
Il tè non è una semplice bevanda, è un simbolo andato ben oltre i confini della sua zona di produzione per diventare un’icona, un’espressione culturale, spesso un vero e proprio rituale: dalle cerimonie del tè giapponesi a quelle inglesi, il tè è davvero un prodotto fondamentale nella cultura alimentare mondiale. È una delle bevande più amate al mondo e basta avere un po’ di familiarità col prodotto per capire il perché. Il tè è buono, esiste in decine di varianti diverse, è alla portata di tutti e, proprio come il caffè, offre l’occasione di prendersi una pausa, di dedicare del tempo a sé stessi ma anche di condividere un momento di convivialità con amici e persone care.
Il tè affonda le sue radici nella cultura cinese ed è un infuso ricavato dalle foglie della Camellia sinensis, pianta legnosa oggi coltivata non solo in Cina, ma anche in Bangladesh, Pakistan, India, Indonesia, Sri Lanka, Giappone e Kenya. Oltre che per il suo sapore indubbiamente ottimo, il tè è amato anche perché può avere tutta una serie di benefici salutari per il nostro organismo, più o meno accentuati a seconda della tipologia di tè. La più nota, ovviamente, è la sua proprietà stimolante che lo rende un vero e proprio energizzante esattamente come il caffè, ma il tè ha anche molte altre funzioni uniche e utili: scopriamo insieme quali sono le virtù dei principali tipi di tè, le controindicazioni a cui prestare attenzione e come si fa a preparare un tè perfetto, a regola d’arte.
Proprietà e benefici
Non è solo una pausa rilassante: sorseggiare una tazza di tè può avere effetti positivi sulla salute. Il tè è una bevanda naturalmente ipocalorica (circa 1 – 2 kcal per 100 ml), priva di grassi e colesterolo, ideale anche in un regime alimentare equilibrato se consumato senza zuccheri aggiunti. È particolarmente apprezzato per la presenza di composti bioattivi come caffeina (o teina) e polifenoli, tra cui le catechine, sostanze note per le loro proprietà antiossidanti e stimolanti. Contiene inoltre piccole quantità di minerali come potassio e fluoro e alcune vitamine del gruppo B; nel tè verde si trovano anche tracce di vitamina C, sebbene in parte sensibile al calore. In quali benefici si traduce tutto questo per il nostro organismo? Ecco a cosa fa bene il tè.

1. Effetto antiossidante
Tutte le tipologie di tè (verde, nero, bianco, oolong) derivate dalla pianta Camellia sinensis contengono polifenoli, potenti antiossidanti naturali. Le concentrazioni variano in base alla lavorazione: il tè verde è solitamente il più ricco, seguito da quello bianco, mentre i processi di ossidazione del tè nero trasformano alcuni polifenoli in teaflavine e tearubigine, che conferiscono anche il colore scuro al prodotto. Questo vuol dire che, se consumato nelle quantità giusta, il tè aiuta il nostro organismo, grazie alla presenza di queste sostanze antiossidanti, a contrastare l’azione dei radicali liberi che, lasciati a sé, potrebbero nel tempo portare a un progressivo danneggiamento e invecchiamento cellulare. Alcuni studi preliminari suggeriscono un potenziale ruolo dei polifenoli nella modulazione di processi cellulari legati alla proliferazione tumorale, ma le evidenze cliniche sono ancora in fase di approfondimento.
2. Funzione stimolante ed energizzante
La funzione stimolante ed energizzante è quella più nota del tè: al suo interno, infatti, questo prodotto contiene una serie di sostanze (alcaloidi e caffeina in particolare) utili per stimolare le attività psicomotorie rendendoti molto più attivo ed efficiente nell’arco della giornata, e per aumentare la capacità di resistenza a sonno e fatica. Il principale effetto attribuito alla caffeina è quello di azione stimolante sulle facoltà mentali dell'uomo e di diminuzione della sensazione di fatica: sebbene il tè ne contenga di meno rispetto al caffè, la sua presenza è sufficiente per stimolare il sistema nervoso centrale, aumentare l’attenzione e ridurre l’affaticamento. Normalmente un adulto in buona salute può assumere fino a 400 mg di caffeina al giorno senza incorrere in effetti avversi quali tossicità generale, effetti cardiovascolari, alterazione degli stati umorali.
3. Azione benefica sull’apparato gastrointestinale
Alcuni alcaloidi naturalmente presenti nel tè, insieme ai tannini, possono contribuire a una lieve azione astringente e a una sensazione digestiva, soprattutto dopo i pasti, aiutando la regolazione della funzione intestinale. Nello specifico, il tè nero è molto utile per favorire la digestione, soprattutto dopo pasti abbondanti, mentre il tè verde è più indicato per contrastare i gonfiori addominali, per migliorare il transito intestinale e per alleggerire eventuali infiammazioni gastrointestinali.
4. Aiuto per il metabolismo
Il tè è spesso raccomandato nelle diete dimagranti, sia per il suo esiguo contenuto di calorie, sia perché svolge una discreta azione sul metabolismo di grassi e zuccheri: le sostanze del tè, infatti, possono contribuire modestamente al controllo della glicemia e del profilo lipidico. In particolare, il tè verde aiuta il metabolismo grazie a un modesto effetto termogenico indotto da catechine (EGCG) e caffeina, che può innalzare leggermente la temperatura corporea favorendo così l’ossidazione dei grassi. Proprio per questo il tè verde è molto studiato, oggetto di attenzione scientifica per il suo alto contenuto di EGCG, ma ricorda che non è una soluzione miracolosa: l’effetto è generalmente lieve e non sostituisce uno stile di vita equilibrato.

