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15 Febbraio 2026 13:00

Biscotti per bambini: come leggere le etichette

Oggi dedichiamoci a un argomento spinoso e, per certi versi, divisivo: i biscotti per bambini. Vediamo come sceglierli, come leggere le etichette e che ruolo riservare nell’alimentazione dei più piccoli.

A cura di Verdiana Ramina
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Quando parliamo di biscotti per bambini, non stiamo scegliendo “solo” una merenda o una colazione. Stiamo passando un messaggio alimentare che, giorno dopo giorno, contribuisce a costruire abitudini, gusti e aspettative dei nostri figli. E tutto questo, non è un esercizio da genitori fanatici della nutrizione, ma uno strumento concreto di cura.

Dobbiamo essere innanzitutto ben consapevoli del fatto che nessun alimento vive escluso dal contesto in cui è inserito e che nessun biscotto va demonizzato. Ma capire cosa stiamo offrendo e, alla fine, valutare con quale frequenza lo stiamo facendo, fa davvero la differenza.

Perché è importante leggere le etichette dei biscotti per bambini

I biscotti sono tra gli alimenti più presenti nell’alimentazione infantile: spesso proposti a colazione e merenda, ma anche come “premio” per gli irriducibili che ancora danno al cibo questo significato. Proprio per questa ragione, anche piccole differenze di composizione diventano rilevanti nel tempo.

Le principali linee guida internazionali come quelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ci ricordano che nei primi anni di vita è fondamentale limitare l’esposizione a zuccheri liberi e sapori eccessivamente dolci, perché influenzano le preferenze future. Leggere l’etichetta non è quindi una mera questione stilistica, ma serve a una cosa molto semplice: capire se quel biscotto può a tutti gli effetti far parte di un’abitudine tutto sommato ricorrente o è meglio dedicargli un consumo più che occasionale.

Quali ingredienti controllare per primi: zuccheri, grassi, sale e farine

Sei al supermercato e stai scegliendo un biscotto per il tuo bambino. Quando giri la confezione, prova a mettere da parte per un attimo i mille colori scelti per arricchire il packaging e a concentrarti sull’elenco degli ingredienti, che è sempre scritto in ordine decrescente di quantità. È lì che trovi le informazioni davvero utili.

1. Zuccheri (anche quando non si chiamano così)

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Lo zucchero può presentarsi sotto molte forme diverse. In etichetta puoi trovare, ad esempio:

  • saccarosio;
  • sciroppo di glucosio o glucosio-fruttosio;
  • miele;
  • succo di frutta concentrato;
  • maltodestrine.

Dal punto di vista metabolico, l’effetto è simile. Se uno di questi ingredienti compare tra i primi posti della lista, significa che il biscotto ne contiene una quantità rilevante, indipendentemente dal fatto che lo zucchero sia percepito come “naturale” o meno.

2. Grassi: tipo e quantità

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Burro, olio di palma, oli vegetali non specificati, olio di girasole alto oleico: i grassi non sono tutti equivalenti, né dal punto di vista nutrizionale né tecnologico. Nei biscotti il grasso serve a dare struttura, migliorare la conservazione e rendere il prodotto più gradevole al palato. In generale, più un biscotto è friabile e “scioglievole”, più è probabile che ne contenga una quantità importante. Se i grassi compaiono tra i primi posti e sono grassi derivanti da oli tropicali o idrogenati, siamo di fronte a un alimento energeticamente denso e non perfettamente calzante con la dieta mediterranea: non è un problema in sé, ma è un’informazione utile per non proporlo con leggerezza ogni giorno.

3. Sale: spesso poco visibile, ma presente

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Il sale nei biscotti non si percepisce sempre in modo evidente, ma spesso è incluso in quantità rilevanti: serve a esaltare il gusto e a bilanciare la dolcezza, anche nei prodotti destinati ai bambini. Nei primi anni di vita l’apporto di sale dovrebbe essere naturalmente basso, perché i bambini non hanno bisogno di alimenti sapidi e un’esposizione precoce abitua il palato a sapori più intensi. Anche qui vale la stessa regola: se il sale compare in alto tra gli ingredienti (o se il contenuto di sodio riportato nella tabella nutrizionale è elevato), è un dato da tenere a mente nel bilancio complessivo della giornata.

