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18 Aprile 2026 13:00

Club sandwich: la storia del panino a tre strati nato nei club più esclusivi di New York

Le origini restano incerte, ma sembra che affondi le sue radici negli Stati Uniti verso la fine dell’Ottocento: tre teorie diverse provano a spiegare la nascita di uno dei sandwich più iconici di sempre.

A cura di Arianna Ramaglia
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Strati di pane bianco che si alternano a un condimento fatto di pollo, lattuga, pomodoro, bacon e maionese: di cosa parliamo? Del club sandwich, naturalmente. Un'evoluzione più elaborata e ricca di un toast, che tutti abbiamo mangiato almeno una volta nella vita in hotel, in un lido o semplicemente in una versione homemade. Oggi è senza dubbio uno dei panini più conosciuti al mondo, eppure non si sa con precisione dove sia nato: quello che possiamo dire, quasi con assoluta certezza, è che arriva dall'America, ma non è chiaro per mano di chi.

Tra club esclusivi e cucine domestiche: le tre teorie sulla nascita

Nonostante la sua forma possa farlo sembrare un'invenzione recente, l'origine del clubhouse sandwich – conosciuto semplicemente come club sandwich – viene generalmente fatta risalire alla fine del XIX secolo negli Stati Uniti, per la precisione nell'area di New York. Le fonti più accreditate ne collocano la nascita all'interno di esclusivi circoli privati, chiamati appunto "club", come l'Union Club e ambienti simili, frequentati principalmente dall'élite dell'epoca: proprio in questi contesti pare sia nato un panino pratico, sostanzioso e immediato. Il suo nome pare sia comparso per la prima volta nel 1899 in un articolo di un giornale newyorkese che descrive un panino a base di pane tostato con pollo o tacchino e prosciutto, servito caldo.

Un'altra teoria, altrettanto diffusa e considerata valida, ne rintraccia le origini a Saratoga Springs, sempre nello Stato di New York, all'interno del Saratoga Club House – un famoso locale di gioco d'azzardo – intorno alla fine dell'Ottocento. Qui, però, non si sa di preciso da quale chef sia stato ideato: alcuni parlano di Danny Mears, altri del gestore del locale, Richard Canfield che avrebbe preparato un panino per alcune signore all'interno del club, utilizzando gli avanzi della dispensa. Il panino piacque talmente tanto che Canfield decise di inserirlo stabilmente all'interno del menu.

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Se le prime due teorie hanno come fil rouge i club e l'alta borghesia, la terza e ultima ipotesi fa risalire la nascita di questo sandwich all'interno delle mura domestiche, per opera di un imprenditore newyorkese. Si racconta che quest'ultimo, tornato a casa da lavoro in tarda serata, decise di preparare un panino con alcuni avanzi trovati in frigorifero. Tra gli ingredienti scelti c'erano pollo, bacon, lattuga e pomodoro, il tutto arricchito da uno strato di maionese. La sua creazione lo soddisfò al punto da riproporlo anche nel country club di cui era socio, contribuendo così a diffonderne la fama.

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Come si crea un perfetto club sandwich

Quando parliamo di club sandwich, non ci riferiamo a un semplice toast, ma a un panino con una precisa stratificazione e un'estetica che riesce a soddisfarci soltanto guardandolo. Due, spesso tre strati di pane tostato che racchiudono pollo, lattuga, pomodoro, bacon e maionese: il tutto tagliato in triangoli e tenuto insieme da appositi stecchini. Nonostante possa sembrare – e in parte lo è – un semplice accostamento casuale di ingredienti, la preparazione del club sandwich ha una sua logica precisa. La tostatura del pane, ad esempio, serve a evitare che la maionese o il succo del pomodoro lo rendano troppo umido, bagnandolo e compromettendone la struttura: un pane più compatto, inoltre, è in grado di sostenere meglio un ripieno così generoso. Anche il taglio serve non solo a farci apprezzare la perfetta stratificazione, ma anche a facilitarne la presa, evitando che parte del condimento possa fuoriuscire.

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Nel corso del tempo il club sandwich ha subito numerose reinterpretazioni: c'è chi sostituisce il pollo con il tacchino, chi lo arricchisce di uova o formaggi, come cheddar o mozzarella, o chi preferisce una versione "di mare" realizzata con il salmone. Quello che, in ogni caso, non può mai mancare è una bella porzione di patatine fritte come accompagnamento. Il suo successo si deve probabilmente alla sua natura ibrida: non è un semplice panino, ma un pasto completo, che riesce ad adattarsi perfettamente ai contesti più disparati, dagli hotel internazionali alle tavole calde, passando per pub e locali sul mare, riuscendo sempre ad accontentare il palato di tutti.

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