  • crisoina resorcinolo (E103)
  • il giallo rapido AB (E105)
  • la riboflavina 5 fosfato (E106)
  • il giallo 2G (E107)
  • l'arancio GGN (E111)
  • l'orceina (E121)
  • lo scarlatto GN (E125)
  • il ponceau SR (E126)
  • il rosso 2G (E128)
  • il blu antrachinone (E130)
  • il nero 7984 (E152)
  • biossido di titanio (E171)
  • l'acido tannico (E181)
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