4. Farine: raffinate o integrali?

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Diciamo che il biscotto non è esattamente l’alimento in cui andare a cercare una farina integrale: nella dieta è sempre meglio privilegiare la frutta, la verdura e i legumi, ma anche i cereali integrali una volta terminato il periodo dello svezzamento. Però riconoscere come ingrediente una farina integrale ha un senso nutrizionale quando si trova in alto nella lista. Se compare in percentuali minime accanto a farine raffinate, l’effetto sul profilo nutrizionale del biscotto è marginale, altrimenti potrebbe effettivamente contribuire all'apporto di fibra della giornata.

Come interpretare diciture nutrizionali e indicazioni in etichetta

Come immagini, per interpretare le diciture nutrizionali serve un po’ di spirito critico. Provo adesso a indicarti due o tre punti da tenere a mente:

  • Se un biscotto si presenta “senza zuccheri aggiunti” può comunque contenere naturalmente zuccheri (dalla frutta, per esempio) oppure concentrati di succo di frutta, che possiedono il medesimo effetto metabolico.
  • I biscotti “fonte di fibre” devono essere maneggiati con la stessa cautela: quante fibre contengono per porzione? Sono realmente più utili rispetto a una porzione adeguata di frutta e verdura? Un biscotto non diventa “salutare” perché ha un contenuto di fibre mediamente maggiore, se resta comunque molto zuccherato e grasso.
  • I prodotti formulati “per la crescita” e “per l’infanzia” non sono altro che prodotti ben ideati da punto di vista commerciale. Non garantiscono automaticamente di essere migliori rispetto ad altri prodotti.

Biscotti “per l’infanzia” e biscotti comuni: quali differenze reali?

I biscotti per l’infanzia (generalmente riservati alla fascia d’età di 6–36 mesi) sono regolati da una normativa specifica (Reg. UE 609/2013) e devono rispettare limiti più stringenti su residui di fitofarmaci, sicurezza alimentare e composizione.

Questo però non li rende automaticamente ideali: se hai già letto il mio articolo dedicato al baby food sai che occorre approcciarsi a questa categoria di alimenti in modo piuttosto critico anche e soprattutto perché la cosa importante da valutare è come e quando vorrai inserire questi alimenti nell’alimentazione del tuo bambino: sotto l’anno, i biscotti per l’infanzia non hanno realmente un posto nella dieta del nuovo arrivato.

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Come scegliere i biscotti più adatti (e quando è meglio limitarli)

Nella vita di tutti i giorni non mi muovo solo con lo sguardo di una dietista, ma anche con quello di una mamma di due bambine. Ed è proprio in questo intreccio continuo tra competenze e quotidianità che nascono i criteri più utili, quelli che funzionano davvero quando sei al supermercato o quando devi decidere cosa mettere in tavola.

Dopo aver guardato con attenzione la lista degli ingredienti e la tabella nutrizionale, c’è un passaggio che spesso viene sottovalutato, ma che è forse il più importante: chiedersi con quale frequenza quel biscotto entrerà nella routine. Un prodotto non è mai “giusto” o “sbagliato” in assoluto; lo diventa nel modo in cui viene proposto, nel contesto e nella ripetizione.

Limitare il consumo di biscotti non significa bandirli né caricarli di significati speciali. Significa, più semplicemente, rimetterli al loro posto: non come base dell’alimentazione, non come scelta automatica, ma come alimento che può comparire ogni tanto, con consapevolezza.

È questa consapevolezza quotidiana – prima ancora della singola etichetta – che aiuta i bambini a costruire un rapporto equilibrato con il cibo: fatto di scelte, di varietà e di normalità, senza eccessi né rigidità.

In altre parole: un biscotto resta un biscotto anche se contiene gli ingredienti “migliori” del mondo. Sta a noi riservargli la giusta frequenza nella dieta dei più piccoli.

Verdiana, la Dietista delle famiglie

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