
L'alimentazione di Cristiano Ronaldo continua a far discutere tanto quanto le sue prestazioni in campo. A 41 anni, il fuoriclasse portoghese dell’Al-Nassr non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi e ha già messo nel mirino il Mondiale 2026, che si disputerà tra Stati Uniti, Messico e Canada dall’11 giugno al 19 luglio. Sarebbe la sua sesta partecipazione alla Coppa del Mondo, un record assoluto che potrebbe condividere soltanto con Lionel Messi. Ma qual è il segreto di una longevità sportiva così straordinaria? Oltre a una tecnica fuori dal comune e a una disciplina ferrea, un ruolo fondamentale lo gioca proprio l’alimentazione di Cristiano Ronaldo, curata nei minimi dettagli. A svelare alcuni retroscena al sito web Covers.com è stato Giorgio Barone, chef romano che nel corso della sua carriera ha cucinato per numerosi campioni, da Ronaldo a Gianluigi Buffon, passando per Kevin Prince Boateng e i fratelli Hernández, Lucas e Theo.
La dieta di Cristiano Ronaldo: niente zucchero, pane e latte
Dietro il fisico scolpito dei grandi campioni di oggi c'è allenamento e alimentazione, due componenti che devono necessariamente camminare di pari passo. Anzi, per lo Chef Barone: "L'alimentazione conta il 60%, l'allenamento il 40%". E cosa mangia un campione affermato come Cristiano Ronaldo? La risposta è presto data: "La sua dieta – spiega lo chef – è equilibrata: mangia un po' di tutto, ma sempre alimenti salutari. Il principio fondamentale è la totale assenza di zucchero, a partire dalla colazione, che consiste in avocado, caffè, uova e niente zucchero". Per pranzo, invece, l'ex attaccante di Juventus e Real Madrid: "Mangia pollo, pesce e delle verdure. Pasta? No, nemmeno pane". E a cena il pasto rimane leggero e funzionale: "Solo cibi leggeri, pesce o carne sempre accompagnati da verdure". Barone, quindi, ha delle posizioni forti per quanto riguarda alcuni alimenti, ma tiene anche a ribadire: "No al latte. Gli esseri umani sono gli unici animali che bevono il latte di altri animali. Come alternative valide ci sono il latte di mandorla, d'avena o di riso".

La vita da chef privato dei calciatori
Come si può immaginare, lavorare come chef privato è molto diverso dal lavoro tradizionale in un ristorante. Giorgio Barone ha infatti evidenziato alcune differenze significative, sia positive che negative: "Non si può avere una famiglia e spesso dobbiamo rinunciare a feste o celebrazioni familiari: l'anno scorso ero a Milano, poi sono dovuto andare a Riyadh… viaggiare così è difficile. Lo stipendio, però, è molto diverso da quello di un ristorante e incontro anche persone fantastiche. Posso anche guardare le partite (ride)". Nel corso dell'intervista, lo chef ha ribadito più volte l'importanza di una sana alimentazione, affermando che il corpo umano è come un'auto, quindi, con il carburante sbagliato, il motore avrà senz'altro problemi. Proprio per questo è necessario un supporto nutrizionale corretto fin da ragazzi. Per quanto riguarda il futuro, Barone ha indicato il giovane talento del Barcellona Lamine Yamal come calciatore con cui gli piacerebbe lavorare. E, guardando l’impatto che ha avuto sulla carriera sulla carriera di Cristiano Ronaldo, all'attaccante spagnolo potrebbe convenire non poco.