Una nuova ondata di attacchi informatici sta mettendo in difficoltà i supermercati di mezza Europa, e nel mirino ci sono ancora i sistemi di refrigerazione. Tra la notte di domenica 01 e lunedì 02 novembre 2026 sono state segnalate anomalie in diversi punti vendita di Belgio, Svezia, Estonia, Paesi Bassi e Irlanda. In alcuni impianti freezer e banchi frigo si sono trasformati in veri e propri forni, con temperature salite fino a 50 gradi sopra lo zero. Il problema ha toccato anche l’Italia. In Sicilia almeno quattro supermercati a marchio Coop hanno visto la temperatura dei banchi alimentari impennarsi nel cuore della notte, e il personale ha dovuto buttare la merce deteriorata, con danni per diverse migliaia di euro. Il modello è lo stesso già visto in Francia lo scorso 12 ottobre, e questo fa pensare a una regia comune.
La situazione in Italia
Il caso più evidente riguarda la Sicilia. A raccontarlo è Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza, che gestisce in franchising supermercati con il marchio Coop. L’intrusione è avvenuta intorno alle 4 del mattino e ha colpito tre punti vendita a Catania e uno a Palermo. Chi ha agito ha modificato i parametri di temperatura: i banchi si sono surriscaldati e gli alimenti si sono rovinati.
"Abbiamo avuto la conferma che si tratta di un attacco hacker in almeno quattro supermercati Coop in Sicilia", ha detto Spadaro all’Adnkronos. E ha aggiunto: "La situazione è al momento sotto controllo, il problema è stato già circoscritto". Il direttore ha poi spiegato: "Abbiamo già contattato l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e attivato i protocolli per fare indagini in profondità". La Polizia postale sta ricostruendo l’origine degli attacchi e verifica possibili collegamenti con gli episodi negli altri Paesi. L’Acn ha inoltre ricevuto la segnalazione di un attacco informatico da una società toscana di ristorazione collettiva e ne ha individuato un altro ai danni di un’azienda emiliano-romagnola produttrice di surgelati.
Ma i supermercati Coop non sarebbero gli unici ad aver subito le conseguenze degli attacchi: secondo quanto riportato da RaiNews, anche tre punti vendita a marchio Decò in Sicilia avrebbero registrato problemi ai sistemi di refrigerazione.

Gli attacchi negli altri Paesi europei
Il Belgio è tra i Paesi più colpiti. Delhaize, Carrefour, Intermarché e Spar hanno segnalato "incidenti informatici" in decine di negozi, sia nelle Fiandre sia in Vallonia. Le catene hanno spiegato che gli hacker hanno attivato a distanza la modalità di sbrinamento degli impianti, e le temperature di frigoriferi e congelatori hanno superato i limiti di legge. Per il portavoce di Carrefour Belgio, Mich Vergauwen, non ci sono dubbi: "Si tratta di cyberattacco, non c’è altra spiegazione".
Sugli episodi si è espressa anche l’Unione europea, che ha definito la situazione "altamente preoccupante". Il commissario all’Agricoltura Christophe Hansen ha parlato di "un tentativo deliberato di interrompere la nostra catena di approvvigionamento alimentare e di minare la fiducia dei consumatori". Per Hansen è "un monito che dobbiamo prendere sul serio". Il commissario ha precisato che la sicurezza alimentare nell’Ue "non è attualmente a rischio", ma ha avvertito che "lo spreco alimentare e l’impatto sulle imprese sono reali".
Un portavoce dell’esecutivo europeo ha sottolineato come questi episodi dimostrino che gli attacchi informatici possono "avere ripercussioni sulle imprese e incidere direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini". E ha aggiunto che l’Ue "dispone di diversi strumenti per rispondere agli attacchi".
Come fanno gli hacker a prendere il controllo dei frigoriferi
Il punto debole sarebbe il dispositivo elettronico che regola il funzionamento dei frigoriferi. Supermercati, magazzini alimentari e impianti industriali usano sistemi centralizzati per gestire da remoto temperatura delle celle, compressori, allarmi e cicli di sbrinamento. In questo modo i tecnici possono intervenire senza raggiungere fisicamente ogni apparecchio.
Lo stesso collegamento può però trasformarsi in una porta d’ingresso per i criminali informatici. Succede quando le interfacce di gestione sono esposte direttamente su internet, protette da credenziali deboli o installate su dispositivi con software obsoleto.

Secondo le ricostruzioni, in Francia gli aggressori hanno sfruttato proprio le funzioni pensate per la manutenzione. Una volta dentro, hanno cambiato i parametri delle celle e attivato lo sbrinamento, il ciclo che di norma elimina il ghiaccio accumulato negli impianti. In alcuni casi lo sbrinamento sarebbe stato allungato da un’ora a otto ore, ritardando anche l’attivazione degli allarmi. Il risultato è stato un aumento incontrollato delle temperature e l’interruzione della catena del freddo, con ingenti danni economici.
Le misure in Italia e l’incontro di oggi
Martedì 3 novembre 2026 alle 11:30 è prevista a Palazzo Chigi una riunione coordinata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, autorità delegata ai servizi segreti. Partecipano il direttore dell’Acn e i direttori di Aisi e Aise, le agenzie di intelligence per l’interno e per l’estero. Sul fronte operativo, l’Acn ha intensificato il monitoraggio e diffuso indicazioni rivolte a supermercati, produttori alimentari, operatori logistici e società che gestiscono gli impianti. Sarebbe previsto anche un confronto con la grande distribuzione.