video suggerito
video suggerito
1 Giugno 2026 15:00

Osmanto: cos’è e come si usa il fiore aromatico protagonista della cucina cinese

Il suo profumo di pesca, albicocca e miele è dolce e inebriante, perfetto per dare un tocco avvolgente ed elegante a tè, confetture, creme e torte tradizionali, oltre a comparire in antichissime leggende che vedono l'osmanto arrivare dalla luna.

A cura di Federica Palladini
0
Immagine

Se i fiori nell’immaginario collettivo simboleggiano la primavera, i più famosi in Cina sbocciano, invece, in autunno. Si tratta di quelli minuscoli, graziosi e delicati dell’osmanto, una pianta millenaria (e leggendaria) utilizzata nella medicina tradizionale, in cosmesi oltre che in cucina, diventando uno degli ingredienti più riconoscibili della variegata tradizione gastronomica cinese. Il suo più grande merito? Essere estremamente profumata, sprigionando intense note di pesca, albicocca e miele non solo nell’aria, ma anche nei piatti. Facciamo la sua conoscenza.

Che cos’è l’osmanto

L’osmanto è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Oleaceae, la stessa dell’ulivo e del gelsomino. Si tratta di un arbusto sempreverde originario dell’Asia orientale, coltivato soprattutto in Cina, Giappone, Corea, Cambogia e Thailandia – arriva in Europa nel XVIII secolo – e può raggiungere diversi metri di altezza, dai 3 ai 12, assomigliando così a un albero: dal punto di vista estetico presenta foglie verdi e lunghe, dalla forma oblunga, mentre i suoi fiori sono piccoli, di colore bianco-giallo o arancione, raccolti in grappoli. Il nome scientifico della specie più nota è Osmanthus fragrans, ovvero osmanto odoroso e deriva dai termini greci osmè (profumo) e anthos (fiore), definizione che mette in evidenza la sua maggiore caratteristica, quella di emanare un aroma intenso e dolce.

Immagine

Osmanto: tra i protagonisti della cultura gastronomica cinese

L’osmanto odoroso è una pianta che si coltiva a scopo ornamentale, per essere impiegata in cucina, in cosmesi o a livello terapeutico in particolare per le sue proprietà antiossidanti. Il suo rapporto con la Cina è millenario, tanto da essere protagonista di alcune tra le ricette più tradizionali legate alle ricorrenze e di diverse leggende che lo vogliono simbolo di amore, romanticismo, armonia e purezza. È conosciuto come guihua e le sue origini sarebbero celesti, in quanto proveniente dal Paradiso Lunare: si racconta, infatti, che una divinità impietosita da tutto il dolore degli esseri umani avesse gettato i semi di osmanto sulla Terra, così da lenire la sofferenza con la sua inconfondibile fragranza. Le piante si trovano spesso attorno ai templi buddisti, e nella regione del Guangxi, al confine con il Vietnam, c’è una città che prende il nome di Guilin, che significa letteralmente “foresta di osmanto” per la notevole presenza degli alberi nel suo territorio. L’osmanto fiorisce soprattutto a settembre, proprio durante la famosa e importante Festa di metà autunno (o Festa della Luna), dedicata al raccolto che si celebra mangiando specialità che lo utilizzano come ingrediente principale.

Che profumo ha l’osmanto?

L’aggettivo che si associa comunemente alla fragranza dell’osmanto è quello di inebriante: il suo aroma viene descritto come un bouquet fruttato, dove si mescolano sentori di pesca e albicocche mature, gelsomino e miele. Un profumo caldo e avvolgente, che rigenera, rilassa e mette di buonumore: le stesse note, in modo più delicato, influiscono anche sul suo sapore, che è dolce e molto piacevole.

Immagine

Come si usa in cucina

Non è difficile immaginare come a rubare la scena in campo culinario siano sempre i fiori, freschi o essiccati, che vengono impiegati soprattutto per aromatizzare tè, tisane, infusi, liquori, sciroppi, creme (comprese quelle per il gelato), confetture, e impasti, per preparare biscotti e dolci. In Cina l’osmanto, per esempio, si beve nel gui hua cha, il tè nero arricchito dagli oli essenziali dei fiori, tipico di Guilin, ottimo per la digestione, oppure gustato nel gui hua gao, la popolare “torta di osmanto”, di cui si hanno notizie già 400 anni fa, verso la fine della dinastia Ming (1644), preparata con farina di riso glutinoso, miele o zucchero aromatizzati. In occasione della festa autunnale non possono mancare le versioni delle classiche mooncake con l’osmanto, speciali tortine monoporzione che simboleggiano la luna piena.

Immagine
Immagine
Quello che i piatti non dicono
Segui i canali social di Cookist
api url views