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14 Aprile 2026 15:00

Alluminio vs pellicola: quando è meglio evitare di usare l’uno, l’altro o nessuno dei due

Grandi alleati nella conservazione di cibi, alluminio e pellicola sono due oggetti da cucina di cui è difficile fare a meno. Per quanto siano utili, però, non sempre possono essere utilizzati: dipende dal tipo di alimenti, dalle temperature e dal tipo di cottura. Ecco quando è meglio non utilizzare alluminio, pellicola o entrambi.

A cura di Martina De Angelis
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Alcuni oggetti, in cucina, diventano talmente indispensabili che è difficile riuscire a immaginare la vita quotidiana senza il loro utilizzo. È il caso della pellicola in plastica trasparente e dei fogli di alluminio, due degli strumenti più utilizzati in cucina per la conservazione degli alimenti. Negli ultimi anni, però, entrambe le pellicole sono state oggetto di discussione per la possibilità che siano nociv, prima di tutto dal punto di vista ambientale ma anche da quello della salute.

Questo non vuol dire che devi andare a gettare nella spazzatura tutto l’alluminio e la pellicola alimentare che possiedi: devi semplicemente imparare quali sono i rischi associati a entrambi i materiali e quando è meglio evitare di utilizzarli. Se usati con coscienza, infatti, entrambi gli oggetti possono essere impiegati per conservare il cibo in tutta sicurezza. Vediamo insieme quando è meglio evitare di usare la pellicola, quando evitare di usare l'alluminio e le eventuali alternative possibili.

Alluminio e pellicola: le differenze

Spesso ti sarà capitato di utilizzare alluminio e pellicola alimentare allo stesso modo, come due oggetti intercambiabili, ma in realtà sono molto diversi l’uno dall’altra, con caratteristiche particolari e funzioni specifiche. Il foglio di alluminio, composto da un sottile strato metallico, si distingue per la sua resistenza e per la capacità di proteggere gli alimenti dalla luce, dall’umidità e dall’aria. Per questo viene spesso utilizzato per avvolgere cibi e coprire teglie con preparazioni da trasportare o conservare, e viene impiegato anche nella cottura in forno (per esempio al cartoccio) perché resiste bene alle alte temperature.

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La pellicola alimentare, invece, è un materiale plastico elastico e aderente, realizzata in polietilene (PE) o in polivinilcloruro di vinile (PVC) e pensata per creare una barriera contro l’aria e l’umidità. Per questo motivo viene utilizzata soprattutto per la conservazione in frigorifero e per mantenere la freschezza degli alimenti; è utile anche per coprire l’impasto durante la lievitazione, proprio perché lo protegge dall’aria e dalle contaminazioni esterne.

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Quando è meglio non usare l’alluminio?

Si è parlato molto dell’alluminio e della sua sicurezza in cucina negli ultimi anni. La problematica principale nasce dal fatto che questo materiale, a contatto con alcuni alimenti o durante la cottura, rilascia particelle che migrano al loro interno, rimanendo sulle pietanze che poi consumiamo. Questo andrebbe ad aumentare inevitabilmente la dose di assunzione dose settimanale tollerabile stabilita dall'EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) in 1 milligrammo per chilogrammo di peso corporeo: è un limite piuttosto alto, ma è bene comunque prestare attenzione ed evitare ogni rischio.

Proprio per questo il Ministero della Salute ha rilasciato una serie di linee guida riguardo all’utilizzo dell’alluminio in cucina, per usarlo in sicurezza e senza correre rischi per la salute. La regola più importante da seguire è evitare l’utilizzo del foglio di alluminio con cibi fortemente acidi o molto salati, come agrumi, pomodoro, aceto o preparazioni ricche di sale: l’acidità e la salinità di questo tipo di alimenti, infatti, può provocare reazioni chimiche che portano al rilascio di piccole quantità di metallo.

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Anche le alte temperature, pur essendo ben tollerate dall’alluminio dal punto di vista strutturale, possono aumentare la migrazione del metallo, soprattutto in presenza di cibi “aggressivi”. Puoi usarlo, quindi, ma in cotture che non siano eccessivamente elevate, sempre rispettando la regola di evitare le preparazioni che prevedono elementi acidi o salati. Per lo stesso motivo, durante la cottura al cartoccio, è meglio non mettere l’alimento direttamente a contatto con l’alluminio ma aggiungere la carta da forno come strato intermedio.

Quando è meglio non usare la pellicola?

