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25 Novembre 2025
15:00

Posso portare del cibo da casa quando vado al cinema?

Parte della bellezza dell’andare al cinema è anche sgranocchiare qualcosa da mangiare durante la proiezione. Quante volte ti sei chiesto se puoi introdurre in sala cibo e bevande portate da casa o acquistate altrove? La risposta ti sorprenderà: non esiste una legge che lo vieta, dipende dal regolamento di ogni cinema.

A cura di Martina De Angelis
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Andare al cinema è sempre un’esperienza divertente, resa ancora più piacevole dall’abitudine di mangiare qualcosa di sfizioso nel corso della proiezione, cosa che si fa già casa ma di cui viene ancora più voglia al cinema. Non è un caso, infatti, che prima di raggiungere la sala si passa attraverso snack e stuzzichini di ogni tipo, dai classici popcorn a patatine fino a fette di pizza e persino hot dog. C’è solo un problema: spesso questi alimenti (ma anche le bevande) acquistate al cinema hanno un costo elevato, molto più di quanto costerebbe preparare lo stesso snack in casa o comprarlo al supermercato, e quindi la tentazione di portarli da casa è molto alta.

È una pratica che non è ben vista, tanto che molti provano a farlo di nascosto, ma analizziamo la questione dal punto di vista legale: è davvero vietato introdurre in sala prodotti alimentari e bevande non acquistate al cinema? Siamo sicuri che la risposta ti stupirà: non esiste una vera e propria legge che vieti di introdurre cibo all’esterno, dipende più che altro dal regolamento di ogni cinema. 

È possibile mangiare al cinema qualcosa acquistato da fuori?

Sì, in linea di principio non esiste una legge vera e propria che vieti l’introduzione al cinema di cibo e bevande portate dall’esterno e non acquistare prima di entrare in sala dal cinema stesso. Questo vuol dire che puoi fare come vuoi e riempirti uno zaino di snack da casa? No, o meglio, dipende dal regolarmente di ogni cinema. I gestori di ogni struttura sono liberi di stabilire un divieto generico di mangiare all’interno della sala o, più specifico, di non introdurre cibo dall’esterno per motivi principalmente igienici.

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Il divieto, però, deve essere espresso con chiarezza sia sul regolamento online del cinema sia all’ingresso della sala, in modo da informare il cliente delle regole vigenti in quella struttura specifica: è il caso, per esempio, dei multisala UCI Cinemas, che riportano espressamente anche sul portale telematico il divieto di introdurre alimenti e bevande non acquistate in loco. Se il regolamento del cinema vieta l'introduzione di cibo da fuori non si accettando scuse, bisogna rispettare questa regola, ma il discorso cambia in caso non ci sia un divieto esplicito: in questo caso, se in sala è consentito il consumo del cibo,  non si può costringere il cliente a comprare il cibo solo all’interno della struttura.

Anzi, se qualcuno dovesse farti storie notando che hai abbiamo introdotto cibo oppure fosse intenzionato a perquisirti senza un divieto esplicito, potresti anche segnalarlo alle autorità competenti e la vicenda potrebbe persino essere passabile di querela. Ricorda però che è vero anche il contrario: se c'è un eventuale cartello di divieto o un divieto espressamente segnalato nel regolamento del cinema potresti andare incontro a problemi se colto in flagrante nell’introdurre in sala cibo non acquistato sul posto; il divieto non ha comunque valore legale, però potrebbe indurre gli operatori a impedirti di entrare in sala se non lasci all’esterno alimenti o bevande considerate “illegittime”.

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Sul tema esiste anche una discreta polemica, tra gli esercenti che rivendicano il diritto di chi ha un’attività professionale a un certo margine di discrezionalità che gli permette di imporre le condizioni di vendita e di contratto in modo proficuo, nei limiti dei diritti che la Costituzione garantisce a ogni cittadino, e i consumatori, supportati da molti giuristi, che ritengono illegittimi eventuali divieti dato che la legge non prevede nulla in merito rendendo, in teoria, perfettamente lecito di chi porta cibo da casa quando consentito il consumo generico di alimenti e bevande in sala.

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A cura di
Martina De Angelis
Laureata in Scienze della Comunicazione con indirizzo Editoria e Giornalismo presso la LUMSA di Roma e giornalista pubblicista dal 2016, lavoro come freelance principalmente nel settore food&travel. Amo la cucina e raccontare ciò che mi appassiona, per questo ho iniziato a scrivere per alcune delle più importanti testate del settore, tra cui Cookist e le riviste Marcopolo e Alice Cucina. Sono stata inoltre curatrice della collana “I Quaderni” di Marcopolo, coordinatrice e redattrice della rivista “La Gola in Viaggio”. Mi piace scoprire le storie si nascondono dietro a un piatto o un ingrediente, raccontare le tradizioni dietro le ricette che amiamo e unire più settori: una mia grande passione è ricreare i piatti tratti da film e romanzi.
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