
La quindicesima stagione di MasterChef Italia, lo show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy, corre verso la finale. Le due puntate di stasera sono state intense e piene di colpi di scena e si sono concluse con le eliminazioni di Alessandro e Niccolò. Parliamo di due concorrenti che sono entrati nel cuore degli spettatori grazie alla loro abilità tra i fornelli e all'ambizione di voler indirizzare la loro carriera verso la cucina e il mondo della gastronomia.
Ora restano in quattro: Teo, Matteo R, Dounia e Carlotta. Sono loro i finalisti che, nei restanti episodi, si contenderanno il titolo. Pronti a giocarsi tutto nell'ultima sfida davanti ai tre giudici, con un unico obiettivo: sorprendere tutti e conquistare il gradino più alto del podio laureandosi come nuovo miglior cuoco amatoriale d'Italia. In questo articolo andremo a conoscere più da vicino i quattro finalisti, le loro storie e capire cosa li ha portati a MasterChef.
Matteo Canzi, il giovane talento con il sogno di diventare private chef
Nato e cresciuto in Brianza, Matteo Canzi (soprannominato Teo durante lo show) è il finalista più giovane tra i quattro (23 anni), ma anche uno dei più determinati. La sua passione per la cucina nasce prestissimo grazie al rapporto con la nonna: "Mi divertivo a sporcare la cucina con lei", racconta. La svolta decisiva, quella che gli ha fatto capire che la cucina fosse la sua strada, è arrivata quattro anni fa durante il periodo natalizio. In quell'occasione Teo decide di cucinare per la famiglia e di cimentarsi in una ricetta molto complessa: il filetto alla Wellington. Il risultato positivo e l'apprezzamento generale del piatto lo hanno convinto a prendere sul serio l'ipotesi di una carriera nel mondo della gastronomia.

Da quel momento Matteo inizia a studiare, sperimentare e approfondire tecniche anche internazionali, con una particolare predilezione per la cucina spagnola e per quella giapponese. Nonostante sia uno studente di marketing, ha raccontato più volte che la cucina rappresenta il suo vero centro di gravità. Ha ammesso di sentirsi abbastanza lontano dal percorso accademico: il suo obiettivo è cucinare e trasformare la passione in professione. Sportivo da sempre, ha rallentato l’attività fisica a causa di un infortunio, ma non la motivazione. Partecipa a MasterChef con un obiettivo chiaro: diventare private chef e con tre traguardi personali dichiarati: fare esperienza, farsi conoscere e vincere.
Dounia Zirari, la sfida personale dopo la malattia e il legame con le radici
Dounia è un aspirante chef di 28 anni, che sin dai primissimi episodi si è dimostrata competitiva, tenace e con l'unico obiettivo della vittoria finale. Nata in Marocco dove ha vissuto fino all'età di 9 anni, si è poi trasferita con la famiglia in Veneto. Il rapporto con la cucina, nel suo caso, è inizialmente legato alla cultura e alle aspettative tradizionali: "Mi hanno sempre detto che una brava donna deve saper cucinare", racconta. Dopo il diploma e l'abilitazione come OSS, Dounia ha iniziato a lavorare in diverse RSA, costruendosi una carriera solida e stabile. La sua vita, però, è cambiata radicalmente all'età di 23 anni quando viene colpita da tre ischemie. Un evento che le ha provocato delle conseguenze terribili: dimentica molte delle lingue che conosceva e perde completamente i ricordi delle prime due settimane di ricovero.

Durante il recupero, un ruolo fondamentale lo gioca Simone, oggi suo marito, conosciuto poco prima della pandemia. Proprio con lui Dounia riscopre la cucina come spazio di rinascita personale. La partecipazione a MasterChef Italia 15 per lei non è soltanto una competizione culinaria: è anche un percorso di autostima e di affermazione. Dounia racconta di voler riconquistare un rapporto più equilibrato con la propria famiglia, non sempre favorevole alle sue scelte, tra cui quella di prendere parzialmente le distanze da alcune tradizioni marocchine.
Matteo Rinaldi, voglia di riscatto e il sogno di una bakery
Matteo Rinaldi, 28 anni, è un concorrente che è subito entrato nel cuore degli spettatori di MasterChef. Nato a Bergamo, ma con origini tra Campania e Sicilia, Matteo spiega che questa combinazione gli ha impedito di sviluppare un senso di appartenenza a un territorio specifico, ma gli ha dato invece la libertà di esplorare identità e radici.

