
Regolare, versatile e adatto a molte preparazioni, il carré di maiale è uno dei tagli più equilibrati della schiena del suino. Tenero ma non fragile, magro ma non asciutto, si presta a cotture rapide così come ad arrosti e preparazioni più strutturate, risultando una scelta affidabile sia in cucina domestica sia in ambito professionale.
Il carré di maiale è uno dei tagli più riconoscibili e utilizzati della macelleria italiana. Si ricava dalla parte centrale della schiena e comprende il lombo con le costole, da cui derivano costolette, braciole e arrosti con osso. La sua popolarità è legata a una combinazione rara: una struttura regolare, una buona tenerezza naturale e una resa in cottura costante.
Rispetto ad altri tagli del maiale, il carré rappresenta un punto di equilibrio: è più tenero e “pulito” rispetto a spalla e collo, ma meno asciutto del filetto; più elegante della pancetta, ma più gestibile nelle porzionature rispetto a tagli molto grassi o irregolari. Per questo motivo è spesso considerato un taglio jolly, capace di adattarsi a tecniche e contesti diversi senza perdere identità.
Com’è fatto il carré di maiale e dove si trova
Il carré di maiale proviene dalla parte dorsale del suino, lungo la schiena, ed è fatto dal lombo con le costole ancora attaccate. È la stessa area anatomica da cui si ricavano lonza e costolette, ma nel carré il taglio viene mantenuto intero, con osso, per garantire maggiore succosità e protezione durante la cottura.
La carne è di colore rosa chiaro, con una fibra fine e compatta: il contenuto di grasso intramuscolare è moderato, mentre può essere presente una sottile copertura di grasso esterna che, se lasciata in parte, contribuisce a mantenere la carne morbida e aromatica. L’osso svolge un ruolo fondamentale: rallenta la dispersione del calore e aiuta a preservare i succhi interni, migliorando la resa finale.
Dal carré intero si ottengono diversi tagli:
- Costolette o braciole, se porzionato a fette;
- Carré arrosto, se cotto intero o in tranci.
- Arista (con osso)/lonza (senza osso), nella terminologia di alcune regioni.
Lonza, carré e arista provengono tutti dalla stessa parte del maiale, la schiena, ma si distinguono per la presenza dell’osso e per l’uso del termine. Questa cosa spesso generea confusione:
- La lonza è il muscolo della schiena senza osso ed è il taglio di base.
- Il carré è la lonza con le costole attaccate, quindi un taglio con osso, da cui si ricavano costolette e arrosti.
- L’arista non è un taglio anatomico diverso: è il nome tradizionale dato al carré destinato all’arrosto, generalmente con osso, soprattutto nell’uso gastronomico e di macelleria italiano. Per questo motivo, nella pratica, arista e carré vengono spesso considerati quasi sinonimi, mentre la lonza si distingue perché è sempre disossata. In alcune regioni italiane, però, nel linguaggio comune, arista e lonza vengono usati allo stesso modo per indicare un taglio senza osso (quindi quello che tecnicamente è la lonza): da wui nasce la confuzuone.
In inglese il carrè di maiale è indicato soprattutto come rack of pork, termine usato per il taglio intero con le costole, tipico degli arrosti. In ambito commerciale e descrittivo si trova anche bone-in pork loin, che specifica chiaramente la presenza dell’osso. Dallo stesso taglio si ricavano le pork chops, mentre la lonza disossata prende il nome di pork loin.

Un taglio centrale della schiena, tra tenerezza e struttura
Il carré è considerato un taglio di prima categoria, grazie alla sua posizione anatomica poco sollecitata dal movimento dell’animale. Questo si traduce in una carne tenera, ma non fragile, con una masticazione definita e piacevole.
Rispetto al filetto di maiale, che è estremamente magro e delicato, il carré offre una maggiore struttura e una migliore tolleranza in cottura. Non è un taglio che si “scioglie” immediatamente, ma mantiene consistenza e succosità anche con temperature elevate o tempi leggermente più lunghi. Proprio questa stabilità lo rende ideale per chi cerca risultati affidabili senza dover ricorrere a tecniche complesse.
Dal punto di vista nutrizionale, il carré di maiale fornisce proteine di alta qualità, vitamine del gruppo B e un contenuto di grassi moderato. È meno calorico rispetto a pancetta e collo, ma più equilibrato rispetto ai tagli estremamente magri, risultando adatto a un consumo regolare all’interno di una dieta varia.
Carré, lonza, filetto e costine: differenze a confronto
Il confronto più immediato è con la lonza, che deriva dallo stesso muscolo ma viene disossata. La lonza è più magra e delicata, ma anche più sensibile agli errori di cottura; il carré, grazie all’osso, risulta più protetto e succoso.

