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17 Maggio 2026 18:00

Arrivano le etichette commestibili: alla scoperta dell’invenzione del Politecnico di Milano

Il Consorzio Melinda, che ha giocato un ruolo chiave in questa ricerca, ha già testato le etichette commestibili ottenendo risultati particolarmente incoraggianti.

A cura di lorenzonapolitano
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Le invenzioni nel campo alimentare continuano a stupire: ben presto, potrai mangiare un'etichetta. Ma in che senso? Grazie ad Appeal, il progetto finanziato dal Fondo Italiano per le Scienze Applicate e coordinato dal Politecnico di Milano insieme a sette partner, le etichette su frutta e verdura potrebbero diventare commestibili e compostabili. L'innovazione è stata presentata nei giorni scorsi durante il webinar "Oltre l'etichetta: ricerca, sostenibilità e innovazione", promosso dall'ateneo milanese. Il fatto che l'etichetta sia mangiabile, oltre a suscitare curiosità e stupore, rappresenta una risposta concreta alle grandi sfide ambientali e apre a nuove prospettive per la bioeconomia circolare, un comparto che in Europa vale circa 3mila miliardi di euro e vede l'Italia tra i Paesi leader, con oltre 400 miliardi di valore generato e più di 2 milioni di occupati.

Un'etichetta commestibile, perché è importante

Non si tratta soltanto di una curiosità tecnologica: le etichette edibili potrebbero ridurre l’impatto ambientale dei piccoli rifiuti plastici e migliorare la sicurezza alimentare, evitando l’ingestione accidentale dei tradizionali bollini adesivi applicati su frutta e verdura.

Ogni anno in Italia raccogliamo milioni di tonnellate di rifiuti organici raccolti nella frazione umida, ma spesso questa montagna di rifiuti è "inquinata" dai bollini di plastica della frutta. Attraverso il progetto appeal l'etichetta diventa biodegradabile ed edibile: i ricercatori del Politecnico di Milano hanno realizzato un prodotto commestibile, ottenuto da ingredienti vegetali e matrici a base di polisaccardi e pectina, una sostanza recuperata dagli scarti delle mele. Grande attenzione è stata dedicata anche allo sviluppo di film edibili, cioè strati sottili di materiali naturali progettati per avvolgere o proteggere alimenti, colle alimentari a base di acqua e inchiostri compatibili con la stampa food-grade. Ciò per garantire sicurezza, stabilità ma anche leggibilità delle informazioni. "Con Appeal abbiamo voluto trasformare un problema ambientale in un'opportunità concreta di innovazione", ha spiegato Carlo Spartaco Casari, ordinario di fisica della materia al Politecnico di Milano e Principal Investigator del progetto. Infine, ha concluso affermando: "Queste etichette sicure, edibili e industrialmente scalabili possono ridurre l'impatto dei materiali plastici e introdurre nuove funzioni per l'autenticazione dei prodotti agroalimentari. Il prossimo passo sarà lavorare insieme ai partner per portare questa tecnologia sul mercato".

Oltre ai profili ambientali, queste ricerche mirano anche a ottenere importanti risultati in materia di sicurezza alimentare. Infatti, l'ingestione di etichette tradizionali è un fenomeno molto diffuso: secondo le stime, gli italiani ne ingerirebbero inconsapevolmente tra i 9 milioni e i 22 milioni ogni anno. Chiaramente questi nuovi bollini sono stati testati, ed i risultati sono stati spiegati da Ilaria Vitali, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Mediche all'Università di Ferrara: "I risultati hanno evidenziato un'elevata biocompatibilità e l'assenza di segnali di danno cellulare, genotossicità o immunotossicità. Anche dopo la digestione simulata secondo protocollo infogest – continua Ilaria – i campioni si sono dimostrati sicuri per i modelli intestinali ed epatici analizzati". Determinante, tra l'altro, è stato il contributo del Consorzio Melinda, che ha già testato le etichette ottenendo risultati particolarmente incoraggianti.

Non solo un bollino

L'etichetta, inoltre, come si legge sul comunicato del Politecnico di Milano, è progettata su tre livelli di sicurezza, con accesso differenziato alle informazioni lungo tutta la filiera: i dati pubblici possono essere letti tramite smartphone dai consumatori, che possono, tra le altre cose, verificare l'autenticità dell'etichetta utilizzando semplici torce UV; le informazioni avanzate e riservate, invece, sono accessibili agli operatori attraverso strumenti ottici dedicati. Il progetto Appeal, attraverso tutti questi aspetti, dimostra che il futuro del packaging non passa soltanto dal riciclo, ma dalla trasformazione l'imballaggio in qualcosa di naturale e, addirittura, commestibile.

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