Fino al 4 ottobre 2026 Monaco di Baviera sarà piena di dirndl (i vestiti tradizionali tedeschi femminili), Lederhosen (quelli maschili) e boccali da un litro. L'Oktoberfest, o Wiesn come la chiamano i locali, è una di quelle feste che crediamo di conoscere a memoria: birra, salsicce e suoni di fisarmonica. In realtà dietro i tendoni si nasconde una storia lunga più di due secoli. E per rendere l'idea, basti pensare che l'evento può essere raccontato al contrario, attraverso le catastrofi che lo hanno fermato nel corso della storia. In duecento anni, infatti, l'Oktoberfest ne ha viste davvero di ogni: non s'è tenuto nel 1813 a causa delle guerre napoleoniche, quarant'anni dopo è stato sospeso per provare a contenere le epidemie di colera; le guerre mondiali, poi, non hanno permesso il regolare svolgimento e per ultimo il Covid-19, che ha spento le spine nel 2020 e nel 2021. Insomma, un curriculum da far impallidire qualunque altra organizzazione.
Come se non bastasse, c'è un retroscena poco conosciuto e che coinvolge uno degli scienziati più celebri di tutti i tempi. Nel 1896 l'azienda di ingegneria elettrica "J. Einstein & Cie" si occupava dell'illuminazione dei tendoni. Il figlio del proprietario, un certo Albert, all'epoca diciassettenne, avrebbe dato una mano come operaio temporaneo. Sulla sua presenza i dubbi restano: la città di Monaco la considera una leggenda e non esistono prove definitive. Ma una storia così bella chi ha il coraggio di smontarla, soprattutto quando a raccontarla è la stessa Wiesn?
Quindi, solo per questo retrogusto storico, l'Oktoberfest meriterebbe una visita almeno una volta nella vita. Ma ci sono tante altre curiosità che meritano di essere approfondite: sapevi, per esempio, che ci sono celebrità bandite per sempre, oppure della leggenda metropolitana su un presunto record di birre trincate e, infine, che se non te la senti di arrivare in Germania, puoi vivere l'autenticità bavarese a… Genova? Ecco un elenco dei fatti più curiosi su una delle feste più famose del mondo.
1. L'Oktoberfest è stato inventato da un italiano (ed è nato come gara di cavalli)

Era il 1810 quando Andrea Michele Dall'Armi, originario di Trento, ebbe un'idea destinata a cambiare per sempre Monaco di Baviera. Ancora giovanissimo, alla fine del Settecento si era trasferito in Germania per fare il banchiere. Col tempo si integrò così bene da sentirsi parte della comunità locale, facendo sue le usanze del posto. Quando la città si preparò a celebrare le nozze tra il principe ereditario Ludwig e la principessa Therese, Dall'Armi si ritrovò a coordinare i festeggiamenti. Tra i tanti eventi – pubblici e privati – allestiti per le vie della città, organizzò un appuntamento molto particolare, che il 17 ottobre aveva come principale attrazione una corsa di cavalli. Quindi niente boccali, né salsicce, tantomeno orchestre. Sorprendentemente, l'evento piacque così tanto che fu ripetuto anche l'anno dopo, e quello dopo ancora, fino a diventare una vera tradizione. Ed è proprio qui che vengono poste le fondamenta dell'Oktoberfest.
La birra, infatti, arrivò in un secondo momento. Nel 1880 l'amministrazione cittadina autorizzò la vendita al pubblico e la festa cominciò ad assumere i tratti che conosciamo: sempre più boccali, sempre più fusti spillati, e poi le giostre, che si diffusero man mano. Così una competizione ippica si trasformò poco a poco nella grande cerimonia popolare di oggi. Con il tempo anche le date cambiarono: l'appuntamento fu anticipato alla seconda metà di settembre, per chiudersi nei primi giorni di ottobre, ed è considerato la più grande fiera del mondo, con milioni di visitatori ogni anno. Dall'Armi non vide nulla di tutto questo, perché morì nel 1842, ma la città gli aveva già reso omaggio nel 1824 con la medaglia d'oro al valore civile. Non male, per un trentino che voleva solo organizzare una gara di cavalli.
2. La leggenda dei signori Hager

