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25 Novembre 2025 13:00

Perché i bambini dovrebbero evitare le caramelle?

Buone, colorate, dalle forme divertenti e mai banali: le caramelle con il loro immaginario conquistano grandi e piccini… ma è opportuno offrirle ai più piccoli o meglio evitare?

A cura di Verdiana Ramina
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Probabilmente hai già visto gli occhi del tuo bambino brillare di entusiasmo di fronte a un vasetto pieno di caramelle. Colori sgargianti, forme intriganti, confezioni luccicanti: tutto richiama un mondo felice e spensierato. E, in fondo, anche noi adulti avvertiamo quella stessa emozione data dall’anticipazione di qualcosa di buono – se non altro per il ricordo di ciò che provavamo da piccoli.

Se è la prima volta che leggi un mio approfondimento devi sapere che, nonostante la nomea della mia categoria, in quanto dietista pediatrica non è nel mio stile far sentire in colpa le mamme e i papà, ma ritengo fondamentale capire perché è opportuno limitare l’esposizione alle caramelle nei bambini. Quindi se anche tu pensi che tenere sempre a portata di mano del tuo bambino un pacco di caramelle sia un comportamento innocuo… ecco, ti farò ricredere.

Le caramelle fanno male?

Le caramelle, in qualunque forma – gommose, dure, ripiene o gelatinose – hanno un punto in comune: sono quasi esclusivamente zucchero (o dolcificante). Nessuna fibra, nessuna proteina, nessuna vitamina o minerale utile alla crescita.

  • Nel caso fossero composte da zucchero apportano energia “vuota”, che viene assorbita in fretta e lascia nel sangue un picco di glucosio seguito da un calo glicemico altrettanto rapido. Questo continuo “su e giù” è uno dei motivi per cui i bambini diventano irritabili o più affamati dopo aver mangiato dolci “senza controllo”.
  • Nel caso fossero composte da dolcificanti, il loro utilizzo intensivo potrebbe influenzare il microbiota e portare ad alterazioni del ritmo intestinale.

Non solo: le caramelle contengono spesso coloranti artificiali, aromi e conservanti. Alcuni di questi, come i coloranti azoici (E102, E110, E129), sono stati associati a reazioni allergiche e iperattività in bambini sensibili, sebbene sia complesso tirare le somme e colpevolizzare i dolciumi per situazioni comportamentali così complesse e molto resta ancora da dimostrare.

E poi non posso tralasciare il problema dei denti: il consumo frequente di zuccheri semplici è una delle principali cause di carie precoce nei bambini, specialmente quando le caramelle vengono mangiate lontano dai pasti o quando non si esegue una corretta igiene orale.

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Parliamo di rischio soffocamento

C’è poi un altro aspetto spesso sottovalutato, ma fondamentale: la sicurezza. Le caramelle – di qualsiasi tipo – rappresentano una delle principali cause di soffocamento nei bambini sotto i 4-5 anni. Il motivo è semplice: le vie respiratorie dei più piccoli sono coniche e strette e la capacità di coordinare masticazione, respirazione e deglutizione dei piccoli è in via di sviluppo. Se poi aggiungiamo il fatto che spesso le caramelle vengono offerte durante lo svolgimento di altre attività, come giocare o correre, il bambino è particolarmente distratto e sarà per lui più difficile gestire il boccone.

Devi sapere che un simile dolcetto aspirato per sbaglio può ostruire completamente la trachea, per questo le Linee guida del Ministero della Salute raccomandano di evitare qualsiasi tipo di caramella, gomma da masticare o marshmallow in età prescolare.

Come genitori non sempre possiamo controllare tutto, ma possiamo informare chi si prende cura dei nostri figli – nonni, babysitter, educatori – affinché conoscano e rispettino queste semplici ma vitali precauzioni.

Perché piacciono così tanto ai bambini

Le caramelle piacciono moltissimo ai bambini e se vuoi indagare il perché devi sapere che la risposta ha radici biologiche antichissime: noi nasciamo in qualche modo programmati per cercare il sapore dolce perché è un segnale di sicurezza.

La ragione è evolutiva: “dolce” in natura, molto spesso, significa “fonte di energia” e “non tossico”. Il problema è che oggi questa preferenza naturale collima con un ambiente dove il dolce non è più un incontro sporadico, ma è ovunque e in concentrazioni molto più alte di quelle che il nostro corpo è in grado di gestire.

Ti basti pensare che, quando un bambino mangia una caramella, nel suo cervello si attiva la produzione di dopamina, la molecola del piacere. È lo stesso meccanismo che si innesca quando riceviamo una ricompensa ed è proprio per questo che i dolci tendono a diventare un rifugio emotivo, una gratificazione rapida che, molto spesso, non ha a che fare con la fame.

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Non è raro, infatti, che dietro la richiesta di una caramella ci sia un bisogno affettivo, non alimentare: attenzione, consolazione, contatto. In questi momenti, più che vietarle nei bambini abbastanza grandi da poterle mangiare in sicurezza, può essere utile affiancarle a un’alternativa: un abbraccio, una storia, un gioco. In questo modo il bimbo impara che la dolcezza si può trovare anche altrove e il cibo torna al suo posto: nutrimento e condivisione non compensazione.

In sintesi, non serve demonizzare le caramelle, ma serve capire il loro ruolo. Non sono un tabù, ma neppure un’abitudine quotidiana. Io suggerisco a quei genitori di bimbi sopra i 5 anni di offrire una volta ogni tanto anche senza aspettare un’occasione speciale per far loro perdere l’aura di proibito, e non usarle mai come premio o consolazione. Perché la vera dolcezza, quella che resta, è quella che si costruisce ogni giorno a tavola con equilibrio, ascolto e buone abitudini.

Verdiana, la Dietista delle famiglie

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