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21 Aprile 2026 13:00

Feijoa: com’è fatto e come si usa il frutto esotico coltivato anche in Italia

Frutto tropicale di origine sudamericana, la feijoa oggi si trova facilmente anche in Italia e non per importazione: viene coltivata anche da noi, nella Riviera Ligure ma soprattutto in Calabria. Ricca di benefici, scopriamo tutto su questo frutto dal sapore esotico: quando si raccoglie, quali proprietà apporta e come usarla al meglio.

A cura di Martina De Angelis
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Basta sentire il nome del frutto di cui ti stiamo parlando per associarlo subito al Sud America: è un’associazione corretta, perché la feijoa è uno squisito frutto originario proprio di quella zona, molto diffuso nel Brasile meridionale, in Argentina settentrionale, in alcune zone della Colombia e dell'Uruguay. Conosciuto anche come guava ananas o guayabo del Brasile, è un frutto piccolo, ma particolarmente succoso, dolce e saporito, ma la vera sorpresa è che, ad oggi, è piuttosto facile trovarlo anche in Italia. No, non come prodotto d’importazione, ma come vera e propria coltivazione “locale”: la pianta della feijoa, infatti, è una pianta sempreverde appartenente alla famiglia delle Mirtacee, ha trovato un clima ideale in alcune aree italiane e si è adattata perfettamente, rappresentando oggi una piccola eccellenza agricola. Ma di che cosa sa la feijoa, come si usa in cucina e quali sono le sue proprietà? Ecco tutto quello che devi sapere su questo piccolo frutto dal grande sapore.

Che cos’è la feijoa, il frutto tropicale coltivato anche in Italia

La feijoa è il frutto della Feijoa sellowiana, conosciuto in Spagna anche come guayabo del Brasile, o guava ananas: la pianta è un arbusto sempreverde della famiglia delle Myrtaceae, la stessa del mirto per intenderci, coltivato sia come pianta ornamentale (i suoi fiori sono magnifici, bianchi con sfumature rosate e numerosi stami di un rosso carminio), sia per i suoi frutti commestibili, aromatici e ricchi di profumi tropicali. Originaria delle aree subtropicali del Sud America — in particolare degli altopiani di Brasile meridionale, Uruguay, Argentina settentrionale e, in parte, Colombia — questa specie si è evoluta in ambienti montani caratterizzati da climi miti ma non eccessivamente caldi.

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Il suo nome rende omaggio al naturalista portoghese João da Silva Feijó, che nel XVIII secolo studiò a fondo la flora brasiliana, mentre la prima descrizione scientifica completa si deve al botanico tedesco Otto Karl Berg, che ne riconobbe l’unicità. A partire dalla fine dell’Ottocento la feijoa è stata progressivamente introdotta in altre regioni del mondo a clima temperato-caldo, diffondendosi in paesi come Stati Uniti, Nuova Zelanda e nell’area mediterranea. La pianta ha una buona adattabilità e, se trova il microclima giusto, prospera con facilità: ecco perché, nel tempo, ha attecchito particolarmente bene in alcune aree dell’Italia, soprattutto quelle dal clima più mite, dove ha iniziato a crescere e fruttificare con successo.

Dove si coltiva la feijoa in Italia? Le aree climaticamente più adatte

Vedere frutti tropicali coltivati in Italia non è più una sorpresa: è piuttosto noto, ormai, il caso della Sicilia, che un po’ per via dei cambiamenti climatici e un po’ per la ricchezza della sua terra, è diventato territorio di coltivazione ideale per frutti un tempo considerati lontanissimi da noi, per esempio avocado, papaia e mango. Lo stesso vale per la feijoa. Negli ultimi anni il frutto tropicale ha trovato terreno fertile anche in Italia: in questo caso i cambiamenti climatici influiscono meno, si tratta più che altro di un insieme di condizioni climatiche che si sposano particolarmente bene con le necessità della pianta.

La feijoa ama particolarmente il clima mite, con inverni poco rigidi ed estati non eccessivamente aride, motivo per cui ha trovato il suo habitat ideale soprattutto nel Centro-Sud e lungo le fasce costiere, dove l’influenza del mare contribuisce a mitigare le escursioni termiche e a ridurre il rischio di gelate tardive. Regioni come la Toscana, il Lazio, la Sicilia e la Calabria offrono ambienti particolarmente adatti, ma non sono le uniche: la feijoa si trova particolarmente bene anche in alcune zone riparate della Liguria, storicamente tra le prime aree di introduzione della pianta. È diventata piuttosto famosa la coltivazione di feijoa in Campania, in particolare a Sant’Agata de’ Goti, dove la pianta venne introdotta più di sessant’anni fa quando ancora nessuno la conosceva e che oggi vanta una delle più grandi piantagioni di feijoa d’Italia.

Feijoa: com’è fatta e che sapore ha

Cosa rende così speciale e desiderabile la feijoa? A vedere il frutto dall’esterno non sembra particolare: si presenta come una bacca di forma ovale o leggermente allungata, con buccia verde opaca, talvolta leggermente rugosa, che rimane tale anche a maturazione. A rendere davvero speciale il frutto è la polpa racchiusa all’interno, succosa e gelatinosa nella parte centrale, più densa e granulosa verso l’esterno, di colore chiaro tendente al bianco-crema. Questa particolare struttura contribuisce a una consistenza complessa e piacevole, che combina morbidezza e una leggera sensazione sabbiosa, simile a quella della pera matura.

