
Può capitare di avere sete, fame o la necessità di dare qualcosa da mangiare a un bambino mentre si è al supermercato a fare la spesa. O ancora, di voler provare una penna se funziona oppure odorare un bagnoschiuma per sentirne il profumo. Così, tra gli scaffali, non è raro vedere qualcuno aprire una bottiglietta d'acqua, addentare un frutto o svitare il tappo di un flacone. Un comportamento all’apparenza innocuo, talvolta considerato poco educato, ma rischioso, in quanto può essere considerato alla stregua di un tentativo di furto, dato che non sempre è chiara e dimostrabile l'intenzione di voler pagare il prodotto una volta che si è giunti in cassa.
Cosa succede se apri o consumi un prodotto prima di pagarlo
Probabilmente non ce ne rendiamo conto, ma mentre facciamo la spesa stiamo instaurando un rapporto “contrattuale” con il supermercato, nonostante non esista un vero e proprio contratto scritto: come clienti ci impossessiamo di merce che mettiamo nel carrello, impegnandoci a pagarla prima di uscire. Fino al passaggio in cassa la merce resta di proprietà del supermercato e il cliente ne ha soltanto la custodia temporanea nel carrello, pur conservando la libertà di riposizionarla sullo scaffale se cambia idea. La situazione a livello logico si complica quando consumiamo tra i corridoi parte di ciò che dobbiamo ancora acquistare: non esiste una norma che vieti in maniera assoluta di usufruire di un prodotto prima di arrivare alla cassa, ma il problema riguarda soprattutto l’intenzione con cui questa azione viene compiuta. Mostrare la confezione vuota al cassiere dimostra l'intenzione di pagare ed esclude il reato; al contrario, consumare un alimento e nasconderne l'involucro configura il reato di furto (art. 624 c.p.), delitto punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 154 a 516 euro. Diverso è il caso di chi consuma un alimento e poi abbandona la confezione sugli scaffali o la nasconde, con lo scopo di evitare il pagamento, rendendo impossibile o molto più difficile per il personale identificarlo e addebitarlo.
Differenza tra aprire una confezione e danneggiare il prodotto
Se si apre una confezione, ma la si conserva e la si porta alla cassa, il prodotto, anche se finito, rimane identificabile e il cliente può pagarlo regolarmente. Lo stesso vale, in linea generale, per chi comincia a consumare un alimento e tiene con sé l'involucro con il codice a barre, così che possa essere regolarmente passato. Diversa è la situazione quando si apre un imballaggio, se ne usa solo una parte (come mangiare qualche biscotto da un sacchetto) e lasciare il resto sullo scaffale. In quel caso, si ha sottratto impropriamente della merce e il prodotto non è più vendibile a terzi, causando un danneggiamento all’esercente che può contestare il comportamento, chiedere di pagare la merce completa, facendo anche intervenire eventualmente le forze dell’ordine. Si tratta di recare un potenziale danno alla merce anche se la quantità resta invariata quando si rovina la confezione, senza la possibilità di tornare alla condizione originaria: una delle situazioni più comuni è quella di voler sentire il profumo di un detersivo, un ammorbidente o un bagnoschiuma. Rompere il sigillo o usare parzialmente un prodotto rende la merce invendibile: questo comportamento non solo obbliga al risarcimento in sede civile, ma nei casi più gravi può configurare il reato penale di danneggiamento (art. 635 c.p.).

Hai bisogno di consumare subito qualcosa? Chiedi al personale
Ci sono situazioni in cui consumare qualcosa mentre si fa la spesa può essere una necessità, e non una semplice comodità. Può succedere, per esempio, che un bambino abbia bisogno di mangiare o bere subito, oppure che una persona debba assumere un alimento per una particolare esigenza. In questi casi la soluzione più semplice è chiedere prima a un dipendente del supermercato: rivolgersi al personale consente di evitare equivoci e di sapere immediatamente quali sono le regole applicate all'interno di quel punto vendita. Il gestore, infatti, può vietare di utilizzare la merce prima del pagamento per diverse ragioni, che vanno dalla sicurezza dei clienti a questioni igienico-sanitarie, così come accade con cibi e bevande portati dall’esterno. Una possibilità, se il supermercato lo consente, è quella per esempio di pagare immediatamente ciò che si desidera consumare e poi continuare il proprio giro di acquisti.
I casi a cui prestare maggiore attenzione
Non tutta la merce che si trova all’interno del supermercato è uguale. Rispetto a quanto detto in precedenza, una situazione difficile da spiegare può crearsi quando si ha a che fare con i prodotti sfusi a peso che si comprano in modalità self service, come la frutta e la verdura, oppure il pane o le caramelle: prima della pesatura, non è possibile determinare il prezzo di vendita e si alza la possibilità di essere scambiati per persone che vogliono compiere un atto illecito.