Se tutto ciò di cui abbiamo parlato fino ad ora può essere – più o meno – documentato, qui entriamo nel territorio dei racconti da bar. Nel 1901 si racconta che i signori Hager abbiano ricevuto un diploma dalla birreria Lang per aver bevuto la bellezza di dieci litri di birra. Dieci Maß, quindi, uno dopo l'altra. La storia gira da anni anche sul web italiano, ma va presa con le pinze: non risultano riscontri ufficiali negli archivi di Monaco né nelle cronache della festa di quell'anno. Più che un record documentato, sembra una leggenda metropolitana, e per fortuna, perché bere dieci litri in una sola giornata sarebbe pericolosissimo.
3. Il sindaco di Monaco "decide" quando si può iniziare a bere

La festa non comincia finché non lo dice il sindaco di Monaco. All'avvio dei festeggiamenti, a mezzogiorno, nel tendone Schottenhamel, il primo cittadino deve spillare la botte e gridare "O' zapft is!", cioè "è spillata!". Solo allora si può brindare ufficialmente. Fino a quel momento, in teoria, nessun boccale può essere servito. All'inaugurazione dell'edizione 2026, il Sindaco di Monaco Dieter Reiter ha compiuto il celebre rito di fronte alla folla in attesa fin dalle prime ore del mattino.
Questa tradizione non è antichissima, dato che esiste "solo" dal 1950. Il 16 settembre di quell'anno il sindaco Thomas Wimmer spillò la prima botte, ma secondo i racconti fu quasi un caso. Si tramanda, infatti, che il primo cittadino perse il suo posto durante la sfilata degli osti e a quel punto Michael Schottenhamel lo invitò sulla propria "carrozza", proponendogli di spillare il fusto inaugurale. Wimmer accettò, e da allora ogni sindaco segue il suo esempio. Non è un'impresa banale, perché la spina è dura e i colpi di maglio sono tanti. Si racconta che quest'ultimo ne dette ben 19, mentre il record di rapidità è di Christian Ude, "campione" con soli due colpi nel 2005.
4. Paris Hilton è stata bandita dall'Oktoberfest

Ogni anno l'Oktoberfest ospita milioni di avventori, ma c'è una persona che non troverai: Paris Hilton. L'attrice e imprenditrice statunitense è stata bandita nel 2006 dopo aver cercato di pubblicizzare un vino in lattina – senza alcuna autorizzazione – indossando un dirndl dorato, firmato da uno stilista e decisamente poco tradizionale. Per i bavaresi, che al rispetto della loro tradizione tengono parecchio, fu uno smacco imperdonabile e la reazione fu durissima. La direzione dell'evento, infatti, la dichiarò "persona non gradita"; inoltre, Monaco aggiunse al regolamento una clausola per vietare le sfilate di moda, eventi promozionali e conferenze stampa.
5. Cosa si mangia e quanto si spende all'Oktoberfest

