E se vi dicessimo che il prodotto più venduto dalla Volkswagen non è un’automobile ma una busta di würst? Non tutti lo sanno, ma la casa automobilistica tedesca produce circa 7 milioni di würst – würstel in italiano – all’anno, contro i 6 milioni di autovetture. Se volete scoprire perché, ecco la curiosa storia delle fattorie a marchio Volkswagen.

La storia dei würst Volkswagen

La nascita dei würst Volkswagen è legata a stretto giro alla nascita della fabbrica, nel 1937: letteralmente Volkswagen significa "vettura del popolo" e doveva essere la visione della Germania moderna secondo Adolf Hitler. Con gli operai sorge il problema della mensa: ma Volkswagen è stata costruita nei pressi della tenuta di Fallersblen che al suo interno ha una grande fattoria di suini. Perché non sfruttarla? Dal 1938 i maiali della tenuta sono allevati per la casa automobilistica.

Durante la guerra la fabbrica viene riconvertita per la produzione di armi e, con la resa del III Reich, il futuro di Volkswagen sembra segnato. L’azienda viene salvata per volere di Ivan Hirst, maggiore dell'esercito inglese, e di Ferdinand Anton Porsche che preparano l’uscita del Volkswagen 1200, meglio conosciuto come Maggiolino.

Bundesarchiv, B 145 Bild–F038807–0021 / Schaack, Lothar / CC–BY–SA 3.0 / CC BY–SA 3.0 DE (https://creativecommons.org/licenses/by–sa/3.0/de/deed.en)
in foto: Bundesarchiv, B 145 Bild–F038807–0021 / Schaack, Lothar / CC–BY–SA 3.0 / CC BY–SA 3.0 DE (https://creativecommons.org/licenses/by–sa/3.0/de/deed.en)

Il successo enorme di questa autovettura porta tanto lavoro in città: non bastano i maiali della tenuta quindi Hirst decide di affidarsi ad aziende esterne fino al 1973, l’anno in cui Volkswagen si rimette nelle mani di Giorgietto Giugiaro e presenta la Passat, altra automobile che farà la storia.

La rivoluzione in casa VW arriva contemporaneamente alla mensa: troppo dispendioso il catering esterno, tornare ai vecchi metodi può essere una soluzione. Vengono assunti macellai e allevatori, un’intera ala della fabbrica viene destinata alla produzione del currywürst ed è un successo enorme, tant'è che gli operai ne parlano all'esterno e arrivano clienti pronti a comprare questi famosi wurst.

Partiti dalle salsicce bollite la Volkswagen ha poi creato numerose versioni: light, col 20% di grasso, la versione grigliata, la versione pensata per il mercato crescente dei musulmani in Germania e quindi fatti con carne di pollo al posto del maiale. I würst sono acquistabili in fabbrica e in tanti punti vendita in Germania, su tutti lo store all’interno della Volkswagen Arena da quando nel 2007 il colosso automobilistico ha comprato tutte le quote della squadra di calcio della città.

Le caratteristiche dei würst

La Volkswagen tratta questo prodotto esattamente come se fosse un normale componente di un’autovettura. Per ordinarlo basta il numero di serie del prodotto, il 199 398 500.

Monstourz / CC BY–SA (https://creativecommons.org/licenses/by–sa/3.0)
in foto: Monstourz / CC BY–SA (https://creativecommons.org/licenses/by–sa/3.0)

Il sapore è molto speziato per i palati italiani, con un forte sentore di curry, pepe e zenzero. La ricetta attuale è stata ideati dai macellai originali Volkswagen nel 1973 ed è segreta; solo pochissimi impiegati dell’azienda conoscono i dosaggi esatti. I maiali impiegati sono tutti allevati in fattorie vicine e selezionati nello stabilimento automobilistico di Wolfsburg.

Il capo macellaio, Franco Lo Presti, è uno dei pochi fortunati a conoscere la ricetta: in azienda dal 1979, assicura ai microfoni di Best Ride che "i nostri currywurst sono più leggeri di tutti gli altri salsicciotti prodotti in Germania di circa il 10%. C’è una grande attenzione in merito perché quasi tutti gli operai sono di Wolfsburg, proprio come i capi di suino che macelliamo e questo rende il prodotto molto rispettato dai nostri clienti. Abbiamo una responsabilità gigantesca".