Il suo percorso di studi è legato alla creatività: prima il diploma in Grafica e Comunicazione, poi la laurea in Design della Comunicazione. Matteo racconta che a 12 anni viveva un periodo di solitudine, aggravato anche dal fatto di essere preso di mira: "Ero grassottello e quindi venivo isolato". Proprio in quel contesto la cucina diventa un rifugio e una forma di espressione, influenzato anche dalla famiglia paterna che lavorava nella ristorazione. Si definisce un "tuttologo", capace di raccontare aneddoti anche su qualsiasi argomento, ma è sfortunato in amore. Tra le sue storie più curiose, infatti, ha raccontato di un primo appuntamento in cui, invece del solito drink, ha portato una ragazza a una manifestazione di capre. A MasterChef Italia arriva con un bisogno preciso: dimostrare il proprio valore. Non tanto agli amici o alla famiglia, quanto a sé stesso e al mondo esterno. Il suo sogno è aprire una piccola bakery, intima e con pochi posti a sedere, dove unire cucina e identità personale.
Carlotta Bertin, la cucina come rinascita
Carlotta, 25 anni, è riuscita ad arrivare in finale portando con sé una storia personale segnata da cambiamenti e ripartenze. La sua adolescenza è stata influenzata dal divorzio dei genitori: un evento che ha impattato anche sul suo percorso scolastico e sportivo. Al quinto anno di liceo decide di interrompere gli studi e lascia anche il nuoto pinnato, disciplina che praticava a livello agonistico. Da quel momento entra nel mondo del lavoro svolgendo diverse mansioni: cameriera, commessa in un negozio di abbigliamento, successivamente lavora nell'azienda del padre e poi per una fabbrica di macchinari tessili. Attualmente Carlotta è disoccupata e dedica gran parte delle sue giornate alla cucina, alla creatività manuale e allo sport.

Durante tutto il percorso a MasterChef, Carlotta si è dimostrata molto decisa, ma non senza far trasparire segnali di forte emotività, specialmente nel rapporto con lo chef Antonino Cannavacciuolo. Ha spiegato che cucinare resta la sua vera dimensione quotidiana e ha scelto la cucina come strada da percorrere per la sua carriera. Ha iniziato tra i fornelli con nonna Rosaria e oggi sperimenta molto, seguendo ricette online, reinventandole e pubblicandole sui social. Il suo stile culinario è tradizionale, ma spesso contaminato da influenze straniere, soprattutto messicane e indiane. Sul piano personale è fidanzata con Nicolò: dopo otto anni di amicizia, l’amore è nato durante una vacanza. Per Carlotta, MasterChef Italia rappresenta una sfida con sé stessa e un’occasione per inseguire finalmente una passione autentica. Il suo sogno è aprire un Home Restaurant: lei ai fornelli, il compagno a contatto con i clienti.
Una finale tutta da scrivere
Quattro storie diverse, quattro percorsi personali molto distanti tra loro e quattro idee di cucina che promettono di dare spettacolo. Teo punta sulla tecnica e sulla determinazione, Dounia porta in gara una storia di rinascita e identità, Matteo R. usa la cucina come linguaggio di riscatto, mentre Carlotta vede nel programma la possibilità concreta di cambiare vita. Ora resta l’ultimo passo: la finale. Davanti ai tre giudici, i quattro finalisti dovranno dimostrare non solo talento, ma anche personalità, lucidità e capacità di reggere la pressione. Arrivati a questo punto, non basta cucinare bene: bisogna convincere, sorprendere e meritarsi il titolo di prossimo MasterChef.