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Al grido di "torniamo concorrenti" Burger King decide di vaccinare 4000 dipendenti in Italia e aggiunge altrettante dosi per le micro imprese del settore. Il colosso del fast food ha aderito alla campagna di vaccinazione aziendale proposta dalle autorità nazionali e, oltre a vaccinare i propri lavoratori, ha deciso di offrire 4000 vaccini per le piccole imprese della ristorazione italiana.

Oltre al vaccino, Burger King Italia metterà a disposizione anche le proprie strutture e pagherà il personale medico sanitario necessario per vaccinare chi aderirà all'iniziativa, provando ad uscire il prima possibile dalla pandemia.

Sei un piccolo ristoratore? Ti vaccina Burger King

L'adesione alla campagna vaccinale aziendale è aperta a tutte le imprese ma, vista la crisi scaturita dall'anno e mezzo di pandemia, non tutti potranno permetterselo. Proprio per questo motivo il fast food ha deciso di aiutare il proprio settore organizzando la somministrazione di 4000 vaccini per i piccoli ristoratori italiani.

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Aderire è molto semplice: se siete titolari di ristoranti, bar, gelaterie, sushi bar, pizzerie, se vendete kebab o qualsiasi altro prodotto tematico sul territorio italiano e avete un fatturato al di sotto dei 500.000 euro, con un massimo di 4 dipendenti, potete vaccinarvi gratuitamente con Burger King.

L'azienda nata a Miami nel 1954 ha aperto un sito, torniamoconcorrenti.it, in cui è possibile iscriversi inserendo le proprie credenziali. I ristoratori che avranno soddisfatto i requisiti verranno poi contattati secondo le tempistiche concordate con le singole autorità regionali.

Il general manager di Burger King Italia, Andrea Lazzaroni, rilancia la proposta chiedendo "agli altri grandi attori della ristorazione di  fare altrettanto. È un importante atto di responsabilità sociale da compiere per accelerare il superamento della pandemia e facilitare la ripartenza". Lazzaroni sottolinea che questa vaccinazione non inciderà in alcun modo sulla programmazione riservata a tutti i cittadini e che le dosi acquistate dal fast food non verranno tolte agli italiani. Questa sarà un'opportunità aggiuntiva rispetto alle modalità ordinarie della sanità locale.

La multinazionale americana ha pubblicato una sorta di lettera di intenti, rivolgendosi ai ristoratori italiani: "Sa qualche tempo ormai ci chiediamo come contribuire alla ripresa del nostro settore. Ci sembra di essere tutti nella stessa situazione, ma chi riscontra le difficoltà maggiori sono sempre i più piccoli. Volevamo trovare il modo di dare una mano al ristorante di quartiere, al bar sotto casa e alla pizzeria a gestione familiare, come si fa tra colleghi. In effetti, è proprio questo pensiero che ci ha dato l'idea per una soluzione: comportarci da colleghi". La lettera prosegue spiegando le modalità di adesione e termina con un messaggio di speranza: "Per tornare a essere concorrenti, contiamo sulle vostre braccia".