Le controindicazioni del tè
Al di là dei suoi molteplici notevoli benefici, il tè può avere potenziali effetti collaterali, soprattutto se consumato in eccesso. Il contenuto di caffeina, soprattutto, può portare a sintomi come tachicardia, nervosismo, insonnia e agitazione. Meglio evitare quindi di dare il tè ai bambini o alle persone particolarmente sensibili agli stimolanti e, in ogni caso, il consiglio è di non assumere il tè oltre il tardo pomeriggio. Il tè, sia verde che nero, può compromettere l'assorbimento del ferro ed essere quindi controproducente per gli anemici, può entrare in contrasto con patologie renali, patologie cardiovascolari e/o iperfunzione tiroidea (meglio chiedere consiglio al proprio medico di fiducia per l’assunzione) e potrebbe interagire con alcuni farmaci. Un’altra problematica piuttosto nota del tè è che, per via della presenza dei tannini, se consumato in eccesso può causare nausea, acidità e bruciore di stomaco. Durante il periodo della gravidanza non va del tutto evitato, a meno che non ci siano indicazioni specifiche del medico, ma sarebbe meglio ridurne il consumo per non assumere troppa caffeina.

Come preparare il tè alla perfezione
Preparare il tè può sembrare l’azione più semplice del mondo: scaldi l’acqua, metti in infusione una bustina o le foglie e il gioco è fatto. Niente di più semplice, no? In realtà, non è proprio così facile: anche se preparare il tè richiede pochissimi gesti, ci sono alcuni dettagli a cui dover prestare attenzione se vuoi ottenere una perfetta bevanda dal sapore delicato. Se vuoi assicurarti di non rovinare il tuo tè ricorda di:
- Non utilizzare un’acqua qualsiasi. Sembra scontato, ma non lo è così tanto: evita l’acqua del rubinetto, che potrebbe contenere calcare e rovinare così il sapore del tè, e preferisci l’acqua imbottigliata.
- Non fare arrivare l’acqua a ebollizione. Al contrario della credenza comune, l’acqua per il tè non deve bollire, anzi non dovrebbe mai raggiungere i 100 °C: temperature troppo alte possono estrarre eccessivamente tannini e rendere il tè amaro, soprattutto nel caso di tè verdi e bianchi.
- Non esagerare con la quantità di foglie. Ricorda che mettere più foglie in infusione non vuol dire tè migliore, anzi: usare troppe foglie di tè porterebbe a ottenere una bevanda dal sapore eccessivamente forte che potrebbe tendere verso l'amaro. Inoltre, le foglie non avrebbero abbastanza spazio per aprirsi e idratarsi e l'infusione potrebbe avvenire in modo scorretto. La quantità ideale è 2,5 grammi di foglie per 200 ml di acqua.
- Non superare i tempi di infusione indicati. Quante volte ti è capitato di mettere il tè nell’acqua e poi dimenticarlo ben oltre il tempo di infusione consigliato? È un errore, perché un’infusione prolungata porterebbe a una sovraestrazione, con il risultato di un tè dal sapore troppo forte, rendendolo quasi imbevibile. Ricorda quindi di rispettare i tempi riportati sulle confezioni del tè e, una volta pronta la bevanda, rimuovi la bustina o le foglie perché l’estrazione proseguirebbe anche mentre bevi il tè, rovinando il suo sapore finale.