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A livello di gusto, poi, basta dare un morso per innamorarsi della feijoa: in bocca dà una sensazione dolce e aromatica, con un sapore che potrebbe essere descritto come una via di mezzo tra l’ananas e la fragola. Il frutto, infatti, è noto soprattutto per il suo profilo aromatico intenso, fragrante, molto dolce, caratterizzato da note che ricordano un mix di frutti tropicali e mediterranei, con sfumature agrumate e da un leggero retrogusto erbaceo e fresco; in alcuni casi emergono anche delicate note resinose o balsamiche, che rendono il gusto particolarmente originale e riconoscibile. L’equilibrio tra zuccheri e acidità, soprattutto nei frutti ben maturi, contribuisce a una sensazione complessiva vivace ma armonica, che spiega l’interesse crescente verso questo frutto sia per il consumo fresco sia per l’impiego come ingrediente.

Come si mangia e come si usa in cucina la feijoa

La feijoa è un frutto dalle mille sfumature di sapore, caratteristica che lo rende perfetto sia per essere mangiato come frutta fresca, sia per essere utilizzato come ingrediente in altre ricette. Al naturale la feijoa matura si mangia con il cucchiaino, tagliando a metà il frutto e godendo pienamente di tutta la sua bontà e della consistenza piacevole della sua polpa. Ovviamente è perfetto anche tagliato a cubetti e aggiunto alla macedonia, a cui aggiunge una piacevole sfumatura tropicale. La buccia è tecnicamente commestibile, ma spesso viene scartata per via della sua consistenza più coriacea e del sapore leggermente amarognolo, anche se alcuni la apprezzano in abbinamento alla polpa per creare un contrasto più deciso.

Come ingrediente, invece, la feijoa è piuttosto versatile: la puoi trasformare in un’eccellente confettura, facile da preparare unendo la polpa allo zucchero di canna, ma può diventare anche un chutney o una gelatina da usare per farcire torte e tartellette. È ottima per realizzare un succo di frutta del tutto naturale, sta molto bene all’interno dei frullati ed è ideale per arricchire ricette come lo smoothie bowl, il frullato in ciotola cremoso e saziante da gustare al cucchiaio. In ambito dolciario, trova spazio in crostate, torte, mousse e sorbetti, dove le sue note che ricordano ananas e fragola aggiungono complessità al gusto.

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Non mancano utilizzi più creativi anche nel salato: può accompagnare carni bianche, essere inserita in insalate o trasformata in salse agrodolci, sfruttando il contrasto tra la sua componente zuccherina e quella leggermente acidula. Anche le foglie della feijoa sono commestibili e, una volta essiccate, si usano per preparare un ottimo infuso profumato e dolciastro, e persino i petali possono essere mangiati: hanno un sapore dolce e zuccherino, simile al marshmallow, e si prestano a insalate o a essere consumati crudi.

A cosa fa bene la feijoa? Ecco le proprietà e come conservarla

Avrai capito che la feijoa è un frutto davvero molto buono, ma forse non ti aspetti che faccia anche molto bene: se consumato regolarmente, infatti, può essere un valido aiuto per l’organismo. La feijoa conta circa 46 kcal ogni 100 grammi ed è composta principalmente da carboidrati, motivo per cui è utile per sfamare le popolazioni che vivono in condizioni indigenti. Inoltre contiene un buon apporto di fibre e un discreto apporto di proteine, ma anche di sali minerali come potassio, fosforo e calcio. Buono anche il livello di vitamine, in particolare la vitamina C (32,9 mg ogni 100 grammi), folati (vitamina B9) e vitamina K, ma anche vitamine del gruppo B, ed è fonte di importanti antiossidanti come betacarotene, betacriptoxantina, luteina, zeaxantina e licopene (stessa sostanza che si trova nel pomodoro).

Le sue fibre stimolano l'attività dell'intestino e producono un leggero effetto lassativo, ottimo in caso di costipazione: inoltre questo tipo di fibre contribuisce al benessere del colon. Grazie alla vitamina C, la feijoa è in grado di aiutare l'attività del sistema immunitario, mentre le vitamine del gruppo B aiutano il funzionamento del metabolismo. Grazie agli antiossidanti che contiene, la feijoa contribuisce a contrastare lo stress ossidativo.

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Per poter godere di tutti i benefici che il frutto mette a disposizione, è fondamentale scegliere e conservare correttamente la feijoa: non solo così potrai sfruttare le sue proprietà nutritive, ma potrai apprezzarne meglio anche le qualità aromatiche e la consistenza. Al momento dell’acquisto è importante valutare innanzitutto il grado di maturazione: i frutti maturi risultano leggermente morbidi al tatto, cedendo appena a una lieve pressione delle dita, senza però apparire troppo molli o danneggiati. La buccia deve essere integra, di colore verde uniforme e priva di macchie scure o segni di marciume. Un altro indicatore utile è il profumo: una feijoa pronta al consumo emana una fragranza intensa e piacevole, percepibile anche senza tagliarla, mentre se il frutto è poco profumato, significa che non è completamente maturo.

Per quanto riguarda la conservazione, le feijoa mature sono piuttosto delicate e deperibili. Si mantengono in frigorifero per pochi giorni (generalmente 3–5), preferibilmente nel cassetto della frutta, dove temperatura e umidità sono più controllate. I frutti ancora acerbi, invece, possono essere lasciati a temperatura ambiente per completare la maturazione, un po’ come avviene per altri frutti subtropicali; una volta raggiunta la giusta morbidezza, è consigliabile consumarli rapidamente o trasferirli in frigo per rallentarne il deterioramento. Per una conservazione più lunga è possibile congelare la polpa, ma il frutto perderà molta della sua consistenza e risulterà molto morbido dopo lo scongelamento.

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