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14 Gennaio 2026 17:24

Chiara Ferragni è stata assolta nel processo “Pandorogate”

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Chiara Ferragni si è conclusa con la sua assoluzione: il tribunale di Milano ha escluso l’ipotesi di truffa, chiudendo un caso che ha inciso profondamente sulla sua immagine pubblica e sulla carriera.

A cura di Enrico Esente
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Foto ANSA

Si è ufficialmente chiuso il caso "Pandorogate": Chiara Ferragni è stata assolta e con questa sentenza il lungo procedimento penale che ha attirato l'attenzione dei media e scatenato l'opinione pubblica italiana, è giunto a una conclusione. A decidere è stato Ilio Mannucci Pacini, giudice della terza sezione penale del tribunale di Milano, che ha emesso il verdetto di non luogo a procedere, estinguendo di fatto il reato. La nota influencer (28 milioni di followers su Instagram) era imputata per truffa aggravata per la diffusione, sui social network, di comunicazioni ritenute fuorvianti. Per i magistrati, la promozione di alcuni prodotti dolciari, avrebbe indotto i consumatori a credere che una quota delle vendite fosse destinata a iniziative benefiche. 

Chiara Ferragni prosciolta dalle accuse

Il giudice ha deciso di prosciogliere Chiara Ferragni dalle accuse. Nel corso del rito abbreviato, ha riconosciuto l'assenza dell'aggravante di truffa contestata dai pm, in assenza di querela – ritirata dal Codacons – rendendo non perseguibile l'ipotesi di reato. Ferragni, presente in aula, si è detta grata ai suoi legali e ai sostenitori che l'anno accompagnata in questo difficile percorso giudiziario, mentre il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a un anno e otto mesi di reclusione.

Il fatto ha sicuramente attirato le dimensioni di un caso mediatico nazionale, incidendo in modo profondo sulla carriera e sull'immagine pubblica di Ferragni, 38 anni, tra le influencer più seguite in Italia e imprenditrice che ha costruito il proprio successo sulla forza del suo brand personale. Secondo l'accusa, una parte del ricavato dalla vendita di questi prodotti dolciari sarebbe stata devoluta in beneficenza. Le indagini della procura di Milano e le denunce di associazioni di consumatori avevano portato all'ipotesi di truffa aggravata e presunta pubblicità ingannevole.

Chiara-Ferragni-pandoro-Balocco-rimborso

Nel corso del processo la difesa ha sempre sostenuto l’assenza di dolo e ha sottolineato che le comunicazioni dei progetti benefici fossero frutto di un errore di comunicazione e non di un intento fraudolento. Nel dicembre 2023 Chiara Ferragni e Balocco erano già state sanzionate dall‘Antitrust con una multa di 1,4 milioni di euro, mentre il caso delle uova di Pasqua si era chiuso con una donazione di 1,3 milioni. Dopo la notizia, l'infliuencer aveva pubblicato un video di scuse, diventato virale sui social, ma il caso ha reso difficile il recupero della credibilità in Italia, oltretutto intrecciandosi con il forte clamore mediatico dovuta alla separazione dal marito e cantante Fedez. Con l’assoluzione odierna si chiude quindi uno dei capitoli giudiziari più seguiti degli ultimi anni legati a una figura di spicco del panorama digitale italiano.

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