
Fred van der Weij è considerato ormai a tutti gli effetti il padre della friggitrice ad aria: uno strumento alternativo per cucinare le patate fritte (e molto di più) che viene messo a punto nell’arco di 5 lunghi anni in un garage dei Paesi Bassi (e non degli Stati Uniti) da questo ingegnere che non si dava per vinto, cercando a tutti i costi un modo per friggere senza l’utilizzo dell’olio. E no, non era per una questione di dieta o di salute: come raccontato dalla figlia Suus in un podcast della BBC, tutto nasce dalla conversazione con un vicino sulla poca sicurezza della frittura classica delle patatine fritte a livello casalingo, specialmente se ci sono bambini nelle vicinanze, che rischiano di bruciarsi e, quindi, di farsi male.
Intuizioni, tentativi e svolte: da van der Weij a Philips
Le patatine fritte in Olanda (così come in Belgio) sono una cosa seria: amatissimo street food elevato a piatto nazionale, non c’è nulla di cui stupirsi non solo se rientrano all’interno di una chiacchierata, ma anche nella mente delle persone, trasformandosi in una vera e propria ossessione. Il signor Fred van der Weij, infatti, ha lasciato il suo lavoro e ha dovuto quasi vendere la casa prima di farcela. La nostra “guida” è sempre Suus: dal 2005 al 2010 la loro abitazione si è trasformata in un laboratorio: l’intuizione di sostituire l’olio con l’aria calda è arrivata da subito, diventando il centro del lavoro del padre, con un primo prototipo grossolano costituito da una cassa di legno, reti metalliche per pollai e altri materiali all’interno della quale si inserivano le patatine fritte. I risultati per i primi sei mesi furono disastrosi: “si partiva dalle patatine congelate, che venivano molli fuori, dentro ghiacciate e bruciate alle estremità”.
Con il tempo, però, van der Weij entra in possesso dall’estero di altre due macchine che si basano sullo stesso principio della cottura con aria calda, su cui inizia a sperimentare la propria tecnologia. La prima svolta arriva preparando le frikandel, tipiche salsicce che vengono impanate e fritte: “quando ho visto che avevano il giusto colore marroncino e che dovevano essere proprio così, gli ho dato una pacca sulla spalla, dicendogli che finalmente ci era riuscito”. A questo punto Fred van der Weij inizia a mostrare la sua invenzione a diverse aziende: l’ha battezzata Frietaire, letteralmente “patate ad aria”. Il secondo turning point arriva quando Philips, uno dei più grandi brand mondiali di elettronica, si mostra interessato e l’acquista nel 2010, risollevando le finanze della famiglia: il cartello “vendesi” viene tolto dal giardino di casa e i debiti accumulati estinti.

Come funziona la friggitrice ad aria: perché è una rivoluzione
La tecnologia di Fred van der Weij, che poi Philips perfeziona e commercializza con il nome di Rapid Air Technology, sfrutta l’azione dell’aria calda, proprio come il forno tradizionale, ma rendendola più potente: la resistenza elettrica riscalda l'aria all'interno dell'apparecchio, raggiungendo in pochissimi minuti temperature di 200 °C – 240 °C, mentre una ventola la fa circolare a velocità elevata attorno agli alimenti. In questo modo i cibi cuociono in modo molto più rapido e senza l’uso di condimenti in eccesso. Ed è proprio quest’ultimo dettaglio la leva di marketing per cui la friggitrice ad aria (AirFryer) è diventata inizialmente rivoluzionaria: la promessa di friggere in maniera salutare (e senza odori sgradevoli) ottenendo lo stesso risultato della frittura a immersione in olio.
L’evoluzione della friggitrice: la “regina è nuda”
Nella celebre fiaba di Andersen I vestiti nuovi dell’imperatore due imbroglioni ingannano un sovrano confezionando dei vestiti che non esistono, ma convincendolo che sono invisibili. Tutti, per non fare un torto al sovrano, decantano la bellezza degli abiti, e solo un bambino osa dire la verità, semplicemente urlando che “il re è nudo”. Ecco, anche noi di fronte a questo elettrodomestico, siamo come quel popolo che sa, effettivamente, di cucinare con un piccolo, pratico e poderoso fornetto, ma non lo vuole ammettere. Il motivo? La friggitrice ad aria si è rivelata uno strumento molto versatile, con cui realizzare non solo le patatine fritte, ma pollo arrosto, frittate, polpette, plumcake, tortini al cioccolato dal cuore morbido e tante altre ricette salate e dolci che la rendono conveniente anche dal punto di vista del risparmio energetico e sull’olio extravergine di oliva, che rientra tra i prodotti base più cari da mettere nel carrello della spesa.

Un successo inarrestabile che (forse) avrebbe potuto essere italiano
Fred van der Wei è stato un inventore fortunato perché ha assistito al successo della sua idea. Pur essendo scomparso nel 2022, infatti, ha visto l’elettrodomestico venire sempre più richiesto e acquistato, con un boom progressivo dal 2020 che ancora oggi non smette di scendere, tanto che anche sui siti di cucina (Cookist compreso) sono molti i consigli e le preparazioni per sfruttarlo al meglio. Senza contare che in una manciata di anni sono apparsi sul mercato modelli sempre più all’avanguardia, muniti prima di app e ora di intelligenza artificiale. A gennaio 2026, in più, uno studio britannico ha analizzato la presenza nell'ambiente domestico di composti organici volatili (Voc) emessi dai cibi durante la loro cottura, dimostrando che cuocere con questo elettrodomestico inquina di meno. Eppure, la prima friggitrice ad aria conosciuta in Italia fu un grande flop e con i Paesi Bassi non aveva nulla a che fare: era del 2000, era italiana e si chiamava Frittolosa. Anch’essa garantiva di friggere senza olio (cosa impossibile, come ormai assodato in entrambi i casi), ma probabilmente l’alto costo (250-300 mila lire) e il naming che poco spiegava il diverso funzionamento non l'hanno fatta diventare uno degli elettrodomestici must have del terzo millennio.