
La carpa è uno dei pesci d’acqua dolce più conosciuti e diffusi al mondo. Appartenente alla famiglia dei Ciprinidi, è apprezzata soprattutto in molte cucine tradizionali dell’Europa Centrale e Orientale, ma anche in Italia vanta una lunga presenza storica (è stata introdotta durante l’Impero Romano) e il suo habitat naturale sono i laghi, i fiumi e gli stagni. Dal punto di vista nutrizionale è un alimento interessante e spesso sottovalutato, un po’ come succede con diverse specie ittiche che non provengono dal mare: le sue carni sode e sapide forniscono proteine ad alto valore biologico, acidi grassi omega-3 e minerali, in particolare fosforo e potassio, e vitamine, come la B12. Approfondiamo la sua conoscenza in termini di benefici ed eventuali controindicazioni, vedendo anche come valorizzarla al meglio nelle ricette.
Che cos’è la carpa: caratteristiche e varietà
La carpa è un pesce robusto e facilmente adattabile alle diverse condizioni ambientali, caratteristiche che ne hanno favorito l’allevamento e, quindi, la reperibilità. Si tratta di una specie d'acqua dolce originaria dell’Asia e dell’Europa Orientale conosciuta fin dai tempi antichi. Il suo nome scientifico è Cyprinus carpio, con cui si definisce la carpa comune, ha una forma ovoidale allungata, una colorazione variabile che va dal dorato al bruno-verdastro e dimensioni notevoli, potendo superare il metro di lunghezza: alcuni esemplari raggiungono i 30 kg di peso, con i maschi che sono generalmente più piccoli delle femmine. Tra le varietà più note ci sono, a seconda di come si presenta la livrea, la carpa regina (la più comune), completamente ricoperta di scaglie; la carpa nuda che, al contrario, ne è sprovvista; la carpa a specchi, caratterizzata da poche squame grandi e irregolari. Da citare anche la carpa koi, selezionata a scopo ornamentale (non si mangia), è la star dei giardini zen giapponesi, attirando l’attenzione per le sue combinazioni di colori e la sua eleganza.

I benefici del Cyprinus carpio
La carpa è un pesce d’acqua dolce meno “pesante” di quanto si pensi. Ha un contenuto calorico medio (210 kcal in una porzione da 150 gr), fornisce proteine di alta qualità e rientra nella categoria del semigrassi (7,1 gr per 100 gr). I dati delle tabelle nutrizionali del CREA indicano anche una discreta presenza di vitamine del gruppo B, in particolare B12 e niacina, insieme a fosforo e potassio, micronutrienti che giocano un ruolo importante nel metabolismo, nella funzione muscolare e nella salute di ossa e nervi. Non mancano nemmeno i grassi polinsaturi, inclusi gli omega-3: non ai livelli del pesce azzurro, ma sufficienti per dare un contributo all’interno di una dieta varia. I benefici principali associati al consumo di carpa includono:
Amica della salute cardiovascolare
Anche se meno ricca di omega-3 rispetto a sgombri o sardine, la carpa contiene acidi grassi insaturi che contribuiscono a mantenere in equilibrio il profilo lipidico. Diversi studi nel corso del tempo dichiarano che il consumo regolare di pesce può essere associato a un minor rischio cardiovascolare, soprattutto se inserito in uno stile alimentare equilibrato.
Apporta minerali utili all’organismo
Stiamo parlando soprattutto di fosforo e potassio. Del primo se ne contano 330 mg in una porzione di 150 gr, e oltre a essere un alleato di ossa e denti partecipa ai meccanismi di produzione dell’energia cellulare, mentre il secondo (429 mg) è essenziale per la contrazione muscolare e la trasmissione degli impulsi nervosi. Vi è anche la presenza di selenio (16,2 µg in 100 gr), in veste di antiossidante.
Supporto alla massa muscolare
L’elevato apporto di proteine complete fornisce gli aminoacidi essenziali necessari per il mantenimento e il rinnovamento dei tessuti muscolari. Studi sull'assunzione regolare di pesce evidenziano come le proteine ittiche siano particolarmente digeribili e utili nel preservare la massa magra, soprattutto negli adulti e negli anziani.

Controindicazioni
Il consumo di carpa non presenta particolari controindicazioni. A cosa fare attenzione? Come sottolinea l’Istituto Humanitas, le sue carni sono ricche di colesterolo (84,11 mg per 100 gr) e quindi risulta un alimento da portare in tavola con moderazione: in generale, l’assunzione di colesterolo non dovrebbe superare i 300 mg al giorno (nel caso degli adulti in buono stato di salute) e i 200 mg al giorno (per chi presenta problemi cardiovascolari nella sintesi degli acidi nucleici e dell’emoglobina). Chi soffre di gotta dovrebbe limitare o evitare la carpa perché è un alimento moderatamente ricco di purine, sostanze che nell’organismo vengono metabolizzate in acido urico: un eccesso nel sangue può favorire il peggioramento dei sintomi, come attacchi improvvisi di dolore, gonfiore e infiammazione. Si lega in modo trasversale alla salute anche la presenza di molte lische, da togliere con cura prima di servire, in quanto se ingerite oltre a essere fastidiose potrebbero far riportare danni al cavo orale.
Come si usa in cucina
La carpa prima di essere cucinata ha bisogno di qualche trattamento preliminare. Le sue carni sono sode e saporite, ma lo scegliere i fondali fangosi come luogo preferenziale per vivere porta ad avere sentori terrosi che spesso hanno bisogno di essere ingentiliti mediante marinature. Una volta squamata ed eviscerata, si consiglia di mettere la carpa in ammollo in acqua insieme a limone o aceto, oppure nel latte, per poi condirla con vino bianco, erbe aromatiche, aglio o spezie a piacere. Si può cucinare al forno, alla griglia, in umido: tra le ricette classiche made in Italy c’è la carpa in porchetta tipica del Lago Trasimeno, con pancetta o prosciutto, lardo, rosmarino e finocchietto selvatico. Nelle aree della Pianura Padana, invece, compare il carpione, con i filetti che vengono prima fritti e poi marinati: in passato era un metodo molto popolare per conservare non solo il pesce di lago, ma anche carne e ortaggi. Senza dimenticare la carpa affumicata, proprio come si fa con il salmone, la trota o la tinca, grazie alla polpa tenera e gustosa che ben si presta a essere valorizzata con questa tecnica.