Si avvicina Pasquetta, la giornata simbolo della scampagnata fuori porta col pallone, gli amici, tante bottiglie di vino e il barbecue. No, stavolta non andrà proprio così. L’emergenza sanitaria globale del Covid-19 ha riscritto le nostre abitudini quotidiane e questo implica anche il sacrificio del Lunedì in Albis,  la Pasquetta, con quei pomeriggi in cui si è un po’ alticci dopo aver mangiato così tanta carne da far arrivare Jane Fonda per protestare contro lo sterminio.

Non tutto è perduto e, come diceva Galileo Galilei, “dietro ogni crisi c’è un’opportunità”. Non sarà la stessa cosa, ma perché non provare il barbecue a casa?

Cosa dice la legge delle grigliate nei condomini

Il quesito apre a molteplici risposte perché la prima cosa da fare se si vuole organizzare un barbecue casalingo è andare sul sito del proprio comune di residenza e assicurarsi che non ci siano ordinanze comunali o affini, che vietino espressamente questo tipo di pratiche. Di solito il divieto è attivo per questioni ambientaliste: quindi se vivete in una zona a basso tasso di inquinamento non dovrebbero esserci problemi. Altra questione è la città, dove la qualità dell’aria che si respira non è sempre il massimo e il fumo della griglia potrebbe disturbare chi ha problemi respiratori.

Purtroppo non basta accertarsi che il comune non vieti i barbecue sul balcone, bisogna vedere anche il regolamento interno del condominio: se la disciplina condominiale preclude il barbecue c’è poco da fare, bisogna riporre i ferri e organizzare una mega Pasquetta per il 2021 perché le contravvenzioni vanno dai 200 agli 800 euro.

Se siamo fortunati – il comune non ha vietato nulla e il condominio è tollerante . tutto sta al buon senso dei grill master. Magari è utile confrontarsi con i vicini che non gradiscono gli odori, o avvisarli in tempo del fumo, che potrebbe impregnare il bucato appena lavato. Ma, pratiche di buona educazione a parte, il barbecue sul proprio balcone si può fare.