La pellicola alimentare potrebbe sembrarti più sicura rispetto all’alluminio, ma anche questo prodotto presenta alcune limitazioni che ne rendono sconsigliato l’uso in determinate condizioni. In questo caso è importante tenere a mente che la pellicola esiste in due tipologie diverse, in PVC o in PE, e questo determina anche il modo in cui puoi utilizzarla.

Solo le pellicole senza PVC, che ormai sono la maggior parte delle pellicole moderne, possono andare a contatto con alimenti caldi, anche se solo per un breve periodo. Se, invece, sulla confezione non è specificata l’assenza del PVC è meglio evitare per non correre il rischio che la pellicola possa deformarsi, sciogliersi o rilasciare sostanze indesiderate a contatto con il calore. Esistono alcune pellicole pensate specificatamente per il microonde, in grado quindi di garantire una maggiore resistenza alle alte temperature, mentre nessun tipo di pellicola è mai adatta per il forno tradizionale.

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La pellicola con PVC non deve mai essere utilizzata a contatto con cibi grassi o particolarmente oleosi, come formaggi, carne grassa o dolci ricchi di burro: i grassi, infatti, possono interagire con il PVC, causando la migrazione di componenti della plastica verso il cibo, soprattutto se combinati con il calore. È importante, quindi, che tu legga sempre attentamente l’etichetta della pellicola alimentare che vai a comprare e preferire quelle senza PVC per poterne fare un uso più versatile.

Quando è meglio evitare entrambi? Le alternative più sicure

Esistono situazioni in cui è preferibile evitare del tutto sia l’alluminio sia la pellicola alimentare. Sono sconsigliate entrambe soprattutto in caso di conservazione a lungo termine del cibo, specialmente se le pellicole, di qualsiasi materiale siano, sono a contatto diretto con gli alimenti. La conservazione prolungata, infatti, aumenta il rischio di migrazione delle microparticelle sia della plastica che dell’alluminio e, di conseguenza, il rischio di contaminazione del prodotto conservato al loro interno. Inoltre, sul lungo periodo, nessuna delle due pellicole garantisce la stessa protezione e sicurezza di contenitori rigidi.

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Seguendo le regole di riferimento, quindi, è meglio utilizzare alluminio e pellicola alimentare per conservazioni a breve termine e, per le conservazioni più lunghe, optare invece per altri metodi più sicuri, salutari ed eco-sostenibili. I contenitori in vetro o in ceramica dotati di coperchio sono la soluzione migliore: sono entrambi materiali che non interagiscono facilmente con gli alimenti e resistono meglio al contatto prolungato con qualsiasi tipo di sostanze, anche acide o grasse. Le pirofile in ceramica e vetro sono anche ottime per cuocere in forno (quelle progettate appositamente per questo scopo), perché sono in grado di resistere ad alte temperature e, anche in questo caso, non rischiano di contaminare gli alimenti che contengono.

Sono delle ottime alternative per la conservazione degli alimenti anche i panni in cotone e cera d’api: riutilizzabili (si possono tranquillamente lavare), traspiranti e modellabili col calore delle mani, sono del tutto naturali, ideali soprattutto per avvolgere formaggi, frutta, verdura o per coprire ciotole contenenti qualsiasi tipo di alimento.

Gli errori più comuni di utilizzo di alluminio e pellicola

L’errore più diffuso nell’uso quotidiano di alluminio e pellicola alimentare è la tendenza a considerarli materiali intercambiabili, senza tenere conto delle loro specifiche proprietà. Scegliere il materiale giusto, invece, significa sfruttarne al massimo le capacità di utilizzo, ma anche tutelarti da eventuali rischi per la salute. Usare uno o l’altro materiale, come ti abbiamo spiegato, dipende dall’uso che devi farne, non da quello che hai a disposizione in casa: l'alluminio non va a contatto con i cibi troppo salati o acidi, la pellicola non deve essere usata a contatto con cibi troppo caldi e temperature elevate. Un altro errore diffuso riguarda l’uso prolungato e non necessario di questi materiali per la conservazione: è preferibile evitare il contatto diretto protratto, soprattutto con alimenti sensibili, e usare in questi casi soluzioni più adatte. In definitiva, un uso consapevole passa dalla conoscenza delle caratteristiche dei materiali e dalla capacità di scegliere di volta in volta la soluzione più adatta al tipo di alimento da conservare o cucinare, garantendo così non solo praticità, ma anche sicurezza e qualità nella gestione degli alimenti.

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