Rispetto al filetto di maiale, il carré è meno tenero ma decisamente più saporito e versatile: il filetto è indicato per cotture rapidissime e porzioni piccole, mentre il carré si presta a preparazioni più strutturate.
Le costine, infine, derivano dalla stessa area ma comprendono una maggiore quantità di osso e tessuto connettivo: sono più grasse e rustiche, ideali per griglia e cotture informali, mentre il carré mantiene un profilo più equilibrato ed elegante.
Il carré di maiale in cucina: versatilità controllata
Il carré è uno dei tagli di maiale più versatili in assoluto, ma dà il meglio di sé con cotture ben calibrate, che rispettino la sua natura relativamente magra.
1. Carré arrosto: la preparazione più classica

La cottura al forno è uno degli impieghi più tradizionali del carré. Cotto intero o in grossi tranci, permette una distribuzione uniforme del calore e valorizza la presenza dell’osso. Il carré di maiale arrosto con erbe aromatiche è un grande classico della cucina italiana: rosolatura iniziale, cottura moderata e riposo finale sono fondamentali per ottenere una carne succosa e ben legata.
2. Costolette e braciole alla griglia o in padella

Tagliato a fette, il carré diventa la base delle classiche costolette di maiale. La presenza dell’osso protegge la carne durante la cottura diretta, rendendola ideale per griglia e piastra. La reazione di Maillard sviluppa aromi intensi, mentre l’interno resta morbido se la cottura è ben controllata. In padella, le braciole di carré permettono una gestione più precisa del calore e dell’aromatizzazione, ad esempio con burro, salvia o rosmarino.
3. Carré in padella e rifinito al forno

Una tecnica intermedia molto usata in cucina professionale prevede una rosolatura rapida in padella, seguita da una finitura in forno. Questo metodo consente di ottenere una superficie ben colorita e una cottura interna uniforme, riducendo il rischio di asciugare la carne.
4. Preparazioni farcite

Il carré può essere inciso e farcito con ingredienti aromatici o leggermente grassi, come pancetta, erbe, formaggi o frutta secca. Il ripieno aiuta a compensare la relativa magrezza del taglio e aggiunge complessità aromatica, rendendo il carré adatto anche a preparazioni più elaborate.
Come scegliere un buon carré di maiale
Quando si acquista un carré di maiale, è importante osservare alcuni dettagli che ne rivelano la qualità.
- Il colore della carne dovrebbe essere rosa chiaro e uniforme. Tonalità troppo scure o grigiastre possono indicare una carne meno fresca o di qualità inferiore.
- La fibra deve apparire compatta e regolare: questo è un buon segno di freschezza e garantisce una consistenza tenera dopo la cottura.
- Il grasso è un altro elemento da valutare con attenzione. Deve essere bianco e sodo, mai ingiallito, perché il colore giallo può indicare un prodotto vecchio o mal conservato.
- L’osso, infine, deve essere pulito e ben sezionato: un osso scuro o con schegge è spesso indice di una lavorazione poco accurata.
Anche il tipo di taglio va scelto in base alla preparazione:
- Per arrosti e cotture al forno è meglio optare per un carré intero oppure diviso in tranci spessi, che restano più succosi.
- Per la griglia o la padella, invece, sono ideali le costolette alte almeno 2 cm, perché cuociono in modo più uniforme e mantengono meglio la morbidezza.

Scegli il carré di maiale se…
- Vuoi un taglio versatile, adatto a molte tecniche di cottura;
- cerchi una carne tenera ma con una buona struttura;
- desideri una resa affidabile anche senza tecniche avanzate;
- apprezzi un equilibrio tra magro e sapore;
- vuoi un taglio adatto sia a cucina domestica sia professionale.
Non scegliere il carré se…
- Cerchi una carne molto grassa e intensamente marezzata;
- prevedi cotture lunghe e umide come stufati o brasati;
- desideri la massima morbidezza possibile, tipica del filetto;
- preferisci tagli economici per lunghe preparazioni rustiche.