Partiamo da una buona notizia: l'ingresso all'Oktoberfest è gratuito. Ma una volta entrati è molto facile spendere decine e decine di euro. Infatti, bisogna essere molto realisti, non è sicuramente un'esperienza economica: un litro di birra costa tra i 14 e i 16 euro, quindi basta qualche giro per ritrovarsi davanti a una spesa tutt'altro che trascurabile, senza contare il cibo. Prenotare un tavolo, comunque, è fortemente consigliato, soprattutto per i gruppi numerosi e nel fine settimana; sia per la quantità di persone che arrivano all'evento, sia perché nei tendoni vige una regola ferrea, per cui la birra viene servita ed è consumabile esclusivamente quando si è seduti al tavolo.
Quanto alle pietanze, anche qui non ci aggiriamo intorno a prezzi contenuti: sui social la maggior parte degli italiani consiglia di mangiare fuori dagli stand e acquistare all'interno del parco panini dal prezzo variabile tra i 6 e gli 8 euro. Se vuoi vivere però la vera esperienza bavarese, dovrai sacrificare qualche risparmio e immergerti nella sostanziosa cucina locale. Il piatto simbolo è l'Hendl, il pollo arrosto, che trovi praticamente ovunque. Accanto a lui il Brezn, il grande pretzel salato, e le Bratwurst, salsicce grigliate servite in diverse varianti e di solito accompagnate da senape.
Tra le specialità tipiche c'è anche l'Ochsenbraten, il bue arrostito, talmente legato alla festa che alcuni tendoni gli sono dedicati. Per chiudere ci sono dolci come lo strudel di mele e il Kaiserschmarrn, una soffice frittata dolce sminuzzata, originaria di Vienna, servita calda. Il sito ufficiale ricorda che è possibile portare cibo "da casa", essendo un'alternativa valida per risparmiare qualcosa, ma è severamente vietato introdurre bevande. C'è spazio anche per la birra analcolica, che negli ultimi anni è cresciuta in modo evidente: secondo i dati dichiarati dagli esercenti, il consumo è passato da 2.400 ettolitri nel 2024 a 5.638 nel 2025, più del doppio. Dietro questa scelta ci sono più motivi.
Il primo è il calo dei consumi: in Germania la birra bevuta ogni anno a testa è scesa da 116 litri nel 2004 a 92 nel 2022, e i birrifici tradizionali hanno dovuto diversificare. Poi c'è la volontà di cambiare l'immagine della cultura bavarese, da sempre associata all'alcol, e di rispondere alle preoccupazioni legate al binge drinking (l'assunzione di grandi quantità di birra solo per ubriacarsi), sostenute anche da ristoratori e albergatori della zona che lamentavano l'eccesso di consumo tra turisti e residenti. Il simbolo di questo cambio di rotta è stato "Die Null" ("Lo zero"), il primo biergarten di Monaco interamente dedicato alle bevande analcoliche, inaugurato nel 2024 poco prima dell'inizio della festa.
6. Il souvenir più ambito? I boccali di birra

Ogni anno il vero boccale dell'Oktoberfest è tra gli oggetti più desiderati dai visitatori. Pesante e inconfondibile, è il souvenir ideale per turisti e collezionisti: il problema è che tanti non resistono alla tentazione di portarselo a casa senza pagare, nascosto nello zaino o sotto la giacca. Il fenomeno è tale che, secondo gli organizzatori, in un tendone da 11.000 boccali ne sono spariti 3.000 già dopo pochi giorni.
Non sono mancati tentativi di speculazione o compravendita illecita. In un tendone un cameriere si faceva pagare dieci euro per procurare un boccale ai clienti, finché il gestore non lo ha scoperto e ha dichiarato che avrebbe licenziato subito chiunque fosse stato colto sul fatto. In un hotel vicino all'area della festa venivano invece venduti a cinque euro boccali originali provenienti da vari tendoni, finché non è intervenuta la polizia.
Le forze dell'ordine ricordano che non si tratta di una bravata, ma di un vero furto da cui può nascere una denuncia. Per questo, oltre ai controlli di sicurezza già previsti agli ingressi, vengono ispezionate a campione anche le borse più grandi all'uscita. Ma a spiegare la sparizione dei boccali non bastano i furti. Secondo i gestori, la maggior parte si rompe in mezzo al caos: uno dei portavoce degli osti dichiara di doverne sostituire fino a 50.000 all'anno, mentre un altro gestore stima la perdita per ogni edizione in circa 18.000 boccali, comprese le rotture.
7. L'Oktoberfest a… Genova

Quello di Dall'Armi non è l'unico legame tra la festa tedesca e l'Italia. Chi lo sapeva che l'unico Oktoberfest fuori dalla Germania riconosciuto dagli addetti ai lavori tedeschi si tiene proprio da noi, a Genova? In tutta Italia non mancano feste ispirate alla tradizione bavarese, ma quella ligure è l'unica a poter vantare questo riconoscimento ufficiale: una sorta di succursale dell'evento, spostata qualche centinaio di chilometri più a sud-ovest e, di fatto, a due passi dal mare. Il tutto all'ombra della Lanterna, tra l'Acquario, il Porto Antico e Palazzo Reale.
Ma come nasce questo legame tra il capoluogo ligure e la Germania? Perché a Genova da quasi vent'anni c'è l’unica birreria Hofbräuhaus (storico marchio bavarese che rifornisce l'evento originale) riconosciuta in Italia. La prima in Europa al di fuori della Germania. Viene così ricreato nel centro cittadino l'atmosfera, gli arredi e l'offerta gastronomica dell'appuntamento originale.