
Il nome scientifico è Hippophae rhamnoides, ma è comunemente noto come olivello spinoso. Il riferimento è alle bacche che produce questo grazioso arbusto che si sviluppa attorno ai 3-4 metri di altezza: sono frutti che hanno l’aspetto di olive in miniatura, di colore giallo arancione che crescono su rami provvisti di numerose spine. Le foglie sono grigio-argento, mentre i fiori sono molto piccoli e dal colore giallo-verde: si tratta di una pianta che appartiene alla famiglia delle Elaeagnaceae, diffusa dall’Europa all’Asia e che suscita un forte interesse in ambito alimentare e cosmetico. Scopriamo come mai e quali sono i suoi benefici.
Olivello spinoso: un concentrato di proprietà
Sono ormai numerosi gli studi scientifici che definiscono l’olivello spinoso un superfood: non stiamo parlando di cibi miracolosi, ma di un vegetale ricco di sostanze che svolgono azioni positive per il nostro organismo. I riflettori sono puntati principalmente sui frutti e sui semi: con i primi si realizzano succhi tonificanti e rigeneranti, mentre dai secondi si ricava un olio dall’alto potere antiossidante. I due elementi che compongono la bacca hanno caratteristiche diverse tra loro: nella polpa a spiccare sono i carotenoidi, come beta-carotene, zeaxantina e licopene, i sali minerali (potassio, manganese, rame), aminoacidi e polifenoli e, infine, la vitamina C, presente in quantità notevoli, 400 mg per 100 gr (nelle arance, per esempio, il valore è 50 mg per 100 gr). Da qui l’utilizzo in veste di integratore alimentare e all’interno di prodotti per la cura della pelle, in quanto nutre e idrata. Dai semi si ricava un olio ricco di omega-3 e omega-6, mentre dalla polpa si estrae un olio unico per la concentrazione di omega-7 (acido palmitoleico): in più, spazio a proteine, fibre e vitamine (A, del gruppo B, ed E). Quali sono i benefici? Vengono impiegati nel trattamento delle psoriasi, delle ustioni, degli eczemi, delle ulcere gastriche e delle infiammazioni a livello della mucosa vaginale e intestinale e per alleviare condizioni febbrili e influenzali. Inoltre, tra i potenziali vantaggi, vengono indicati anche la riduzione del colesterolo cattivo e il sostegno alla circolazione sanguigna, rendendo l’olio dei semi un alleato del cuore.

Come si usa l’olivello spinoso
In commercio, l’olio e il succo di olivello spinoso si possono acquistare in erboristeria, negozi specializzati in prodotti naturali e negli e-commerce. L’olio si utilizza prevalentemente a livello cosmetico per favorire la salute della pelle, grazie alle sue proprietà emollienti, cicatrizzanti e nutritive. Il succo si assume, invece, come sostegno al sistema immunitario e all’intestino, in situazioni di stress, convalescenza e inappetenza, ovvero quando si necessita di un boost di vitamina C: generalmente il sapore è molto intenso, perché le bacche sono in origine acidule e astringenti (anche se dipende dal tipo di cultivar e dallo stato di maturazione) e proprio per questo si tende a non berlo puro, ma diluito in acqua. Esiste anche l’olivello spinoso in polvere, che si addiziona agli smoothie o allo yogurt della colazione, mentre dalle foglie essiccate si ottengono tisane depurative. Da come si può intuire, è meno protagonista in cucina, ma se si ha a disposizione il frutto fresco lo si può trasformare in confetture e composte, più tipiche nel Nord Europa, unendo polpa di mela, zucchero e cannella, e come ingrediente per aromatizzare liquori e vodka.

Cosa c’è da sapere ancora
L’olivello spinoso lo vediamo in parchi, giardini, aiuole a scopo ornamentale nelle aree urbane, ma non solo, in quanto la sua estrema adattabilità (resiste al freddo e alla siccità ed è in grado di sopravvivere in terreni poco ospitali) lo rende un alberello facile da trovare anche in collina e in montagna, dove svolge un importante ruolo di controllo e di prevenzione dell’erosione del suolo. I frutti sono tipici dei mesi di settembre e di ottobre e per il loro colore acceso non passano inosservati. L’impiego dell’olivello alle nostre latitudini è soprattutto per fini terapeutici e per questo prima di consumarlo come olio, succo, polvere o tisana si consiglia di consultare il proprio medico, perché come specificato dal sito dell’Humanitas, potrebbe entrare in contrasto con l’assunzione di farmaci anticoagulanti e avere effetti negativi su chi soffre di pressione bassa o se si è in gravidanza o allattamento.