ingredienti
  • Farina tipo 00 220 gr • 750 kcal
  • Zucchero bianco 40 gr • 750 kcal
  • Uova 2 • 380 kcal
  • Rum bianco 2 cucchiai • 220 kcal
  • Olio extravergine di oliva 2 cucchiai • 79 kcal
  • Burro 40 gr • 380 kcal
  • Lievito in polvere per dolci 8 gr • 600 kcal
  • Sale marino un pizzico • 286 kcal
  • Zucchero a velo • 380 kcal
  • Per farcire
  • Crema alla nocciola • 530 kcal
  • Per friggere
  • Olio di semi d’arachide 1 litro • 690 kcal
Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Le castagnole sono un dolce tipico di Carnevale della Romagna e si chiamano così perché sono palline morbide grandi come una castagna. Sono delle frittelle speciali preparate con un impasto di farina, zucchero e uova e sono conosciute anche come favette.

Come si preparano le castagnole di Carnevale

Setacciate la farina a fontana con il sale e il lievito in una ciotola capiente. Create un foro al centro e mettete le uova, il burro tagliato a dadini, il rum bianco e lo zucchero. Mescolate gli ingredienti con una forchetta fino ad amalgamarli e create un panetto morbido.

Poggiate l'impasto su un piano da lavoro, tagliatelo in parti uguali e create dei cilindri di pasta dallo spessore di un dito facendoli scorrere sul tavolo con le mani.

Tagliate i cilindri a pezzetti e disponeteli sul tavolo separatamente per non farli attaccare tra loro.

Date la forma delle palline ad ogni pezzetto di impasto con movimenti circolari delle mani e metteteli in un piatto.

Scaldate abbondante olio di semi di arachide e friggete le vostre castagnole poche per volta girandole di continuo nella padella finché non risulteranno gonfie e dorate.

Poggiate le castagnole su un piatto ricoperto di carta assorbente aiutandovi con una schiumarola e rotolatele nello zucchero semolato.

Servite le castagnole di Carnevale in un piatto di portata ancora calde.

Consigli

Per aggiungere la nutella alle vostre castagnole, una volta staccati i pezzi di impasto, formate delle palline con le mani, schiacciate ogni pallina e sistemate al centro un cucchiaino di nutella. Richiudete bene, passatela tra le mani per arrotolarla e friggete.

Per farle morbide, il burro utilizzato deve essere precedentemente ammorbidito. L'olio della frittura deve, inoltre, essere caldo ma non bollente.

Spesso le castagnole sono servite con una spolverata di zucchero a velo (così come la ricetta che vi propongo oggi) oppure passate nello zucchero bianco semolato. Ma non tutti sanno che possono essere servite anche con una bagna di alchermes (il classico liquore di colore fucsia che si usa molto in pasticceria) che permette allo zucchero semolato di attaccare ancor meglio  o con del semplicissimo miele colato sopra.

Origini

Le castagnole si chiamano così per la loro forma, simile al frutto dei castagni, e provengono dall'Abruzzo, dalla Lombardia (conosciute come tortelli), dalle Marche, dal Lazio, dal Veneto (conosciute come favette) ma sono anche molto diffuse in alcune zone del Sud Italia come la Campania e la Sicilia. Si parla per la prima volta delle castagnole in un manoscritto della fine del Settecento rinvenuto negli Archivi di Stato di Viterbo. Però, secondo alcune ricerche, già i D'Angiò conoscevano questo dolce, chiamato però struffolo, ma la cui descrizione è perfettamente coincidente con queste deliziose palline di Carnevale.

Varianti

Le castagnole di ricotta sono la vera e propria variante di questo dolce di Carnevale e sono palline fritte e morbide ripiene di una nuvola di ricotta. Potrete prepararle anche senza burro e senza lievito e sfruttare solo l'azione lievitante delle uova.

Tre varianti altrettanto buone di quello che potremmo definire uno dei dolci più rappresentativi del Carnevale sono le castagnole al cioccolato, le castagnole al kamut e alle mele.

Quelle al cioccolato sono la variante più golosa dove si aggiunge il cacao in polvere e le gocce di cioccolato all'interno dell'impasto.

Le castagnole al kamut, invece, si preparano utilizzando la farina di kamut e mezza bustina di cremor tartaro, oltre ai normali ingredienti. Infine le favette alle mele si preparano utilizzando una mela grande e, per bagnare, un bicchiere d'acqua e un cucchiaio di zucchero.

Ottime anche le varianti regionali come, ad esempio, le castagnole siciliane o gli scroccafusi marchigiani ricoperti con miele, alchermes o semplicemente con zucchero.